“Le sette morti di Evelyn Hardcastle”: il romanzo da cui non riuscirete a staccarvi

Se siete alla ricerca di un romanzo che vi tenga incollati alle sue pagine, Le sette morti di Evelyn Hardcastle di Stuart Turton è proprio quello che fa per voi. Questo romanzo, in originale The 7 ½ Deaths of Evelyn Hardcastle, è stato pubblicato in Italia da Neri Pozza Editore nel 2019, ma lo scorso anno ha ottenuto grande visibilità sui social, conquistando il cuore degli amanti della lettura e non.

Il primo capitolo si apre in medias res: ci troviamo in un bosco, molto fitto, in cui non si intravede nessuna strada. Il nostro protagonista non ricorda nemmeno chi sia, ma sa che deve scappare e nella sua testa risuona un nome: Anna. Non sa chi sia, ma poco dopo sente l’urlo di una donna, seguito da uno sparo, entrambi terribilmente vicini. E infatti il killer non ci mette molto a trovarlo, ma non sembra voglia ucciderlo. Gli arriva alle spalle, gli consegna una bussola e gli indica la direzione da seguire.

Seguendo quella direzione, il nostro protagonista raggiunge Blackheath House, un’enorme tenuta circondata da migliaia di acri di terra e da una foresta che sembra inaccessibile. All’ingresso viene accolto dal maggiordomo e da alcuni uomini che si dicono essere suoi amici che lo informano che lui è Sebastian Bell, di professione medico e che si trovano al castello per partecipare al ballo in maschera che si terrà quella sera dato da Lord Peter Hardcastle e Lady Helena Hardcastle. Un ballo dato con un intento ben preciso, ovvero ricordare la morte del giovane Thomas Hardcastle, il terzogenito figlio dei proprietari morto diciannove anni prima.

Alexander non ricorda nulla della sua vita, né di come sia arrivato alla tenuta. La sua stanza e i suoi stessi oggetti gli sembrano estranei. E quando prova a parlare di Anna e dei fatti accaduti nella foresta scopre cose inquietanti: dalla magione non è scomparso nessuno, nel bosco non è stato trovato nessun corpo e soprattutto nessuno tra gli invitati e la servitù si chiama Anna. Perché ricorda così bene questo nome, ancora meglio del suo passato e della sua stessa memoria?

A rispondere a questa domanda arriverà un inquietante personaggio vestito da medico della peste quattrocentesca che gli rivela strane informazioni: quella notte alle 23 ci sarà un omicidio e lui non potrà fare nulla per impedirlo. Anzi, lui ha un compito ben preciso: ha tutta la giornata a disposizione per tentare di scoprire chi è l’assassino e poi dovrà recarsi dal medico della peste per dargli la risposta.

Ma non finisce qui: si tratta di un caso particolarmente complesso, dunque avrà a disposizione più incarnazioni per portare a termine il compito. Ecco perché non si ricorda nulla della sua vita: lui non è Sebastian Bell ma Aiden Shop, intrappolato nel meccanismo infernale di Blackheath. Sebastian Bell è la sua prima incarnazione. Dopo avrà a disposizione altre sei incarnazioni, tutti personaggi presenti alla festa.

Attraverso gli occhi dei sette personaggi Aiden rivivrà la stessa giornata, fino ad arrivare alla serata del ballo che culminerà con l’omicidio di qualcuno. Ogni incarnazione avrà pregi, abilità e caratteristiche che lo aiuteranno a risolvere il mistero che infesta Blackheath, ma dovrà anche fare i conti con i difetti ed i limiti tipici degli esseri umani. E se alla fine della settima l’incarnazione non avrà risolto il mistero, ricomincerà da capo, ripartendo dalla prima e dimenticando tutto quello che aveva appreso o scoperto con quelle precedenti, in un meccanismo perverso di espiazione della colpa. Uno strumento infernale in cui Aiden scopre di essersi recato spontaneamente, anche se non ricorda nulla.

Ma le rivelazioni non sono finite: oltre a lui a Blackheath ci sono altre persone nella sua condizione. Solo uno però potrà rivelare la risposta al Medico della peste e soprattutto, solo uno verrà liberato da Blackheath, mentre gli altri ricominceranno il ciclo. E chiunque essi siano, sono disposti a uccidere pur di tornare liberi.

Aiden fatica a credere al Medico e quando si renderà conto della realtà avrà già sprecato molto tempo delle sue incarnazioni. Cosa si nasconde a Blackheath House? Come è possibile che esista un posto simile? E soprattutto, perché l’unica cosa che ricorda del ciclo precedente è il nome di Anna, una persona che sembra non esistere nella tenuta?

Stuart Turton ci guida nei meandri della tenuta di Blackheath, alla scoperta dei suoi angoli nascosti e dei suoi segreti più oscuri. Attraverso gli occhi di Aiden, viviamo la stessa giornata per sette volte, tramite le diverse incarnazioni. La narrazione però non annoia il lettore: la trama è infatti costruita magistralmente, in un delicato intreccio di rivelazioni, segreti, passi avanti e indizi futili.

“Quali che fossero le intenzioni di chi l’ha progettata, Blackheath risveglia i mostri nascosti dentro di noi, e io non voglio più assecondare i miei. Hanno avuta briglia sciolta anche troppo a lungo”.

Non riuscirete a posare il libro, catturati anche voi dall’atmosfera magnetica e infernale di Blackheath.

Irene Rolando

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