Tutte e tutti possono parlare di libri. Anche chi non legge. Perché nel parlare di libri si parla della vita.
Queste le parole di Chiara Faggiolani in Libri insieme: viaggio nelle nuove comunità della conoscenza, edito quest’anno per Laterza. Un’affermazione che potrebbe stupire chi è abituato a immaginare che di libri possano parlare soltanto i grandi esperti o quelli con una reading challenge di 100 titoli su Goodreads. È proprio quest’idea di rendere la lettura una pratica più democratica alla base del libro di Faggiolani, che analizza fenomeni in crescita da dopo la pandemia, come la proliferazione di club del libro (ne avevamo parlato anche qui), silent reading party, ritiri letterari e casette per il bookcrossing.
L’autrice individua alla base di queste iniziative, che definisce “comunità della conoscenza”, il “potenziale dei libri di trasformare le persone in comunità”. In questi gruppi si svincola il tempo dalla sua produttività, con l’obiettivo di “perderlo”, celebrando il rituale della lettura in tutta la sua lentezza. Una missione non facile: oltre ai libri competono per la nostra attenzione notifiche, podcast, serie TV, feed Instagram e TikTok, e, anche quando riusciamo a ritagliarci del tempo per leggere, la minaccia dell’interruzione costante è sempre in agguato. Alcuni hanno infatti parlato di una crisi della lettura profonda, paventando addirittura la fine della cosiddetta “parentesi Gutenberg”, quella avviata con l’invenzione della stampa, e l’avvio della “parentesi Zuckerberg”, caratterizzata dal ritorno a quella che Walter Ong ha definito “un’oralità secondaria”, dalla comunicazione fluida e libera.
Un contesto complesso, in cui tuttavia non mancano imprese originali di chi tenta di riportare al centro un gesto che è apparentemente inutile, non-produttivo e non-performativo: fermarsi a leggere un libro. Parliamo quindi di due iniziative torinesi ascrivibili a queste “comunità della conoscenza”: Abracabook e Pagina37.
Abracabook
Si tratta di un progetto della Scuola Holden di Torino nato nel 2024, che organizza book party, e in particolare silent reading party in tutta Italia, in città come Roma, Palermo, Milano, Bergamo, e ovviamente Torino, collaborando con il Salone del Libro e il Circolo dei lettori. Ma di che cosa si tratta? Il fenomeno non è nuovo, sarebbe un’evoluzione del silent book club, nato nel 2012 negli Stati Uniti sulla spinta di Guinevere de la Mare e di Laura Gluhanich, ma nell’ultimo periodo ha conosciuto una rapida rinascita. In questi appuntamenti si condivide la solitudine della lettura, in ambienti protetti dall’accelerazione e dalla distrazione (i telefoni vengono riposti in un angolo). Al termine della sessione di lettura si parla quindi con gli altri del libro letto, scambiando pensieri, opinioni, idee: è un momento per condividere concentrazione, profondità, silenzio.
Pagina37
Pagina37 è un progetto no profit nato nel 2019 col patrocinio della città di Torino e sviluppato dallo studio imperfect per l’associazione Circolarte. Si articola in varie iniziative che mirano a promuovere la lettura in modo giocoso e originale: si va dai Reading con delitto ai club di lettura, dai frigobook (frigoriferi dismessi diventati librerie di scambio) agli speed date letterari.
Questi ultimi sono degli speed date veri e propri: una ventina di persone, una seduta di fronte all’altra, e ognuna, in tempi rapidi (dai 30 secondi ai cinque minuti) deve raccontare il libro che ha portato e ascoltare quello della persona che ha di fronte. Allo scadere del tempo si scala e si prosegue con tutte le altre: alla fine ognuno segna su un foglietto la persona-libro che lo ha convinto di più e, se l’interesse è stato reciproco, avviene il match! La “coppia” così costruita estrae a sorte un premio, che può essere un gadget come una shopper o un buono per l’acquisto di libri. Un modo divertente per fare nuove amicizie e conoscere nuovi libri!
Il comune denominatore di questo e tanti altri progetti è quindi quello di trasmettere i valori alla base della lettura, come la cura reciproca, la gentilezza, l’empatia, la solidarietà, senza performance o standard prestabiliti. Faggiolani cita tuttavia le sfide che queste comunità si trovano spesso a dover affrontare dopo lo slancio iniziale, che ruotano tutte attorno alla loro sostenibilità (anche economica), come quella di uscire dalla bolla e di coinvolgere editori e istituzioni senza perdere la propria autonomia. Indica infine come fondamentale la formazione di nuove figure, i “dinamizzatori di cultura”, che dovrebbero creare un ulteriore passaggio nel ciclo di vita di un libro, con un ruolo “di potenziamento e innesco”, aggiungendosi alla sua produzione, alla sua vendita nelle librerie e alla sua promozione nelle biblioteche.
Impresa non da poco, considerando i dati scoraggianti sul numero di libri letti in media in Italia, ma per chi non riesce mai a iniziare un libro sul comodino o a trovare tempo per leggere, nuove opportunità sono possibili, e come cita un proverbio africano menzionato in Libri insieme: “Se vuoi andare veloce, vai da solo. Se vuoi andare lontano, vai in gruppo”.
Anna Gribaudo
Fonti:
Chiara Faggiolani, Libri insieme: viaggio nelle nuove comunità della conoscenza, Laterza, Roma-Bari, 2025, p.12, p.3.
https://www.outpump.com/cosa-succede-se-smettessimo-di-leggere/
https://www.internazionale.it/notizie/giuseppe-rizzo/2025/07/14/letteratura-tempi-bui-cole
