L’amore anticonformista della famiglia Addams 

Halloween è passato da poco, col suo immaginario gotico e orrorifico, il suo legame con la morte e con l’occulto, le sue zucche (che in origine erano rape), le sue ragnatele e le sue bare. Se si pensa a tale ricorrenza ci sono alcuni personaggi che vengono subito alla mente: Leatherface, Fred Krueger, It il clown, Dracula. Non tutti i personaggi a tema sono negativi, però. La famiglia Addams, un’altra grande icona legata a questo periodo, è ben diversa; le scene di affetto tra Morticia e Gomez, i crudeli scherzi di Mercoledì al fratello Pugsley, la goffaggine dello zio Fester e del cugino Coso, la bizzarra servitù, composta da Mano e dal silenzioso Lurch, tutto ciò ha contribuito fin da subito a creare un’immagine decisamente atipica e anticonformista, molto diversa dalla classica famiglia WASP americana, al punto da diventare un modello relazionale vivo ancor oggi, specialmente per quanto riguarda la coppia principale: Gomez e Morticia Addams. Come mai sono considerati, nel linguaggio internettiano di oggi, un couple goal?

Charles Addams, inventore della famiglia Addams. Cortesia di 27east.
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La storia editoriale della famiglia Addams parte lenta: a inventarli fu Charles Addams, fumettista statunitense, che iniziò a presentare pian piano i personaggi nel 1938, in alcune vignette comparse sul famoso periodico The New Yorker. A ispirarlo fu il borgo natìo di Westfield, nel New Jersey, pieno di case in stile gotico e vittoriano, e il suo cimitero presbiteriano, che secondo il biografo Ron MacCloskey lo portava, da piccolo, a domandarsi cosa si provasse a essere morto. Determinante per lo sviluppo dell’universo narrativo “definitivo” fu l’incontro con lo scrittore di fantascienza Ray Brabdury, dopo la seconda guerra mondiale. I due divennero amici e avrebbero dovuto pubblicare assieme delle storie su una certa famiglia Elliott, ma la cosa non si concretizzò mai. Ciò nonostante, il rapporto fu ugualmente prolifico e Addams delineò meglio la personalità e le dinamiche della famiglia di cui raccontava le avventure, cui decise di dare il proprio nome. Il vero terremoto culturale arrivò con la serie TV degli anni ’60 della ABC, divenuta un vero e proprio fenomeno di costume. Era quello un periodo storico di conservatorismo e morigeratezza assoluti: le donne cucinavano sorridenti per i mariti che tornavano tardi da lavoro, i letti erano separati (guai a rappresentare un talamo nuziale) e la vita del buon cittadino statunitense, sia privata che pubblica, doveva essere improntata su sobrietà e operosità. La serie TV non rappresentava nulla di tutto ciò: Gomez e Morticia erano pazzi l’uno dell’altra in un modo passionale e vivo (merito del vero amore tra i due attori protagonisti, John Astyn e Carolyn Jones) e si occupavano dell’altro e dei figli con amore e supporto, anziché con rigore e severità.

John Astin e Carolyn Jones sono Gomez e Morticia Addams nella serie ABC. Cortesia di IMDB.
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A proiettare i personaggi di Charles Addams nel presente hanno contribuito senza dubbio i due film degli anni ’90. Il merito va a una nuova, azzeccatissima scelta di casting (Raúl Juliá come Gomez, Anjelica Huston come Morticia, Christopher Lloyd come Fester…) e a un linguaggio cinematografico innovativo e scanzonato, d’ispirazione burtoniana: nei tre anni prima Beetlejuice, Batman ed Edward mani di forbice avevano riacceso la fiamma del cinema gotico, infondendolo di idee visive e narrative nuove. Non a caso, la sceneggiatura del film La famiglia Addams è anche opera di Larry Wilson, che aveva già cofirmato la sceneggiatura di Beetlejuice. La famiglia Addams e il suo sequel ci presentano un Gomez aitante e passionale, che richiama quello della serie TV piuttosto che il personaggio dei fumetti, e che ha una chimica esplosiva (a volte letteralmente) con la moglie. Un modo di intendere la vita di coppia che non include controllo né oggettificazione, ma solo rispetto ed erotismo. In Mercoledì, la serie firmata da Tim Burton, il Gomez di Luis Guzmán torna simile a quello dei fumetti, più remissivo e meno affascinante, tuttavia la chimica con Morticia (Catherine Zeta-Jones) rimane viva più che mai. La Mercoledì della serie, interpretata da Jenna Ortega, a volte fa veramente di tutto per farsi odiare, eppure i genitori la supportano ugualmente, senza mai imporle il proprio modo di vedere il mondo. Anche questa è una caratteristica ripresa certamente già dai fumetti, ma soprattutto dalla serie e dai due film anni ’90.

Anjelica Huston e Raúl Juliá sono Morticia e Gomez Addams nel film del 1993. Cortesia di Getty Images, via Shobiz Cheat Sheet.
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Non è un caso che, in un periodo storico come quello in cui ci troviamo a vivere, gli Addams rimangano un simbolo di controcultura, outsider gotici e fuori dagli schemi in un mondo sempre più produttivista e dominato dalla clean aesthetic e dall’odio per il diverso. Il loro anticonformismo si manifesta in un amore autentico, funzionale, genuino. Gomez ama disperatamente la moglie e farebbe di tutto per lei, ma non è mai geloso né possessivo. Morticia, dal canto suo, lo supporta sempre senza essergli sottomessa; coltiva i propri interessi, ha una propria dimensione, le sue idee e la sua personalità. I due, inoltre, vivono la loro sessualità in modo trasparente, a volte quasi fuori luogo, ma sempre spassoso. Si amano e non lo nascondono, nemmeno in pubblico. Dopo quasi cent’anni di esistenza, la terza famiglia americana più famosa di sempre dopo i Roosevelt e i Kennedy rimane ancora fresca, innovativa e spiritosa. Col suo erotismo scanzonato, il suo culto divertente della morte e le sue allucinanti dinamiche familiari, il clan creato da Charles Addams è ancora in grado di parlare a chi non ci sta a lasciarsi influenzare dalla martellante propaganda patriarcale, misogina e reazionaria che si legge giornalmente. Morticia e Gomez mostrano una familiarità spogliata di pregiudizi e di violenza, improntata solo sull’amore, tanto per i figli quanto per il partner. Vivono nel passato e forse è proprio per questo che non muoiono mai, anche se in fondo vorrebbero. Per essere sepolti tutti insieme, naturalmente.

Vincenzo Ferreri Mastrocinque

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