“Orbit Orbit” di Caparezza: sulla creatività e (tanto!) altro

Il 31 ottobre 2025 esce Orbit Orbit, il nono album di Caparezza, fra i più noti rapper italiani, assieme a un fumetto omonimo a tema spaziale, totalmente sceneggiato dall’artista. Quali sono i motivi di questa scelta?

In una delle sezioni finali, intitolata Orbit forward: nono album, nona arte, tra musica, scrittura e disegno, Caparezza descrive Orbit Orbit come «un fumetto-disco», sostenendo che i due linguaggi siano «[…] in qualche modo imparentati. La cosa bella è che ognuno dirige questo strambo duetto alla sua maniera. Io, per esempio, sono partito dall’esigenza di raccontarmi attraverso le strisce disegnate piuttosto che attraverso la musica, com’ero abituato a fare […] Il disco che ne è venuto fuori è una sorta di soundtrack del libro, e lo è in senso stretto […]».

Copertina dell’album “Orbit Orbit” di Caparezza. Crediti: https://www.cromosomimedia.com/wp-content/uploads/2025/10/SINGOLI-ALBUM-2-1.png

Questa esigenza auto-riflessiva si trovava già alla radice di Prisoner 709, settimo album che segnava una profonda svolta introspettiva in seguito ai problemi di acufene sofferti dall’artista e raccontati in Larsen. La fortissima vena ironico-satirica che aveva riempito ogni album fino a quel momento veniva messa in secondo piano; così è stato poi anche per Exuvia nel 2021.

La sceneggiatura di Orbit Orbit non fa mistero della sua autoreferenzialità autoriale.
La prima comparsa del personaggio fumettistico di Caparezza avviene mentre questi è intento a urinare su di un albero, nel bosco in cui è allestito il backstage di un suo concerto. Il personaggio appare apatico, disinteressato, come raccontava già nel brano El Sendero:

«Tu che invidi la mia vita/ Io che penso “sa di un cazzo sembra seitan”/»

Sconsolato, si rifiuta di fare un autografo a un membro dello staff, poiché «non sono quello che pensi. Mi dispiace.», riprendendo un tema che compariva in Prosopagnosia, traccia d’apertura di Prisoner 709:

«Cantavo per fuggire dal mondo in un solo slancio/ Ora che cantare è il mio mondo ne sono ostaggio/ Non sono più lo stesso di un secondo fa/ Nel mio caso, fidati, pure un secondo fa/»

Sono i temi del fumetto-album: le prigionie, l’identità in quanto racconto di sé (proprio e degli altri), la libertà come immaginazione, costretta a “tornare a terra”.

Crediti: Emanuele Pilan

Nello sceneggiare Orbit Orbit, Caparezza non fa sconti; torna la sua ironia tagliente che varia dal quasi-nonsense — come quando una zanzara si poggia sul corpo svenuto del “Caparezza” personaggio chiedendosi se anche lui sia stato «schiacciato da un applauso» — alla critica sulla perdita d’identità delle fiere del fumetto articolata su più prospettive. Tornano le profonde critiche circa gli ambienti religiosi, presi in giro per tutta l’opera. Questi vengono talvolta paragonati ai fan stessi, che si rendono capaci di “attendere la venuta del messaggero”, immaginando e dipingendo l’artista (il vero Caparezza) come un essere sovraumano, in comunicazione con l’universo e che vive, perfetto, di sola musica.

Tutto il fumetto è configurato come una riflessione sulla creatività attraverso la creatività stessa. Caparezza descrive il processo creativo con figure, immagini e un lessico ben specifico. Il pianeta delle idee racconta il rapporto fra l’artista e le sue idee («Idee risvegliate, oh mio Dio/ Le credevo defunte nel cranio/ Sono scampate all’oblio/ Alle ruspe nell’iperuranio»), mentre nel fumetto le idee personificate chiamano il “Caparezza” personaggio «antenna» (lui controbatte affermando di essere un «cosmonauta»), in un’umile auto-definizione dell’artista come “ricevente” e “trasmettitore”, piuttosto che come creativo capace di sfiorare un divino che gli altri nemmeno vedono.

Crediti: Emanuele Pilan

Riflessioni simili non sono un unicum per i creativi; sono anzi assai vicine a quanto scritto da Rick Rubin (con Neil Strauss) in L’atto creativo: un modo di essere, libro del 2023 in cui il celeberrimo produttore musicale affronta «78 ambiti» circa il processo creativo, l’artista, le sue modalità e le sue condizioni.

Dalla concezione platonica delle idee (esseri «Fumosi, leggeri, non hanno peso/ Pare che sia io che non glie ne dia/») si arriva alla radice di tutta l’opera, espressa nel brano orchestrale — non a caso, in quanto musica “di gruppo” — Perlificat e nel capitolo conclusivo del fumetto. Caparezza s’ispira a un’immagine del filosofo e psichiatra tedesco Karl Jaspers, secondo cui: «Così come una perla nasce dal difetto d’una conchiglia, la schizofrenia può far nascere opere incomparabili. E come non si pensa alla malattia della conchiglia ammirandone la perla, così di fronte alla forza vitale di un’opera non pensiamo alla schizofrenia che forse era condizione della sua nascita» (Strindberg und Van Gogh, 1951).

