NEOM, la città del futuro: utopia o realtà?

Ricostruzione digitale del progetto “Neom”

Nel 2017, il principe ereditario dell’Arabia Saudita Mohammed bin Salman, primo nella linea di successione del sovrano, ha annunciato il progetto “Neom”, che prevede la realizzazione di una megalopoli da centinaia di miliardi di dollari situata nel deserto, nella provincia di Tabuk, lungo la costa del Mar Rosso, la cui apertura ai primi turisti è prevista tra il 2024 e il 2025.

I lavori nei cantieri, avviati nel 2021, daranno alla luce una città del futuro costituita da pareti a specchio, priva di strade o automobili, poiché per spostarsi ci si servirà di un sistema ferroviario ad alta velocità, in cui è prevista, inoltre, la presenza di taxi volanti ed elicotteri elettrici con guida autonoma.

La metropoli si svilupperà su tre livelli: uno per i pedoni e due sotterranei per infrastrutture e trasporti; sarà monitorata da un sistema di intelligenza artificiale che raccoglierà dati per elaborare strategie volte a migliorare la qualità della vita dei residenti e sarà dotata di un microclima autonomo in grado di contrastare le temperature del deserto.

Bin Salman ha dichiarato che “Neom” sfiderà le tradizionali città piatte e orizzontali e creerà un modello per la conservazione della natura e una migliore vivibilità umana. Essa si inserisce infatti nel progetto Saudi Vision 2030, un programma strategico promosso dal regno dell’Arabia Saudita per ridurre la dipendenza del paese dal petrolio e diversificarne l’economia, sviluppando i settori dei servizi pubblici, tra cui sanità, istruzione, turismo e intrattenimento.

Si suppone che il progetto “Neom” garantirà 380.000 posti di lavoro, aggiungerà 48 miliardi di dollari al PIL del Paese, di cui 16 miliardi derivanti dal settore turistico, e consentirà di salvaguardare la natura, utilizzando unicamente energia rinnovabile e riducendo a zero le emissioni di carbonio.

Il principe ha poi dichiarato l’intenzione di aggiungere una lussuosa isola affacciata sul Mar Rosso, Sindalah, che ospiterà duemila diverse specie marine, il più prestigioso yacht club del mondo e infrastrutture all’avanguardia. Il proposito principale è che l’isola si affermi come attraente meta turistica, in quanto offrirà ogni tipologia di servizio e comfort (attività sportive, ristoranti, hotel, boutique) entro la cornice di paesaggi naturali unici, tra cui una delle più incantevoli riserve di corallo esistenti.

Resort che sarà costruito nel golfo di Aqaba (Mar Rosso)

“Neom”, che coprirà un’area di 26.500 km², estendendosi per 170 km, sarà costituita da dieci regioni, quattro delle quali già in via di realizzazione: “The Line”, cuore della metropoli, si configurerà come una “smart city” che ospiterà nove milioni di persone, lateralmente costeggiata da muri a specchio; “Trojena”, località montana, ospiterà i Giochi Invernali Asiatici del 2029; “Oxagon” sarà un enorme complesso industriale galleggiante in cui si svolgeranno attività di ricerca e produzione. Acquisirà i caratteri di un hub tecnologico estremamente avanzato e dotato delle tecnologie più sofisticate attualmente esistenti, tra cui la fusione uomo-macchina e l’“IoT”, che consiste nell’estensione di internet a oggetti e luoghi, i quali assumono una specifica identità digitale che consente loro di inserirsi in una rete di comunicazioni utile a fornire servizi agli utenti.

Trojena”
“Oxagon”

Si tratta certamente di un progetto di enorme portata, la cui realizzazione rappresenterebbe un traguardo tecnologico senza precedenti, tuttavia non esente da problematiche riguardo la sua effettiva concretizzazione.

Innanzitutto, stando a quanto riportato dal “Wall Street Journal”, i membri delle tribù arabe, costretti ad abbandonare la regione in cui si erano insediati per lasciare il posto alla metropoli e sfruttati per lavorare alla sua costruzione, risulterebbero sottoposti a ritmi di lavoro estenuanti per soddisfare le richieste spesso troppo esigenti del principe.

In secondo luogo, non è chiaro come verranno gestiti i dati dei cittadini raccolti digitalmente, la cui privacy sembrerebbe essere messa a rischio, ledendo dunque un diritto fondamentale.

Dal punto di vista ambientale, gli esperti ritengono che poco verosimilmente l’utilizzo esclusivo di fonti rinnovabili sarebbe sufficiente a soddisfare l’enorme richiesta energetica necessaria ad alimentare infrastrutture e sistemi urbani di tali dimensioni. É stato inoltre sottolineato il rischio dello spreco, causato dallo smaltimento di componenti non utilizzabili.

Per quanto il progetto sia promosso come sostenibile, le emissioni di anidride carbonica calcolate per l’effettiva costruzione di “Neom” ammontano a 1,8 miliardi di tonnellate, una cifra corrispondente a quelle prodotte in più di quattro anni dal Regno Unito.

Dunque, a caratterizzare questo immenso progetto, non mancano le contraddizioni: per sapere se saranno risolte non ci resta che seguire lo svolgersi delle operazioni di costruzione e il dibattito tra gli studiosi che senza dubbio si affermerà nei prossimi anni.

Gaia Romano

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