Chiharu Shiota e i fili colorati: un viaggio fra oggetti e memorie

Fino al 28 giugno 2026, il MAO – Museo d’Arte Orientale di Torino ospita The Soul Trembles, una delle mostre più attese degli ultimi anni, dedicata all’artista giapponese Chiharu Shiota, nota per trasformare lo spazio in una forte esperienza emotiva. Per Torino non si tratta solo del debutto nazionale della retrospettiva, ma anche un incontro naturale tra la ricerca artistica di Shiota e le culture che ne hanno nutrito la formazione.

Il progetto The Soul Trembles, ideato nel 2019 da Mami Kataoka per il Mori Art Museum di Tokyo, ha viaggiato attraverso contesti museali e culture diverse, mostrando una sorprendente capacità di adattarsi agli spazi e ai pubblici che lo hanno accolto in questi anni. Il suo percorso ha raggiunto per la prima volta l’Europa nel 2024, con il debutto al Grand Palais di Parigi e, nell’ottobre del 2025, è approdato a Torino.

Uncertain Journey, 2025 – The Soul Trembles
MAO Museo d’Arte Orientale, Torino, Italy
Foto di Barbara Ferrari

Chi è Chiharu Shiota

Nata a Osaka nel 1972, Chiharu Shiota è oggi una delle voci più riconoscibili dell’arte contemporanea internazionale. Le sue opere hanno attraversato musei e biennali in tutto il mondo, tra gli altri, Tokyo, Parigi, Berlino, Los Angeles e Sydney. Le sue installazioni di fili intrecciati — rossi, neri o bianchi — trasformano lo spazio in una trama fisica e mentale, dove oggetti quotidiani come sedie, letti o valigie diventano punti di ancoraggio per riflettere su memoria, identità e relazioni.

Per Shiota la ricerca è profondamente intrecciata alla vita quotidiana e ai momenti di maggiore intensità emotiva, rivelando un’attenzione costante al rapporto tra corpo, spazio e presenza. Le sue architetture di fili costruiscono ambienti immersivi che aprono a domande universali: cosa resta di noi? Come si materializza un ricordo? Cosa significa abitare uno spazio o una storia?

The Soul Trembles al MAO: un percorso immersivo

The Soul Trembles è una delle retrospettive più ampie mai dedicate a Chiharu Shiota. Il percorso riunisce installazioni immersive, sculture, oggetti, disegni e fotografie che permettono di attraversare oltre vent’anni di ricerca. Alcune opere sono storiche, altre sono state ripensate per gli spazi del MAO, altre ancora arrivano in Italia per la prima volta. La mostra, curata da Mami Kataoka e Davide Quadrio, costruisce un viaggio che procede per atmosfere, più che per capitoli: ogni sala è un ambiente da abitare, un frammento di memoria che prende forma nello spazio.

Tra le prime installazioni che caratterizzano il percorso spicca Uncertain Journey, costituita da scheletri di imbarcazioni avvolti da una rete di fili rossi, che si espande come un sistema circolatorio nello spazio, evocando direzioni possibili, slanci e smarrimenti. Poco più avanti, Accumulating – Searching for the Destination compone un paesaggio di valigie sospese, una spirale di partenze e ritorni, identità in movimento e memorie che si stratificano. In una sala più raccolta, In Silence ricostruisce un pianoforte bruciato avvolto da fili neri, un oggetto muto, che trattiene l’eco lontana di un suono intrappolato nell’incendio.

Le installazioni e i quadri si susseguono, armonizzandosi con la collezione stessa del MAO. Infatti, per la prima volta, The Soul Trembles non è allestita in una sala dedicata, ma direttamente nelle sale del museo. Le installazioni dell’artista dialogano con la collezione permanente, trasformando il percorso del MAO in un’esperienza immersiva, che, anche grazie a pannelli descrittivi e proiezioni, invita il visitatore a sostare, ascoltare e lasciarsi toccare da ciò che non sempre è visibile.

In silence, 2025 – The Soul Trembles
MAO Museo d’Arte Orientale, Torino, Italy
Foto di Barbara Ferrari

Ciò che resta tra i fili: i temi chiave

“I fili si ingarbugliano, si intrecciano, si spezzano, si snodano. Riflettono costantemente una parte del mio stato mentale, come se rappresentassero la condizione dei rapporti umani.”

