Pippi Calzelunghe, ottant’anni di libertà

«Se sei molto forte, devi anche essere molto gentile» – Pippi Calzelunghe

Due codini arancioni che sfidano la forza di gravità, una scimmia e un cavallo bianco: bastano pochi elementi per evocare uno dei personaggi più amati nella storia della letteratura per l’infanzia. Pippi Calzelunghe ha compiuto ottant’anni nel 2025 e l’anniversario ha riportato in primo piano una domanda sempre attuale: cosa rende questa bambina, nata dalla penna di Astrid Lindgren nel 1945, ancora così potente e controversa?

Una storia nata per caso

La genesi di Pippi è essa stessa una storia. Nel marzo 1944, Astrid Lindgren scivolò sul ghiaccio di Stoccolma e si slogò una caviglia. Quindi, costretta a letto senza niente da fare, decise di mettere su carta la storia di quella bambina ribelle, nata anni prima dalla fantasia della figlia Karin, che una sera, malata di polmonite, le aveva chiesto: “Raccontami di Pippi Calzelunghe”. Se tutto nacque così per caso, meno casuale, invece, fu il successo che seguì: dopo un primo rifiuto da parte di una casa editrice, la scrittrice ripropose il libro a una più piccola. Il resto è storia: tradotto in 80 lingue e trasposto in cartoni e serie TV, il “fenomeno Pippi” esplose.

«Il fatto che io a un certo punto sia diventata una scrittrice di libri per bambini è dipeso in tutto e per tutto dal meteo. Se a Stoccolma non avesse nevicato, un certo giorno di marzo del 1944, probabilmente le cose non sarebbero andate così» – Astrid Lindgren

Chi era Astrid Lindgren

Cresciuta in un ambiente contadino nel cuore della Svezia, Lindgren coltivò sin da bambina l’amore per le storie, ma iniziò la sua carriera di scrittrice solo a 38 anni. Ciononostante, fu una scrittrice estremamente prolifica: scrisse 34 libri per bambini e 41 albi illustrati, come Karlsson sul tetto (1955) e I fratelli cuor di leone (1973), opere che esplorano temi profondi quali la morte, la libertà e il coraggio. La sua attività, però, non si limitò alla carta. Fu anche una coscienza etica del suo tempo e attivista per i diritti dell’infanzia e degli animali: era mossa da un genuino interesse per le persone e per i bambini, che per lei non erano solo adulti in divenire, ma personalità a tutto tondo. Alla sua morte, nel 2002, venne istituito l’Astrid Lindgren Memorial Award, un premio di cinque milioni di corone, assegnato ogni anno a persone e organizzazioni che lavorano con lo stesso spirito di Astrid Lindgren. Oggi è il più grande premio di letteratura per l’infanzia al mondo.

Libera, forte, sola – ma davvero emancipata?

Pippi Calzelunghe è una bambina di nove anni che vive da sola nella mitica Villa Villacolle, senza supervisione adulta e senza andare a scuola. Una bambina schietta, impertinente, divertente, lontana dagli stereotipi di genere e dalle aspettative della società del tempo sulle giovani donne. Osservando attentamente, tuttavia, potrebbe sorgere un dubbio: super forza fisica, super indipendenza, super coraggio — Pippi non è forse caratterizzata in modo eccessivo da qualità tipicamente ascritte agli uomini? Questa è la tesi sostenuta dalla ricercatrice Sara Van den Bossche, dell’Università di Tilburg, secondo la quale la bambina svedese si collocherebbe nella tradizione dei tomboy, creando una perfetta dicotomia con i suoi amici e vicini di casa, i fratelli Tommy e Annika Settergren.

Annika è obbediente, ordinata, compiacente: le piacciono i gioielli e le bambole e ubbidisce sempre al fratello Tommy, che, a sua volta, è intelligente, coraggioso, assertivo. I due fratelli, sempre educati e gentili, incarnano perfettamente i ruoli di genere tradizionali del tempo. Pippi li sovverte, ma forse solo apparentemente, poiché occupa uno spazio “maschile” invece di ridefinire quello femminile. Il rischio è che passi l’idea che una ragazza sia forte solo se si comporta come un ragazzo e si conforma alle norme maschili, mentre andrebbe apprezzata perché è semplicemente sé stessa.

La mostra a Cuneo

Per celebrare l’anniversario, a ottobre a Cuneo è stata inaugurata la mostra “Astrid Lindgren e la forza dei bambini”. Sarà aperta fino al 26 aprile presso lo Spazio Innov@zione in via Roma 7, con ingresso libero e gratuito, dal martedì alla domenica. Il progetto è stato realizzato con la licenza ufficiale di The Astrid Lindgren Company di Stoccolma e con il contributo dell’Ambasciata di Svezia a Roma, della Fondazione CRC e di Salani Editore. Ha collaborato alla realizzazione dell’esposizione anche la studiosa Samanta K. Milton Knowles, traduttrice dell’opera di Lindgren. La visita si articola in tre sale: la prima ripercorre la vita dell’autrice e la nascita di Pippi; la seconda ospita uno spazio di lettura con i libri di Lindgren in varie lingue e un angolo per disegnare, mentre la terza è dedicata alla Hoppetosse, la nave del capitano Efraim Calzelunghe, padre di Pippi. In sottofondo, canzoni e scene tratte dai film e dalle serie televisive accompagnano il percorso.

Un messaggio senza tempo

Come ogni opera del passato, anche Pippi Calzelunghe va storicizzata. Alcuni elementi stridono con la sensibilità contemporanea, come gli stereotipi razzisti e coloniali presenti in Pippi in Taka Tuka Land. Tuttavia, ciò che non è invecchiato è il nucleo del personaggio: la sua capacità di smascherare l’assurdità delle regole sociali attraverso l’ingenuità dell’infanzia, il suo modo di abitare il mondo con meraviglia e senza paura del giudizio altrui.

Che sia o meno un’icona femminista nel senso stretto del termine, ciò che conta è che, a ottant’anni di distanza, continua a porre domande scomode. In un’epoca di ipergenitorialità e omologazione imperante, Pippi rimane manifesto di un’infanzia libera e del coraggio di essere diversi e stare bene con se stessi.

Anna Gribaudo

Fonti

Frasher Romana S., “Boys, Girls and “Pippi Longstocking””, The reading teacher, 30, 1977, n.8, pp. 860-863, ultima consultazione: 13 marzo 2026, link: https://www.jstor.org/stable/pdf/20194413.pdf?casa_token=8cpbedcEJMsAAAAA:oFZLXrElrSdgOWPm4Y93SnM2YOIA7URPvoPDE0CSlgbTMWQG5gdBP8oMJ-2LUDxKwcpKREQTFbbqLD74SNoOUkj7sn7djoTngbczInGVfAMiMKUMWwff.

Redazione FQ Magazine, “Astrid Lindgren e la forza dei bambini: una mostra celebra gli 80 anni di Pippi Calzelunghe”, Il Fatto Quotidiano, 15 settembre 2025, ultima consultazione: 13 marzo 2026, link: https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/09/15/astrid-lindgren-e-la-forza-dei-bambini-una-mostra-celebra-gli-80-anni-di-pippi-calzelunghe/8127571/.

Tilburg University, 80-year-old Pippi was innovative, but did not advance women’s emancipation much, 6 marzo 2025, ultima consultazione: 13 marzo 2026, link: https://www.tilburguniversity.edu/current/news/more-news/80-year-old-pippi-was-innovative-did-not-advance-womens-emancipation-much.

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