Crediti: Emanuele Pilan

Il “Caparezza” personaggio, prima del concerto, ha un mancamento che lo porta vicino alla morte. In uno stato sostanzialmente onirico, egli viaggia con Gli occhi della mente e vive il viaggio al centro del fumetto. Così, ogni personaggio incontrato sembra rappresentare un lato del Caparezza artista, come “Darktar”, mostro umanoide fatto di nero catrame con una maschera tragica al posto del volto, il quale non fa che piangersi addosso e lamentarsi della mancanza di senso, la cui venuta sul pianeta delle idee porta a una catastrofe che ne spegne «la fucina» — questa è la premessa drammaturgica alla radice della macro-sezione onirica.

Crediti: Emanuele Pilan

Nei dialoghi riecheggiano atmosfere da Secretum di Francesco Petrarca: il poeta concretizzava la sua “legge morale” nel duro personaggio di Agostino e le sue fragilità, sentimenti e desideri umani nel personaggio di sé stesso. Nel capitolo Rest in pece, “Caparezza” e “Darktar” hanno un significativo scambio sui rischi dell’autocommiserazione.
Nel capitolo Pathosfear (gioco di parole dall’inglese, “paura del pathos” —simile a Pathosfera— come inversione dell’empatia), i due parlano nuovamente; “Caparezza” consola Darktar” afflitto dai commenti dei “codardi asteroidi” che criticano tutto con leggerezza. Canta gli stessi concetti nel brano Pathosfera:

«È per difendermi dall’odio che ho letto in certi commenti/ Vomitati con due dita come da ubriaco […] Quando perdi la fiducia nell’umanità è un attimo che perdi la tua umanità stessa/»

Crediti: Emanuele Pilan

Non mancano note sparse di filosofia morale, come in Curiosity (oltre il bagliore):

«La curiosità non è un instinto, è un dovere morale/ È un dovere morale perché in fondo è tutto scritto/»

Crediti: Emanuele Pilan

Orbit Orbit contiene anche la prima cover di Caparezza, da Il banditore del pugliese Enzo del Re, brano “onomatopeico”, riadattato in toni sci-fi e «cinematografici».

Nonostante tutti i punti toccati in questo articolo, non si è che grattata la superficie dei livelli di lettura individuabili all’interno del fumetto e di conseguenza nel disco; d’altronde nessun articolo può racchiudere un’intera opera ma può solo bocciarla, o, come si fa in questo caso, promuoverla.
Caparezza è tornato e, dopo il tour estivo, sparirà di nuovo, fino alla prossima volta. Come racconta in un reel sul profilo Instagram di Rockol.it «le cose che faccio a livello musicale hanno senso quando le faccio. Dopodiché archivio, “passo tutto” da un’altra parte e scompaio dai social.»

Emanuele Pilan

Fonti:

(A cura di) “Fachir04”, “machineopus” (e cinquantuno altri annotatori), Genius, El Sendero, 7 maggio 2021, ultima consultazione: 31 dicembre 2025, link: https://genius.com/Caparezza-el-sendero-lyrics

(A cura di) “lessicoenuvole” (e diciassette altri annotatori), Genius, Il pianeta delle idee, 31 ottobre 2025, ultima consultazione: 31 dicembre 2025, link: https://genius.com/Caparezza-il-pianeta-delle-idee-lyrics

Jaspers Karl, Genio e follia. Strindberg e Van Gogh, Milano, Raffaello Cortina Editore, 2001 Traduzione di Brigitte Baumbusch e Mario Gandolfi (Titolo originale: Strindberg und Van Gogh, © Piper Verlag GmbH, 1951).

(A cura di) “lessicoenuvole” (e ventotto altri annotatori), Genius, Pathosfera, 31 ottobre 2025, ultima consultazione: 31 dicembre 2025, link: https://genius.com/Caparezza-pathosfera-lyrics

(A cura di) “rapbull_genius”, “lessicoenuvole”, “CharliyeJstBrazyy_”, “Qatarsi” (e altri 24 annotatori), Genius, Curiosity (oltre il bagliore), 31 ottobre 2025, ultima consultazione: 31 dicembre 2025, link: https://genius.com/Caparezza-curiosity-oltre-il-bagliore-lyrics

Gianmarco Aimi, “Caparezza: disattendere il pubblico è rispettarlo”, Rollingstone.it, 31 ottobre 2025, ultima consultazione: 31 dicembre 2025, link: https://www.rollingstone.it/musica/interviste-musica/caparezza-disattendere-il-pubblico-e-rispettarlo/1009134/

@rockol_it, Un’Odissea spaziale e nerd […] di @claudiocabona, [post
Instagram], 02 novembre 2025, ultima consultazione: 31 dicembre 2025, link: https://www.instagram.com/reel/DQjVq6JjMws/

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