Ormai winter has come e solo pochi coraggiosi si azzardano a muoversi in bicicletta nonostante il freddo. Per i nostri impavidi amici però c’è una buona notizia: poche settimane fa hanno visto la luce delle nuove piste ciclabili nella zona di Torino centro.
La prima passa da Lungo Dora Savona e Lungo Dora Siena, ovvero parte dal Balòn e arriva al Campus Einaudi, ed è costituita da un bel percorso a due corsie, provvisto di semaforica, segnaletica a terra e un cordolo che la separa dalla corsia per le macchine, corsia che si è resa quindi unica lungo quella strada.

La pista del Lungo Dora Siena
Perpendicolarmente a questa pista ne sono state costruite altre due, una passante da via Borelli – detta appunto “Via dell’Università” – e una da via Ricotti.

La pista in via Borelli
Via Borelli è la continuazione di via Montebello, dove si interrompe il primo tratto della pista ciclabile di via Verdi, mentre via Ricotti collega il fiume Dora ai Giardini Reali, quindi a Piazza Castello.

La pista di via Ricotti
L’obiettivo ovviamente è quello di creare delle zone sicure per la viabilità in bici nelle zone del centro, spesso molto trafficate e ingombre anche di pedoni, dove i ciclisti rischiano di creare dei pericoli per sé e per gli altri. Questo è sicuramente il caso di Piazza Statuto, dove una corsia per le bici esiste già, ma è quasi sempre occupata da pedoni che non trovano lo spazio fisico per passare da un lato all’altro della Piazza. E se non sono le persone sono le macchine posteggiate e altro ancora. Per questo motivo si è deciso di creare un altro breve collegamento, dall’altro lato della strada, tra Corso Principe Oddone e Corso Inghilterra.
Anche in questo caso, si è ricorsi a semaforica, segnaletica e soprattutto al cordolo di plastica per evitare posteggi selvaggi e incidenti.

La pista di Piazza Statuto, anche in copertina
L’unico problema, comune a molte altre piste cittadine fatte a “spizzichi e bocconi”, è che le continuazioni e i collegamenti tra piste che si trovano in vie o in corsie differenti, rendono necessario l’attraversamento in zone piuttosto pericolose e trafficate. A Torino inoltre il passaggio da una giunta comunale a un’altra non ha giovato alla continuità dell’impianto urbanistico, immaginato dai diversi partiti in maniera nettamente differente.

Da un lato quindi è certamente un bene che le piste ciclabili in città aumentino, perché la viabilità green, tanto osannata, si renda finalmente possibile e sempre più sicura. Da un altro, è certo che nei progetti futuri si dovrà far attenzione anche ai bisogni degli automobilisti, che specie ultimamente si trovano sempre più spesso in ingorghi infernali, e dei pedoni, per cui pare si progettino nuove aree pedonali.
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Anna Contesso
