La metropolitana di Torino, una storia lunga cento anni

Alle otto del mattino, la metro di Torino accoglie la città. Alla fermata di Porta Nuova, studenti, lavoratori e turisti si ritrovano nello stesso vagone, sfiorandosi senza parlare mentre la Linea 1 scorre sotto i viali alberati. È diventata la spina dorsale silenziosa degli spostamenti urbani, un luogo in cui le persone si incontrano.

Quest’anno la metropolitana ha compiuto vent’anni: il suo primo viaggio risale al 4 febbraio 2006. Secondo i dati ufficiali di GTT, oggi conta circa 150 mila spostamenti nei giorni feriali e oltre 40 milioni di passeggeri all’anno. Numeri importanti per una città che dispone di una sola linea di 15 chilometri, che, con 23 fermate, porta da Collegno a Piazza Bengasi.

Metropolitana di Torino – Crediti: Incola, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Cento anni di storia

Tuttavia, la storia della metro non inizia nel 2006. Torino inseguiva questo progetto da quasi un secolo, fra visioni, piani interrotti e tentativi mai realizzati. Il primo a immaginare una metropolitana moderna fu Riccardo Gualino, negli anni Venti: un progetto ispirato alle reti sotterranee di Parigi e Londra, simboli di una modernità europea che Torino desiderava raggiungere. Era un’idea pionieristica, troppo ambiziosa per il contesto dell’epoca, che rimase solo sulla carta.

Negli anni ’30 si tornò a parlare di una rete tranviaria sotterranea e negli anni ’60 e ’70 si susseguirono studi e proposte più strutturate, ma nessuna trovò mai le condizioni politiche ed economiche per diventare realtà.

Bisogna aspettare gli anni ’90 perché il progetto riprenda forma. La candidatura di Torino alle Olimpiadi invernali del 2006 diventa l’occasione per trasformare un’idea sospesa in un’infrastruttura reale. Così, nel 2000 iniziano i lavori della Linea 1 e, finalmente, il 4 febbraio 2006 i treni iniziano a muoversi tra Collegno e Porta Susa, poi verso Porta Nuova, per arrivare infine a Lingotto.

È una svolta per la mobilità torinese. La Linea 1 è un’infrastruttura moderna, rapida e intuitiva, la prima in Italia a funzionare senza conducente. Sottoterra si incrociano ogni giorno le vite di migliaia di persone: chi arriva da Collegno, chi da Lingotto, chi cambia a Porta Susa per raggiungere il lavoro. Eppure, basta allontanarsi dal tracciato per accorgersi che non tutti a Torino hanno la stessa possibilità di muoversi.

La Linea 2, un futuro che tarda a concretizzarsi

La metropolitana a Torino funziona, e funziona bene: in generale, è considerata puntuale, pulita e rapida. Si tratta, però, di una linea che procede in una sola direzione, il suo asse taglia la città senza riuscire a raggiungerla tutta. Diversi quartieri, come Falchera, Mirafiori e Vanchiglia, restano ai margini, affidati ad autobus lenti, strade sovraccariche e lunghi tempi di percorrenza. Per molti torinesi, la metro non è un’abitudine quotidiana, ma una possibilità distante, spesso inutilizzata.

Da anni si parla della Linea 2 come della soluzione a questo squilibrio: un collegamento nord–sud capace di avvicinare le periferie al centro e portare finalmente tutti i quartieri sullo stesso piano dal punto di vista della mobilità.

Il progetto definitivo della tratta nord è pronto: collegherà Piazza Rebaudengo al Politecnico, con fermate al Campus Luigi Einaudi, alla Mole Antonelliana e a Porta Nuova. In seguito, è previsto il prolungamento verso sud, fino a Mirafiori, con l’ipotesi di estendere la linea anche a Beinasco, Rivalta e Orbassano. Nel suo sviluppo completo la Linea 2 potrebbe superare i 20 chilometri, unendo aree oggi lontane tra loro. È un progetto che, almeno sulla carta, avrebbe la forza di cambiare davvero la città, accorciando i tempi di attraversamento e riducendo il traffico.

I treni saranno completamente automatici, come quelli della Linea 1, ma più capienti: fino a 400 persone per convoglio, con spazi dedicati a biciclette e carrozzine. La frequenza prevista per i passaggi è di circa 2 minuti, con una velocità media di 30 km/h. Una tecnologia avanzata, che prevede gestione la intelligente e il monitoraggio dei passaggi.

Si parla di avvio dei cantieri nel 2026, per arrivare ai primi viaggi nel 2032. Quasi otto anni di lavori, se tutto procederà senza intoppi! Un tempo lunghissimo, soprattutto per chi ogni mattina affronta autobus lenti e traffico intenso per raggiungere la scuola o il posto di lavoro.

La metro come promessa di una mobilità migliore

Riconoscere i limiti della mobilità urbana non significa solo parlare di infrastrutture. Significa guardare ai bisogni delle persone che ogni giorno attraversano la città. Vuol dire, per esempio, fermarsi a riflettere sugli orari ridotti della Linea 1, tanto limitati da non poterci fare affidamento nei rientri serali, proprio quando molti avrebbero più bisogno di un’alternativa all’auto.

A Torino la possibilità di spostarsi agevolmente cambia da quartiere a quartiere. Una metropolitana più estesa potrebbe incidere davvero: alleggerire il traffico, ridurre l’inquinamento e restituire alla città un tempo più umano, meno segnato dallo stress dei tragitti quotidiani.

La metro non è la soluzione a tutto, ma rivela quanto sia importante permettere a tutti di muoversi con facilità. Chiediamo a chi amministra Torino di trasformare questa possibilità in un impegno concreto, senza altri rinvii.

Barbara Ferrari

Fonti

GTT, “Metropolitana: un programma diffuso per qualità del servizio, sicurezza e accoglienza”, ultima consultazione: 14 febbraio 2026, link: https://www.gtt.to.it/cms/avvisi-e-informazioni-di-servizio/torino-e-cintura/12253-metropolitana-un-programma-diffuso-per-qualita-del-servizio-sicurezza-e-accoglienza

INFRA.TO, “Metro Linea 2”, ultima consultazione: 14 febbraio 2026, link: https://infrato.it/linea-2/

INFRA.TO, Presentazione “Metro 2 al via: innovazione e sostenibilità, le priorità per la scelta del nuovo sistema treni”, 01/04/2025, scaricata il: 12 febbraio 2026

Wikipedia, “Metropolitana di Torino”, ultima consultazione: 14 febbraio 2026, link: https://it.wikipedia.org/wiki/Metropolitana_di_Torino

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Avatar di nonnAnna nonnAnna ha detto:

    Bellissimo articolo che fotografa la realtà della nostra Torino che, certamente, in molti potranno ancor di più apprezzare quando gli spostamenti saranno notevolmente semplificati con una nuova linea di metropolitana.

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