Francesco Altan: dalla Pimpa al metalmeccanico Cipputi, tra fantasia e politica

Francesco Tullio-Altan, la grande matita italiana che ha dato vita, tra gli altri capolavori, alla Pimpa, rappresenta una delle vette più alte della fumettistica e dell’arte satirica italiana. Il triestino classe 1942, sveglio ma svogliato negli studi, non intende seguire, perlomeno direttamente, le orme del padre Carlo, un antropologo crociano finissimo, autore dello “Spirito religioso primitivo”, un volume pubblicato per la collana Mondadori “La cultura del Saggiatore”, la stessa che ospiterà “Tristi Tropici”, il caposaldo strutturalista di Claude Lévi-Strauss. Come evidenziato dal giornalista Mario Andreose in un articolo pubblicato per “La Repubblica”, è possibile riscontrare nella bibliografia di Carlo Altan — un uomo politicamente liberale militante durante gli anni della Resistenza nel Partito d’Azione — un’attenzione per lo studio della società italiana che sembra anticipare alcuni tratti della sensibilità del figlio Francesco. E’ possibile, quindi, che il grande antropologo, studioso dei valori della gioventù italiana degli anni Sessanta e critico nei confronti dello stato di incompiutezza della democrazia italiana, abbia influenzato l’opera e il pensiero del fumettista.

Il giovane Altan, che racconta di essersi innamorato del disegno all’età di appena tre anni, si iscrive all’Istituto Universitario di Architettura di Venezia, che abbandona dopo qualche tempo; al volgere degli anni Sessanta, Francesco, dopo un breve periodo trascorso tra i cinema e le sale televisive romane della Rai in qualità di scenografo e sceneggiatore, decide di voltare pagina e si trasferisce in Brasile, a Rio de Janeiro, dove incontra l’amore della sua vita, Mara Chaves, la costumista che probabilmente ha ispirato il personaggio di Ada, la giovane ribelle protagonista di “Ada nella jungla”, un parodico roman-feuilleton pubblicato in tredici puntate su “Linus”.

Crediti immagine: Francesco Altan, https://www.maxxi.art/en/events/altan-pimpa-cipputi-e-altri-pensatori/

Durante le ore di gioco trascorse con sua figlia Kika, Altan delinea con pochi schizzi i contorni della cagnolina bianca a macchie rosse destinata a incantare un’intera generazione di bambini: i racconti della Pimpa, apparsi per la prima volta sul “Corriere dei Piccoli”, verranno scelti nel 1983 da Osvaldo Cavandoli per un adattamento televisivo che consacrerà all’immortalità i personaggi della serie. Seguirà, poi, una seconda regia, diretta questa volta da Enzo D’Alò, il grande sceneggiatore noto la sua versione cinematografica del romanzo di Luis Sepùlveda “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare” e per la realizzazione del film d’animazione “La freccia azzurra”.

Crediti immagine: Francesco Altan

Altan, il grande disegnatore della letteratura italiana per bambini, illustratore dei libri di Gianni Rodari pubblicati per collana Einaudi Ragazzi, non rinuncia mai all’impegno nel campo della satira politica: le sue vignette, pubblicate prima per “Panorama”, poi per “L’Espresso” e “La Repubblica”, commentano la cronaca politica degli ultimi settant’anni della storia del nostro paese, raccontata con un’ironia caustica, pungente, amarissima. Uno dei personaggi più caratteristici dell’universo del fumettista è senza dubbio Cipputi, un anziano metalmeccanico comunista in tuta blu dalla battuta facile e dall’animo disincantato, simbolo di una classe operaia consapevole, protagonista del proprio tempo e portatrice dei valori della lotta sindacale. Emblema del lavoratore onesto, troppo spesso schiacciato da politiche aziendali che seguono solo le leggi di mercato, il termine “cipputi” è entrato nel linguaggio comune come sinonimo di operaio dell’industria metalmeccanica o, più in generale, del proletario oppresso che ripone la propria fiducia nelle organizzazioni di rappresentanza dei lavoratori.

Micol Cottino

Fonte immagine in evidenza: https://www.elledecor.com/it/people/a40021197/francesco-tullio-altan-oltre-la-pimpa/

Lascia un commento