Questa frase, riportata in uno dei primi pannelli descrittivi della mostra, offre una sintesi efficace del cuore della ricerca di Chiharu Shiota. I fili non sono solo un materiale, ma una grammatica visiva attraverso cui l’artista indaga ciò che non si vede: legami, tensioni, distanze, memorie che resistono o si dissolvono.

Il primo grande tema è quello della relazione, intesa come rete invisibile che unisce individui, luoghi e tempi diversi. Le installazioni rendono tangibile ciò che normalmente resta impalpabile: la trama emotiva che ci lega agli altri e agli oggetti che attraversano la nostra vita.

Un secondo asse è la memoria, che nelle sue opere non è mai un archivio statico, ma un movimento continuo. Le valigie sospese, i pianoforti silenziosi e gli oggetti intrappolati nei fili diventano delle presenze che trattengono storie con frammenti di vissuto e domande irrisolte.

C’è poi il tema della presenza e dell’assenza, che Shiota esplora attraverso forme che sembrano animate da un’energia interna. Gli spazi avvolti dai fili non sono semplici ambienti installativi, ma luoghi abitati da ciò che non c’è più e da ciò che resta: tutto quello che è messo in relazione continua a vibrare.

Infine, la mostra mette in scena una riflessione sul corpo. Le installazioni suggeriscono ritmi e movimenti: come se ogni nodo fosse un impulso vitale, un pensiero che prende forma nello spazio.

Torino come tappa significativa

Per Torino, The Soul Trembles rappresenta molto più di una grande mostra internazionale: è una conferma della capacità della città di accogliere progetti che intrecciano culture, linguaggi e visioni. Per il MAO, in particolare, questa retrospettiva segna un passaggio decisivo. Come afferma il direttore Davide Quadrio nell’intervista rilasciata a The Password: non ci accostiamo all’arte contemporanea, ma ci accostiamo agli autori contemporanei”, una distinzione che chiarisce la direzione del museo, orientata non tanto a seguire tendenze quanto a costruire un dialogo vivo con le voci artistiche dell’Asia di oggi.

L’arrivo della mostra di Shiota si inserisce esattamente in questa prospettiva. Le sue installazioni, radicate nella cultura giapponese, ma capaci di parlare a un pubblico globale, permettono al MAO di affermarsi come luogo in cui la tradizione e il presente si incontrano, dove le collezioni storiche non restano sullo sfondo ma diventano parte di un discorso più ampio. La scelta di allestire le opere direttamente nelle sale permanenti rafforza questa vocazione: le installazioni non interrompono il percorso del museo, lo trasformano, lo attraversano, gli danno un nuovo significato.

In questo senso, Torino diventa una tappa significativa non solo per la diffusione internazionale del progetto, ma anche per la crescita del MAO come istituzione capace di proporre una lettura contemporanea dell’Asia: dinamica, relazionale e profondamente radicata negli autori che la abitano.

Barbara Ferrari

Fonti

Angelo Susino, “Intervista a Davide Quadrio, direttore del MAO”, The Password, 10 dicembre 2025, ultima consultazione: 07 gennaio 2025, link:
https://thepasswordunito.com/2025/12/10/intervista-a-davide-quadrio-direttore-del-mao/

Art Basel, Meet the artists | Chiharu Shiota, 13 marzo 2023, ultima consultazione: 7 gennaio 2026,
https://www.youtube.com/watch?v=Utspp6IZlL0

Chiharu Shiota, ultima consultazione: 07 gennaio 2026, link: https://www.chiharu-shiota.com/top

MAO – Museo d’Arte Orientale, “Chiharu Shiota: The Soul Trembles”, ultima consultazione: 07 gennaio 2026, link: https://www.maotorino.it/it/evento/chiharu-shiota-the-soul-trembles/

MAO – Museo d’Arte Orientale, MAO – Chiharu Shiota. The Soul Trembles – Intro con Mami Kataoka, 14 Novembre 2025, ultima consultazione: 7 gennaio 2026, link: https://www.youtube.com/watch?v=dhBR0ApfW6E

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