Perché vogliamo essere alla moda? Quello che un mocassino e un calzino ci possono raccontare

In un mondo invaso da un mare di stimoli, come quelli cui siamo abituati a sottostare oggi, è molto difficile navigare, specialmente se si parla di moda. Anche gli stessi appassionati del settore si trovano in difficoltà a stare al passo con tutte le novità e i trend che sbucano da ogni dove. C’è chi, sopraffatto dalle troppe informazioni, sceglie di non scegliere, di non aggiornarsi, di non seguire le micro-tendenze che si generano ogni giorno, affidandosi unicamente al proprio stile personale. Ma è davvero possibile “non scegliere”? La moda è ovunque: chiunque ne fa parte e ne viene travolto, anche se sostiene di volersene tirare fuori; questa ci circonda, è intrinseca nella nostra società, nonostante, spesso, non ce ne rendiamo conto. Quello che dovremmo chiederci, però, è: perché esiste il desiderio di voler essere alla moda? Per rispondere a questa domanda, indagheremo il caso di un trend specifico che negli ultimi anni ha preso sempre più piede: il mocassino con il calzino. Tendenza ritornata in passerella tra il 2022 e il 2025, che si conferma ancora molto forte per questo autunno/inverno 2025-26, insieme a tutti i significati e stili che porta con sé.

Nata storicamente negli anni ’50 con Elvis e negli anni ’80 con Michael Jackson, in versione calzino bianco, questa combinazione – amata e odiata – si inscrive in quello che è il classico stile preppy, anche se negli ultimi anni è diventata il segno distintivo di chi vuole apparire cool e al passo con i tempi. Iniziato da un timido approccio nella primavera/estate del 2022, con le passerelle di Miu Miu e Tod’s, e proseguito negli anni a venire, questo accostamento dal sapore rétro non aveva mai avuto così tanto successo come nelle sfilate dell’autunno/inverno 2025-26 — dimostrato da casi come Issey Miyake, Miu Miu, Dior, Vivetta e Kenzo. Quello del mocassino con il calzino è un abbinamento che rientra a pieno nello stile rigoroso che permea il mondo della moda di questa stagione, fatto sì di linee pulite, nette, precise, ma anche di linee più morbide che si addicono allo stile granny o grandpa (più rilassato e figlio dello stile cozy post-covid che ci portiamo dietro da qualche anno a questa parte). Insomma, un mix di opposti all’interno della stessa tendenza, segno di una moda femminile che rappresenta una donna sempre più dinamica e amante del comfort, senza però rinunciare all’eleganza e allo stile. Ed è così che – come ci mostrano le passerelle – il mocassino con il calzino (o calzettone) fa capolino sotto a minidress ricamati, avvolgenti cappotti, mise da vera scolaretta o maxi-blazer con camicia.

Fonte: TagWalk

Il mocassino con il calzino – specialmente con quello bianco – è, tuttavia, anche uno dei trend più divisivi degli ultimi tempi: odiato dal grande pubblico e amato dalle fashioniste. Oltre all’indubbia comodità di indossare un morbido calzino insieme a un rigido mocassino, possono esserci dei significati più profondi dietro alla scelta di indossare un capo, un accessorio o un abbinamento di tendenza come questo.

La motivazione che di primo acchito risulta più ovvia è la volontà di approvazione da parte del gruppo sociale di cui si fa parte o della società tutta. Questa sensazione a volte si manifesta in un mero copia-incolla senza personalità, altre volte invece può essere inteso come un più profondo senso di appartenenza, in cui l’individuo adotta la moda vestimentaria corrente per sentirsi parte del gruppo, pur mantenendo la propria interpretazione personale.

La moda, però, significa anche distinzione dalla massa. Come affermato dal sociologo Everett Rogers con la sua curva di adozione dell’innovazione, chi vuole essere alla moda è spesso, in realtà, un innovatore, qualcuno che desidera distanziarsi dallo stile corrente per crearne uno nuovo, adottando le ultime novità e suscitando la curiosità di trend setter, appassionati e grande pubblico, fino a diventare totalmente mainstream; del resto, «la novità costituisce sempre la condizione del godimento», come affermava Freud (S. Freud, Al di là del principio del piacere, 1920). L’innovatore, quindi, non è più interessato a replicare qualcosa che hanno tutti, ma si differenzierà dagli altri, come secondo la teoria del trickle-down proposta dal sociologo Thorstein Veblen: chi sta in alto nella piramide sociale innova e viene seguito da chi sta sotto, creando così una catena nella quale ogni stagione una tendenza muore e se ne crea un’altra, tenendo a mente che la moda ritorna sempre.

Infine, c’è ancora il caso di chi, attraverso l’inseguimento pedissequo delle tendenze, desidera cavalcare l’onda della contemporaneità per sentirsi parte del proprio tempo. Infatti, secondo il saggista Roland Barthes – voce autorevole quando si parla di semiologia della moda – la moda è in grado di offrire al singolo, che segue le “regole” correnti, la sensazione di appartenere a pieno titolo al proprio tempo. Possiamo, però, arrivare ad affermare che oggi esistono delle vere e proprie “regole” vestimentarie che dobbiamo seguire per sentirci parte della società a noi contemporanea? Le migliaia di tendenze che calcano le passerelle e le strade fanno presagire che ormai non ci sono più regole fisse, come invece accadeva un tempo, in cui, ad esempio, la borsa e la scarpa dovevano avere lo stesso identico colore e non si poteva abbinare il blu con il nero. Oggi, invece, siamo circondati da suggerimenti, tendenze generali o micro-tendenze che non sono più imposte dalla moda dall’alto verso il basso, ma viste come un mare di possibilità in cui navigare seguendo il proprio gusto e la propria personalità.

Alessandra Picciariello

Un commento Aggiungi il tuo

Lascia un commento