Michela Marzano e il disagio giovanile: qualcosa da guarire o bisogno di essere visti?

Qualcosa che brilla è il titolo dell’ultimo romanzo della scrittrice e filosofa Michela Marzano, un romanzo corale che parla di fragilità, mostrandoci le vite di otto adolescenti “trasparenti”: non visti, non ascoltati. 

<<Ho scritto questo libro per dare voce ai ragazzi e alle ragazze di oggi. A chi, non sentendosi né visto né ascoltato, si mura nei propri sintomi: DCA, fobie, dipendenze… A chi agisce il dolore invece di esprimerlo, e solo quando inizia a essere ascoltato riesce a trasformarlo in racconto.>>

Michela Marzano, presentazione del libro Qualcosa che brilla nell’Auditorium Santa Chiara di Foggia, 20 ottobre 2025
Copertina del romanzo Qualcosa che brilla

Un titolo che è molto più di questo e arriva dritto al punto della questione: ogni adolescente, e quindi ogni persona, ha in sé qualcosa che brilla, un fuoco che chiede di essere alimentato. Quando questa voce interna rimane inascoltata e sopita, confusa con mille altre, sorge quello che viene chiamato “disagio”.
Questo porta con sé i sintomi più svariati, ma va guardato per quello che è realmente: una facciata dietro la quale si cela il bisogno di essere visti

<<Avevo pensato di poter descrivere uno stato, di fare una mappa dell’afflizione. Invece ho scoperto che l’afflizione non è uno stato, bensì un processo. Non le serve una mappa ma una storia […]>>

C.S. Lewis, Diario di un dolore

È proprio questa una delle citazioni che la scrittrice sceglie per indirizzarci nella comprensione del disagio giovanile e farci immergere nelle storie di Sara, Clara, Noemi, Gianpaolo, Viola, Irene, Luca e Claudio, che trovano finalmente un luogo in cui essere ascoltati, il centro La Ginestra (nome scelto non a caso, dalla poesia di Leopardi), e qualcuno da cui essere visti, il dottor Mauro Rolli.
Lo stesso Rolli, che ha lasciato una carriera da psichiatra ben avviata per dedicarsi a un diverso metodo di indagine e cura, è una persona irrisolta ed è forse questo il suo vero punto di forza, perché gli permette di trasmettere un messaggio importantissimo: è inutile rincorrere una cura che probabilmente neanche esiste, il vero punto d’arrivo è la consapevolezza. 
Michela Marzano sa esattamente quello che racconta: lei stessa ogni giorno accompagna gli adolescenti nell’intricato viaggio verso l’età adulta come insegnante presso l’Università di Parigi V (ora Paris Cité) in quanto particolarmente legata all’analisi della fragilità della condizione umana, nell’ambito delle ricerche e riflessioni filosofiche.
Soprattutto dopo la pandemia di Covid-19, ha iniziato a parlare pubblicamente del disagio giovanile, senza mai ricondurlo solo ed esclusivamente alle misure prese per limitare i contagi, ma parlando di vuoti e malesseri già esistenti amplificati dalla condizione di isolamento imposta dall’esterno. 
Secondo un recente studio UNICEF condotto nel 2022 in 43 Paesi dell’OCSE e dell’UE: 

  • Un individuo su sei tra i 10 e i 19 anni soffre di un disturbo mentale diagnosticabile;
  • Il suicidio risulta essere la quarta causa di morte più comune tra gli adolescenti tra i 15 e i 19 anni.

Una condizione non più trascurabile che deriva, anche se non totalmente, dalla società in cui siamo immersi: senz’altro iper connessa a livello digitale, ma che porta a sperimentare forme di solitudine profonda. Tutti ci guardiamo ma nessuno vede veramente. 
Siamo inoltre schiavi della cosiddetta “performance” e per mettere a tacere le nostre fragilità ci nascondiamo dietro la maschera dell’iper-produttività. Non sappiamo più cosa significa fermarsi, perché ci è sempre stato detto che solo muovendoci possiamo raggiungere i nostri obiettivi, i nostri sogni, e non è neanche totalmente sbagliato, se non fosse che questo continuo rincorrere l’esperienza si trasforma spesso e volentieri nella “FOMO – Fear of Missing Out“: la costante paura di perdersi qualcosa, che si estende a tutti gli ambiti della nostra vita, facendoci sentire inadeguati o addirittura sbagliati. 
Marzano denuncia una società fortemente ipocrita, nella quale ogni persona cerca di dimostrare agli altri, prima che a sé stessa, di avere il controllo su qualsiasi situazione e che sbagliare non è contemplato.
Abbiamo bisogno di autenticità e accettazione dell’imperfezione a partire dalla famiglia, primo luogo di sperimentazione e crescita, e questo è chiaro anche nel romanzo: genitori assenti o che cercano nei figli il riflesso di ciò che loro non sono riusciti a diventare. 
A fronte di tutto questo ed essendo figli di questa società, come si può non sperimentare nel corso della vita una qualche forma di disagio? 

Come spesso accade, i libri possono diventare bussole capaci di indicarci un preciso cammino e fedeli compagni in grado di comprenderci a fondo.
Qualcosa che brilla non è da meno: ci fa sentire capiti, mostra le fragilità come punto di forza, il disagio come qualcosa da raccontare e non da reprimere, la condivisione come qualcosa da difendere con tutte le nostre forze. 
Ciascuno di noi deve fare i conti con il proprio e inevitabile dolore, ricordandosi sempre che la sofferenza psichica è in costante evoluzione e delinea l’interiorità individuale, nonché la storia meravigliosa che è la vita: un viaggio di accettazione e di sempre nuove possibilità. 
Quindi sì, il disagio in molti casi non va guarito, ma piuttosto guardato e accompagnato nel diventare una parte importante di noi, perché la fragilità, se riconosciuta, può divenire una grande ricchezza.

<<Forse, il problema era proprio questo: non era malata nel modo in cui noi psichiatri eravamo abituati a considerare malata una persona. Non esisteva una casella per lei. Il suo dolore non era uno stato fisso. Forse, la sua era soprattutto una storia da raccontare, smontare, ricostruire. Ascoltare e, alla fine, lasciar andare via.>>

Michela Marzano, Qualcosa che brilla, Rizzoli, 2025

Letizia Feyles

Fonti:

https://www.msn.com/it-it/società-cultura-e-storia/problemi-sociali/michela-marzano-il-disagio-dei-giovani-sentirsi-trasparenti/ar-AA1PFjAF?ocid=BingNewsSerp

https://bonculture.it/qualcosa-che-brilla-michela-marzano-sul-disagio-di-una-generazione/

https://www.giudittalegge.it/2025/10/27/chiacchierando-di-nuovo-con-michela-marzano/

https://www.criticaletteraria.org/2025/09/michela-marzano-rizzoli-qualcosa-che-brilla.html#:~:text=Nel%20mio%20petto%20ogni%20giorno%20c%27è%20qualcosa%20che,enigma%20incandescente.%20Nascondo%20un%20mistero%20enorme.%20%28p.%2013%29

https://www.unicef.it/media/l-unicef-sulla-giornata-mondiale-della-salute-mentale/

https://angolopsicologia.com/sentirsi-invisibili-cause/


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