Gioventù Nazionale: la storia della prole neofascista di Fratelli d’Italia

“Impugna il presente, costruisci la vittoria per un’Italia libera e sovrana”: è questo lo slogan dell’organizzazione giovanile di Fratelli d’Italia, Gioventù Nazionale, nata con lo scopo di avvicinare gli under 30 alla vita politica. Le recenti inchieste, tuttavia, mostrano giovani impegnati in cori razzisti e in convegni che fomentano l’odio verso il prossimo, tutto sotto gli occhi della classe dirigente di Fratelli d’Italia.

Le origini

Il partito, fondato sette anni fa, ha alle spalle una storia molto più lunga: nasce infatti come erede dell’organizzazione giovanile “Fronte della Gioventù” nata in seno  al “Movimento sociale italiano” nel 1971.

Il “Fronte della Gioventù” aveva già un orientamento definito post-fascista o di estrema destra e a portarne allo scioglimento è stata la “svolta di Fiuggi”, momento durante il quale il Movimento sociale italiano ha deciso di rinunciare ai riferimenti espliciti al ventennio fascista, per una rinascita della destra politica. 

Luoghi di ritrovo

I luoghi scelti per canti e discorsi dichiaratamente fascisti non sono tuttavia nascosti, né tantomeno illegali (come lo sono, ad esempio, i rave) ma si tratta anzi di una delle sedi principali di Fratelli d’Italia, ovvero Colle Oppio: non si tratta di un luogo qualunque, bensì dello spazio in cui si sono formati i dirigenti odierni del partito.

Violenza e una strategia preoccupante

Il codice etico riportato sul sito del Partito recita “Gioventù Nazionale rifiuta la violenza come metodo di lotta politica e di discriminazione”. Le diverse inchieste però mostrano frasi e discorsi razzisti che inneggiano alla violenza, accompagnati sempre dalla frase di rito “ma quando c’era lui…”.

Tattica di prudenza

“Mi raccomando ragazzi, niente saluto romano”: sono queste le parole del dirigente del partito prima di incontrare i giornalisti. Ciò che il partito vuole, infatti, è presentare ai giornali una facciata di destra trasformata dall’ondata liberista, che a telecamere spente si mostra per quello che è, ovvero un partito radicato nei sentimenti neonazisti e neofascisti.

La tattica adottata è quindi quella di utilizzare una politica di facciata maggiormente liberista nel far fronte alle istituzioni e agli spazi diplomatici, per arrivare ai vertici dello Stato. La poetica che invece viene prediletta nei contesti pubblici è proprio quella dai toni neofascisti, utilizzata per ottenere maggiori consensi.

Il loro avvicinamento alle cariche più alte dello Stato è certamente preoccupante: è una dimostrazione del fatto che i giovani della destra “ce l’hanno fatta” pur mantenendo intatte le loro posizioni ideologiche neofasciste, che ricordiamo essere anticostituzionali, e manipolando la loro figura pubblica. 

La mitizzazione

Il sentimento nostalgico è naturalmente accompagnato dalla tendenza ad elevare a miti determinate figure: non soltanto Mussolini, che acquisisce il ruolo di leader eterno ed invincibile, ma anche i NAR, sigla con cui indichiamo i Nuclei Armati Rivoluzionari, un’organizzazione terroristica italiana di estrema destra che in passato ha praticato una forma di violenza costante attraverso rapine, stragi e furti. 

Ciò che emerge dai discorsi tra i giovani militanti dell’organizzazione è proprio un’idealizzazione della violenza perpetrata dal gruppo terroristico: “una volta si prendevano a catenate i comunisti”, “loro sì che erano dei camerati forti” ,“ci siamo imborghesiti” sono queste le parole della presidente, Flaminia Pace.

I campi comunitari

Sono i cosiddetti campi estivi a cui prendono parte i militanti dell’organizzazione, spesso situati in montagna, dove i membri possono esprimere liberamente loro stessi, attraverso cori come:

“Noi legionari siam di Mussolini, a noi la morte non ci fa paura, ce ne freghiamo della galera la camicia nera trionferà”.

La cosa più sconcertante emersa dalle inchieste recenti, però, sono i cori durante i quali veniva urlato “Sig Heil”. Si tratta di una forma di saluto nazista che veniva utilizzata soprattutto in pubblico, il cui significato letterale è “saluto alla vittoria del Reich”: quello che stanno celebrando questi ragazzi sono quindi le morti nei campi di concentramento, una “vittoria” per il Reich. 

Gioventù nazionale è preoccupante?

Parliamo di un’organizzazione che sta di fatto incarnando la visione politica di Giorgia Meloni, ovvero di una politica illiberale ispirata a quella di Orbán, dichiaratamente fascista ma soltanto nel privato: la famosa politica del “doppio binario”.

La reazione di Fratelli d’Italia

Il partito, preso atto della pubblicazione di video che testimoniano quello che accadeva durante i convegni dell’organizzazione, ha affermato di voler prendere seri provvedimenti e, come lo stesso cofondatore Guido Crosetto ha affermato: 

“Nel partito in cui sono stato con orgoglio fondatore non può esserci spazio per persone, parole e pensieri come quelli che ho ascoltato. Vanno presi provvedimenti immediati ed esemplari”.

…e la presidente del consiglio?

In questo momento Gioventù Nazionale sta ricevendo svariate critiche da leader di destra e sinistra. Giorgia Meloni si è espressa a riguardo dicendo:

“Ho già chiesto al partito di prendere provvedimenti e, come ho già detto tante volte, penso che chi abbia sentimenti antisemiti, razzisti o nostalgici semplicemente abbia sbagliato casa, poiché questi sentimenti sono incompatibili con Fratelli d’Italia e ritengo inoltre eccessivo richiedere lo scioglimento dell’organizzazione.”

Ricordiamo però che la Presidente del Consiglio ha sempre dato un grande sostegno all’organizzazione e commentare con sdegno le vicende, probabilmente, non basta.

Serena Spirlì

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