Nel cuore del Museo Reina Sofía di Madrid, la Guernica impone la sua presenza allo spettatore, lo interroga e lo coinvolge. La monumentale opera cubista di Pablo Picasso è un grido silenzioso, un’immagine che non si dimentica, che resta negli occhi anche quando li chiudi.
Ancora oggi, a distanza di quasi novant’anni, continua a parlarci di guerra, di memoria e di resistenza.
L’origine della Guernica
Nel 1937, in vista dell’Esposizione Universale di Parigi, il governo repubblicano spagnolo affidò a Picasso il compito di realizzare un’opera che rappresentasse la Spagna nel padiglione nazionale. Per settimane, l’artista rimase in attesa di un’ispirazione, fino a quando fu colpito profondamente dai resoconti che lesse sui giornali e dalle fotografie in bianco e nero che mostravano la strage nella cittadina basca di Guernica.
Durante la guerra civile spagnola, i franchisti ricevettero il sostegno militare di Hitler e Mussolini, che approfittarono del conflitto per sperimentare nuove tecniche belliche: tra queste, il bombardamento aereo sulle popolazioni civili, come quello che devastò Guernica. Scosso da quell’evento, Picasso si mise al lavoro nel suo studio di Parigi con urgenza e intensità. In poco più di un mese completò l’immensa tela, trasformando l’orrore in forma, la tragedia in denuncia. Di quel processo creativo restano numerosi abbozzi preparatori, ma soprattutto le fotografie scattate da Dora Maar, artista e compagna di Picasso, che documentò ogni fase della realizzazione.
Il viaggio della Guernica
All’Esposizione Universale di Parigi del 1937, Guernica disorientò pubblico e committenti. L’attesa era alta, ma l’accoglienza fu tiepida: la sala espositiva appariva caotica, affollata da opere di contenuto simile, e il dipinto di Picasso, con la sua forza disturbante, non trovò subito spazio nel cuore dei visitatori. Le critiche non mancarono, rivolte persino ai suoi meriti artistici, giudicati da alcuni troppo audaci o incomprensibili.
Da quella esposizione iniziò il lungo viaggio della tela: Guernica attraversò l’Europa, toccando città e gallerie, per poi approdare al MoMA di New York, dove rimase per oltre quarant’anni. Picasso aveva stabilito che l’opera sarebbe potuta entrare in Spagna solo quando il paese avesse ritrovato libertà e democrazia. Così, nel 1981, sei anni dopo la morte di Francisco Franco, Guernica fu finalmente accolta in patria, diventando simbolo della memoria e della coscienza collettiva.
Come “leggere” la Guernica

La composizione della Guernica si legge da destra verso sinistra, in base al percorso del padiglione per cui era stata progettata.
A destra, una figura avvolta dalle fiamme solleva le braccia al cielo in un gesto disperato, incarnando il dolore estremo e la perdita. Poco più in là, una donna spettro si affaccia da una finestra, reggendo una lampada a olio: la sua luce cerca di illuminare la scena centrale, come per dare senso al caos.
Al centro, un cavallo ferito urla con la bocca spalancata, trafitto da una lancia: è il cuore pulsante del dipinto, simbolo della brutalità subita dal popolo. Sopra di lui, una lampadina elettrica emana una luce fredda e ambigua. Le interpretazioni sono molteplici: può rappresentare lo sguardo dell’artista sul mondo moderno o una denuncia della razionalità cieca che accompagna la violenza.
Ai piedi del cavallo, un soldato caduto stringe una spada spezzata, accanto a un fiore bianco, fragile e solitario, che suggerisce una possibilità di rinascita. A sinistra una colomba, tipicamente simbolo di pace, è colpita ed è sul punto di cadere.
Chiude la scena una madre con il figlio morto tra le braccia, che urla al cielo in una moderna Pietà. Dietro di lei, un toro osserva impassibile: figura ambigua e potente, può essere letto come simbolo della Spagna, della brutalità o della resistenza silenziosa.
La Guernica e la donna che piange

Dalla figura della madre urlante nella Guernica, prende forma una serie di opere che approfondiscono il tema del dolore, tutte realizzate tra il mese di giugno e ottobre del 1937. Nella serie sono comprese la celebre Donna che piange, conservata al Tate Museum di Londra, e la Testa di donna piangente con fazzoletto, esposta al Reina Sofia, proprio nella sala di fronte a Guernica.
Il volto ritratto è quello di Dora Maar, fotografa, artista e compagna di Picasso, musa e testimone della sua inquietudine creativa. In queste tele, il viso femminile è frammentato, le lacrime si trasformano in lame, il dolore si cristallizza in geometrie taglienti. La sofferenza non è più soltanto storica o politica: diventa universale, intima, atemporale. Un grido che attraversa il volto e lo spazio, come quello di Guernica, ma rivolto verso l’interno.
Il linguaggio della Guernica
L’intera superficie di Guernica è dominata da bianco, nero e grigio, come se fosse una pagina di giornale o una fotografia sbiadita. L’assenza di colore accentua il dramma, sottraendo ogni distrazione e lasciando spazio solo al dolore. Lo stile è cubista, con figure scomposte, prospettive sovrapposte e spazi compressi: Picasso non racconta la guerra in modo realistico, ma ne restituisce l’essenza emotiva, frammentata e caotica.
È importante ricordare che Picasso non fu testimone diretto del bombardamento di Guernica: la sua conoscenza dei fatti si basava su fotografie e articoli di cronaca, che circolarono rapidamente in Europa. La guerra civile spagnola fu, in questo senso, una guerra moderna che segnò la nascita del reportage di guerra, come strumento di denuncia e documentazione. Tra i nomi più celebri quello di Robert Capa che, con le sue immagini, contribuì a fissare nella memoria collettiva il volto tragico del conflitto.
La Guernica oggi
Guernica non è soltanto un dipinto: è una testimonianza visiva, un monito universale, un grido che attraversa il tempo. Nel XXI secolo, in un mondo ancora segnato da guerre, ingiustizie e violenze, l’opera di Picasso conserva intatta la sua potenza espressiva. Ci ricorda che l’arte può farsi denuncia, memoria, resistenza, dando voce a ciò che non può essere detto e forma a ciò che non deve essere dimenticato.
Barbara Ferrari
Fonti
https://it.wikipedia.org/wiki/Guernica_(Picasso)
https://it.wikipedia.org/wiki/Bombardamento_di_Guernica
https://www.studenti.it/guernica-picasso-analisi-significato.html
https://www.teche.rai.it/2015/04/26-aprile-1937-il-bombardamento-di-guernica
