Tutti, almeno una volta, li abbiamo visti: video sui social dove viene mostrato un piccolo dettaglio della vita quotidiana, come la preparazione di una tazza di tè, oppure un montaggio di foto ritraenti paesaggi che trasmettono calma e serenità. Il tutto, probabilmente, con I Know the End della cantautrice Phoebe Bridgers (di cui una lyric, la più usata, dà il titolo all’articolo) oppure con September del polistrumentista R.N. Taylor come sottofondo.
Questo trend, diventato popolare all’inizio della pandemia di Covid-19, viene chiamato romanticize your life, tradotto letteralmente come “romanticizza la tua vita”. Rendere romantica, e quindi più tollerabile, la propria vita significa apprezzare i piccoli momenti del quotidiano che, con l’aiuto dei social, diventano qualcosa di prezioso e inimitabile.
Legato al concetto di mindfulness, una pratica derivata dal concetto di sati buddhista, che si radica nella consapevolezza di ciò che ci circonda per avere una comprensione più profonda della realtà, questo trend nasce con l’obbiettivo di rendere speciale ogni momento delle proprie giornate, per allontanare la noia e il sentimento di ristagno.
Le cause della sua popolarità sono molteplici. Anzitutto, la pandemia di Covid-19 ha chiuso tutto il mondo in casa per quasi due anni, spingendo le persone a riflettere sui ritmi sfrenati a cui erano costretti nel periodo precedente. Un maggiore isolamento e la mancanza di stimoli esterni ha costretto una generazione cresciuta sui social a rifugiarsi in essi la quale, per rendere i propri giorni da Decameron più tollerabili, ha iniziato a condividerne online anche i dettagli più insignificanti.
Se prima i social erano principalmente un modo per mostrare ad amici e conoscenti le parti più straordinarie delle nostre vite, come viaggi o traguardi importanti, adesso sono un modo per mostrare la mondanità: cosa facciamo la sera prima di andare a letto, come ci prepariamo il caffè la mattina oppure un insetto carino trovato sulla strada per tornare a casa.
Questo trend può anche essere considerato una protesta contro i ritmi di lavoro troppo estenuanti di questa epoca, in cui è inoltre sempre più difficile trovare un posto dove vivere e i prezzi dei beni di necessità si fanno sempre più alti. Prendersi il proprio tempo per godersi i piccoli momenti della quotidianità può significare mettere in pausa la vita così veloce che siamo costretti ad avere.
Nelle centinaia di video che si possono trovare online su come “romanticizzare la propria vita”, uno dei consigli più frequenti è quello di immaginare se stessi come un personaggio di qualche libro o serie tv, oppure quello di imitare il proprio personaggio preferito. Questo sembrerebbe essere un pilastro portante dell’intero trend, che lo avvicina al fenomeno del bovarismo.
Il bovarismo, come termine, è stato coniato nel 1892 dal filosofo francese Jules de Gaultier, e definisce un atteggiamento di “sogno ad occhi aperti” o, per l’appunto, la confusione tra fantasia e realtà. L’esempio più famoso di questo fenomeno è, ovviamente, Emma Bovary, protagonista del romanzo omonimo di Gustave Flaubert, ma esempi di bovarismo si possono trovare anche nella letteratura latina, come nel protagonista del romanzo di Petronio Arbiter Satyricon, Encolpio.
Cosa accomuna questi due personaggi, così distanti nel tempo? Prima di tutto il fatto che siano due persone provenienti dalla provincia e perciò annoiate da essa, avidi lettori di romanzi e persone di cultura. In secondo luogo, le sventure che si trovano a vivere all’interno delle rispettive storie sono, in entrambi i casi, dovute al loro “romanticizzare” troppo le loro vite, vedendosi più come dei personaggi di finzione che come delle persone reali.
Ovviamente questi sono esempi letterari, tuttavia i pericoli dell’esagerazione sono sempre presenti, anche in situazioni che in moderazione possono essere benefiche.
Per esempio, il fatto che questo sia un trend nato durante la pandemia mette sicuramente in primo piano il concetto di trovare sollievo nella solitudine, ma nell’epoca post-Covid, dove l’isolamento giovanile è sempre più in crescita insieme alla quasi glorificazione di atteggiamenti antisociali come il restare sempre nella propria stanza e non uscire di casa, può essere un messaggio dannoso che può portare a normalizzare comportamenti che possono essere chiari sintomi di malattie come la depressione.
Inoltre, questo trend è soprattutto orientato verso il genere femminile. Infatti, dal concetto di romanticizzazione nascono trend quali la girl dinner (ovvero il mangiare un pasto frugale o poco sano e mostrarlo sui social, secondo alcuni normalizzando diete dannose per la salute o disturbi alimentari) oppure il concetto di girlhood, ovvero fanciullezza femminile che spesso rinforza stereotipi di genere. Si può notare l’uso della parola girl, ovvero bambina, per definire le persone che partecipano in questi trend, nonostante siano principalmente donne sui vent’anni.
La romanticizzazione è legata anche al concetto di self-care, quindi della cura di sé, che nel tempo ha assunto significati diversi: sui social, più che rappresentare una pratica accessibile e semplice per stare bene, il concetto è servito come un’immensa pubblicità per una miriade di prodotti che vengono promossi dalla maggior parte degli influencer più di spicco.
Per romanticizzare la propria vita sui social quindi, apparentemente, non basta solo più prendere la propria vita con lentezza e cogliere l’attimo, ma bisogna spendere quantità notevoli di denaro, proprio per ottenere la vita (già romanticizzata) degli influencer online.
Si potrebbe ancora parlare del concetto di main character syndrome, sindrome da protagonista, che spesso viene negativamente collegato al concetto di romanticizzazione. Molti influencer infatti, pur di sentirsi i “protagonisti” della situazione, spesso nei loro video dimostrano di avere atteggiamenti sgradevoli nei confronti delle persone che gli stanno intorno, fino alla maleducazione e alla mancanza di rispetto.
Come ogni cosa, quindi, la romanticizzazione della propria vita deve essere gestita con tutte le precauzioni del caso, cercando di separare ciò che viene mostrato sui social e quello che succede nella vita reale.
Sole Dalmoro
