La mortalità pesa su tutti noi
È la fragilità umana, non conta quel che vuoi
La paura ti accompagna
Sei disposto a uccidere, a ferire chi è accanto a te
(Live To Live, Hazbin Hotel 2)
Questi versi, intonati da Sir Pentious, uno dei personaggi più amati della serie, riassumono l’importante tema al centro della seconda — e attesissima — stagione di Hazbin Hotel. Tornato sulla piattaforma streaming Prime Video lo scorso 29 ottobre, lo show — un mix esplosivo di animazione, colori sgargianti, linguaggio volgare e brani in stile musical creato da Vivienne Medrano e acquistato dalla casa di produzione A24 — non ha tardato a far parlare di sé e a scatenare accesi dibattiti sul web, proprio com’era avvenuto nel 2024 con il suo debutto sul piccolo schermo (ne avevamo parlato qui).
Da un lato, c’è chi ha definito questa seconda parte un po’ sbrigativa, giudicando gli otto nuovi episodi insufficienti a mettere in scena in modo esaustivo una trama articolata, nella quale le sorti del Paradiso e dell’Inferno si intrecciano e, contemporaneamente, fanno da sfondo a numerosi personaggi complessi. D’altro, i fan di vecchia data hanno apprezzato la coerenza nel ritmo e nello stile, irriverente e riconoscibile fin dall’episodio pilota.
Quel che è certo è che anche in questa seconda stagione, tra numeri musicali degni di Broadway e momenti carichi di tensione, non sono mancati riferimenti a temi profondi e dal carattere quasi filosofico, capaci di suscitare riflessioni che difficilmente ci si aspetterebbe da una serie animata.

Sir Pentious e l’incognita della redenzione
Nella nuova stagione Sir Pentious, personaggio marginale nella prima parte, è riuscito a conquistare un ruolo centrale e, al contempo, il cuore del pubblico. Dopo essersi sacrificato eroicamente per i suoi amici in una sanguinosa battaglia contro gli Esorcisti del Paradiso e aver espiato in questo modo i peccati commessi in vita, l’ex demone-serpente diventa protagonista di una storyline che racconta luci e ombre del percorso di redenzione per i dannati dell’Inferno.
Con il suo “trasloco” verso il Paradiso, infatti, Sir Pentious sovverte le aspettative di entrambi i Mondi dell’Aldilà, dimostrando che il cambiamento è possibile. Tuttavia, finisce ben presto per non sentirsi parte di nessuno dei due: ormai troppo distante dai suoi amici peccatori e dalla sua amata Cherri Bomb, ma ancora troppo “mostruoso” per le creature angeliche che lo circondano.
Scopre inoltre che la tanto desiderata vita in Paradiso non è proprio come se la immaginava: tra sorrisi forzati e una felicità quasi obbligatoria, la sua nuova casa gli ricorda più una gabbia dorata che un’accogliente dimora. Questo lo conduce alla dolorosa ma necessaria conclusione che nessun bene materiale potrà mai compensare una vita in solitudine, priva di affetti sinceri.
Carico di nuove consapevolezze sugli errori del passato e sul suo faticoso cammino verso la redenzione, sarà proprio Sir Pentious a insegnare all’angelo Sera che tutti — esseri ultraterreni compresi — sbagliano di continuo. Quel che conta è la volontà di rialzarsi e rimediare.

Le Tre V: simboli di ordinaria malvagità
Mentre nella prima stagione i villain più spietati erano Adamo e i suoi Esorcisti, sadici soldati angelici inviati all’Inferno dalle alte cariche del Paradiso con lo scopo di massacrare quanti più peccatori possibile, in questa seconda parte la minaccia proviene da molto più vicino e, proprio per questo, risulta ancora più spaventosa. Gli antagonisti della principessa Charlie e dei suoi amici dell‘Hazbin Hotel sono infatti tre potentissimi Signori Supremi infernali: Vox, Valentino e Velvette, soprannominati “Le Tre V”.
Vox, l’autoproclamato capo del trio con la testa a forma di televisore, è un concentrato di abilità manipolatorie e stupefacenti manie di grandezza. Con la VoxTek, l’azienda di sua proprietà, detiene il controllo totale sui mass media infernali e distorce l’informazione a suo piacimento, pur di conquistare il favore e la simpatia dei peccatori. La sua implacabile sete di potere lo muove più volte contro i suoi stessi alleati, portandolo perfino a definirsi Vox populi, il portavoce dei più deboli. Ma, come facilmente intuibile, il suo presunto interesse verso gli abitanti dell’Inferno e le loro rivendicazioni politiche non è altro che l’ennesimo espediente per manipolare le masse e assicurarsi così il gradino più in alto nella gerarchia infernale. Un richiamo neanche troppo velato all’era trumpiana, nella quale le fake news sono all’ordine del giorno e si trasformano sempre più spesso in arma politica per screditare gli avversari e alimentare l’odio verso alcune categorie sociali.
Gli altri membri del malvagio trio restano in secondo piano, ma non per questo risultano meno inquietanti: Valentino rappresenta in pieno la corruzione e l’abuso fisico, psicologico e sessuale, mentre Velvette incarna la superficialità e le apparenze alimentate dai social media.

Le canzoni: il cuore pulsante della serie
Anche in questa stagione, i brani musicali trasformano alcuni passaggi della narrazione in momenti memorabili e dal grande impatto emotivo. Le canzoni, infatti, non sono un riempitivo puramente estetico: esse contribuiscono a esplicitare pensieri, sentimenti, dubbi, ardenti desideri e ferite del passato di ciascuno dei protagonisti.
È attraverso il brano Gravity che l’angelo Lute esprime la sua logorante sete di vendetta; mentre, con la romantica ballata Easy, Charlie e Vaggie si riconciliano dopo un litigio. Parallelamente, la musica può portare alla luce un amore — almeno per il momento — inconfessabile: è il caso di Losin’ Streak, intonato da Angel Dust allo scorbutico barista Husk, durante una performance drag già diventata virale.

Nonostante i difetti e qualche questione lasciata in sospeso, Hazbin Hotel si riconferma una serie coraggiosa e intelligente, capace di raccontare con ironia e profondità problemi attuali, dilemmi esistenziali e la complessità delle relazioni. Sia umane che demoniache, sia chiaro, perché — in fondo — non sono poi così diverse.
Ilaria Vicentini
