Autonomia differenziata approvata alla Camera: parliamone

Questo mercoledì 19 giugno l’Autonomia differenziata è stata ufficialmente approvata alla Camera con 271 voti di cui 172 a favore, 99 contrari e soltanto un astenuto. I prossimi passaggi dunque saranno la firma da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la successiva pubblicazione all’interno della Gazzetta Ufficiale. Parliamo di un DPCM che avrà effetti a lungo termine molto importanti per tutto il Paese, per questo motivo è molto importante capire di che cosa si tratti, perché sia stato proposto, i suoi pro e, forse soprattutto, suoi contro.

Di cosa si tratta

L’Autonomia Differenziata è una legge ordinaria che si propone di attuare il contenuto del terzo comma dell’articolo 116 della Costituzione:

[ Ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, ] … [possono essere attribuite ad altre Regioni, con legge dello Stato, su iniziativa della Regione interessata, sentiti gli enti locali, nel rispetto dei principi di cui all’articolo 119. La legge è approvata dalle Camere a maggioranza assoluta dei componenti, sulla base di intesa fra lo Stato e la Regione interessata.]

Costituzione italiana, Titolo V, Art. 116, comma 3

Questo progetto di legge è inoltre uno degli obiettivi ai quali da anni lavora la Lega: già nel 2017 furono istituiti dei referendum, nelle regioni Veneto e Lombardia, per chiedere ai cittadini se fossero o meno a favore di una maggiore autonomia regionale. Anche in questa occasione a vincere fu il sì. Il disegno di legge porta oggi il nome del ministro per gli affari regionali e le autonomie del Governo Meloni Roberto Calderoli e predispone l’iter attraverso il quale le Regioni potranno fare richiesta per l’approvazione della suddetta autonomia in merito a ben 23 materie fino ad ora prerogativa del Governo Centrale.

Cosa comporta essere una legge ordinaria

Il fatto che la legge sull’Autonomia differenziata sia una legge ordinaria è un punto fondamentale per la comprensione di ciò che questa può o non può fare. Un primo aspetto, quello più intuitivo, risiede nella sua attuazione: le tempistiche perché la legge venga messa in vigore non sono brevi, passerà del tempo prima che se ne possano vedere gli effetti, ma questi ultimi avranno presumibilmente un grande impatto.

Cosa sono i LEP

L’elemento fondamentale di questo DPCM sono i LEP “livelli essenziali delle prestazioni” ovvero i servizi minimi che ogni regione deve garantire in tutto il suo territorio prima di poter fare richiesta di autonomia differenziata su 15 materie delle 23 previste dalla suddetta legge. Le restanti 8 potranno invece essere ottenute più velocemente a seguito soltanto della richiesta da parte della regione.
È qui, però, che in molti vedono uno dei nodi fondamentali della questione, in quanto i LEP dovranno essere delineati da una Commissione tecnica che dovrà, inoltre, tenere conto dei limiti di risorse stabiliti dalla legge di bilancio. Come sottolineato dal nono articolo dell’Autonomia differenziata infatti: “Dall’applicazione della presente legge e di ciascuna intesa non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica” al contempo però all’articolo quattro dello stesso testo leggiamo: “Qualora dalla determinazione dei LEP di cui al primo periodo derivino nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, si può procedere al trasferimento delle funzioni solo successivamente all’entrata in vigore dei provvedimenti legislativi di stanziamento delle risorse finanziarie volte ad assicurare i medesimi livelli essenziali delle prestazioni sull’intero territorio nazionale … “.
Su questa questione in molti rimangono ancora dubbiosi.

Una volta raggiunto un accordo le regioni e lo Stato avrebbero circa cinque mesi per arrivare ad un progetto che passi prima di Consiglio dei ministri poi in Conferenza stato-regioni e infine in Parlamento. Un percorso che a oggi sembrerebbe piuttosto lungo, e che una volta concluso comporterà cambiamenti molto concreti nella quotidianità di tutti i cittadini.

Le critiche

L’altro punto critico, e probabilmente il più dibattuto, è la questione della distribuzione delle risorse. Sono tanti gli esperti che sostengono che questo nuovo meccanismo non farà altro che peggiorare il divario, oggi già presente, tra regioni del Nord e regioni del Sud.
Questo perché, invece che raccogliere fondi che vengano ridistribuiti dove ce ne sia più bisogno, il passaggio all’Autonomia differenziata sembra promuovere più un concetto alla “ognuno per sé”: sul Fatto Quotidiano il disegno di legge viene proprio definito “la secessione dei ricchi”.

A ogni modo sembrano esserci molti più dubbi che certezze su questo disegno di legge. Quello che all’apparenza si propone semplicemente come un modo di ottimizzare la gestione dei servizi regionali in maniera più efficiente potrebbe molto velocemente diventare fonte di ulteriori problemi burocratici ed economici. Come già detto in precedenza, prima che se ne vedano gli effetti passerà certamente ancora molto tempo, per ora non possiamo far altro che augurarci che i timori sollevati da molti non si rivelino fondati.

Alice Musto

Fonti:

https://www.renewablematter.eu/autonomia-differenziata-significato-legge-approvata-parlamento#:~:text=L’autonomia%20differenziata%20%C3%A8%20invece%20una%20legge%20ordinaria.&text=Non%20determina%20da%20subito%20alcun,attribuzione%20di%20poteri%20e%20prerogative. RENEWABLE MATTER

https://www.fanpage.it/politica/lautonomia-differenziata-spiegata-semplice-i-pro-e-i-contro-e-le-incognite-sui-costi/ FANPAGE

https://www.wired.it/article/autonomia-differenziata-calderoli-proposta/ WIREDhttps://wordpress.com/post/thepasswordunito.wordpress.com/72291

Fonte immagine di copertina e in evidenza: https://images.app.goo.gl/SDa5BAQqLxtijXZy7

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Avatar di Paola Stella Paola Stella ha detto:

    🎀 Credo che il concetto di “meritorieta’” sia stato influente nel proporre ed approvare questa legge ordinaria.
    Vedremo …

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