Se siete alla ricerca di un thriller claustrofobico che vi tenga incollati alle pagine, Ragazze selvagge di Phoebe Morgan fa proprio al caso vostro. In originale The Wild Girls ed edito da Leone Editore, questo libro appartiene alla collana Mistèria, dedicato ai romanzi thriller, noir e horror.
Protagoniste della storia sono quattro amiche ormai diventate donne: Grace, Alice, Hannah e Felicity. Unite fin dalle elementari, queste quattro ragazze hanno formato un gruppo compatto da piccole e mai nulla è riuscito a dividerle: loro sono le Ragazze Selvagge, sempre assieme e soprattutto indivisibili.
Fino a una terribile sera, quando ormai a 28 anni, succede l’impensabile. In seguito, Felicity abbandona il gruppo e senza lei che faceva da collante, le Ragazze Selvagge cessano di esistere. Passato nel frattempo due anni, che trascorrono in totale silenzio. Nessuna sente più le altre tre, nessun messaggio, nessun contatto, niente di niente. Eppure, nella loro quotidianità ognuna porta con sé i ricordi di quella notte e non trascorrere giornata o nottata in cui non ci ripensino.
Dopo due anni di totale silenzio, si apre uno spiraglio: Felicity contatta le amiche invitandole a festeggiare il suo 30esimo compleanno in Botswana. Dopo le incertezze inziali, tutte e tre le ex amiche decidono di andare, soprattutto per sfuggire alla loro insopportabile quotidianità. Grace lavora unicamente in smart-working e passa intere settimane senza mai uscire di casa. Alice è bloccata da anni in una relazione che ormai non la soddisfa più e Hannah si è annullata per poter diventare madre e trascorre le sue giornate a guardare Peppa Pig assieme al figlio di un anno e mezzo.
Tutte e tre rimangono colpite dalla scelta di Felicity: ognuna di loro ha dei segreti su quella ultima notte assieme e si stupiscono che l’amica abbia deciso di affrontare il passato. Ma tutte accettano e si ritrovano assieme di aeroporto per volare assieme in Botswana. Il ritrovarsi è piacevole e pian piano la tensione iniziale scompare. Tutta la conversazione ruota però attorno a una regola taciuta: non riparlare di quella sera.
“Che cosa stiamo aspettando?” chiede Alice bruscamente. Alla sua voce, scaccio quella sensazione, sollevo una mano e busso. Mentre lo faccio, mi pervade un brutto presentimento, improvviso e inspiegabile, come se una voce nel mio orecchio mi stesse dicendo di non andare oltre, di non entrare nel lodge. Ma è troppo tardi: gli ingranaggi sono in movimento, il gioco è iniziato”.
Una volta arrivate in Botswana, le tre amiche si ritrovano ospiti di un enorme lodge di lusso. Felicity scrive loro che non può raggiungerle a causa di un virus intestinale, così le tre sono le uniche occupanti di questa enorme struttura. Man mano che trascorre la serata cominciano a verificarsi fatti inquietanti: strani bigliettini compaiono con segreti avvertimenti, porte e finestre si chiudono da sole e oggetti come i caricabatteria spariscono.
Le amiche cercano sempre una spiegazione razionale e non ci fanno troppo caso, ma la mattina dopo la verità appare evidente: tutte e tre sono prigioniere di questa enorme struttura molto isolata, lontana chilometri e chilometri da qualsiasi altro centro abitato. E non sono sole: qualcuno che conosce molto bene il lodge si muove nell’ombra e quella che sembrava essere una semplice vacanza si trasforma in un gioco letale in ognuna delle Ragazze Selvagge dovrà lottare per la propria vita. Quanto c’entra Felicity in tutto questo? E quanto contano i terribili fatti di quella notte di due anni fa?
Con uno stile accattivante e che tiene il lettore sempre sulle spine, Phoebe Morgan costruisce magistralmente questo thriller, alternando parti al presente con la claustrofobica situazione nel lodge e con il racconto di quella notte in cui le Ragazze Selvagge hanno cessato di esistere. Un romanzo raccontato dal triplice punto di vista delle tre amiche, in cui la tensione narrativa e il ritmo sono altissimi, tenendo il lettore costantemente incollato alle pagine e invogliandolo a leggere un capitolo dopo l’altro. Lo divorerete in pochi giorni.
Irene Rolando
