La giornata può iniziare soltanto se si è prima tenuta tra le mani una tazzina fumante di caffè, ancor prima di mettersi i vestiti, pettinarsi i capelli o persino aprire la finestra per far entrare un po’ d’aria fresca. Non è solo una sensazione: è così per il 91% degli italiani e delle italiane (a fronte di un 98,6% che lo beve regolarmente), come evidenzia un’indagine di AstraRicerche per il Consorzio Promozione Caffè. Prima un caffè, poi si affronta il mondo.
Com’è che la nostra quotidianità è arrivata a essere scandita da questa bevanda? Quale viaggio ha affrontato il nostro tanto amato caffè per finire proprio qui, sul nostro comodino?
Le radici africane e il mondo arabo
Tra le tante storie che cercano di ricostruire i primi passi del caffè, la più raccontata è un’antica leggenda etiope, risalente al 700 d.C. Narra di un pastore di capre di nome Kaldi che, passeggiando tra i suoi animali con sguardo attento, notò un cambiamento nel loro atteggiamento. Dopo aver mangiato delle bacche rosse di un certo albero, infatti, sembravano improvvisamente più vivaci e reattivi alla sua voce. Incuriosito, provò anche lui ad assaggiarle, riscontrando un senso di allerta e un’energia che prima non aveva. Entusiasmato dalla scoperta (e forse un po’ troppo attivo per via di quelle bacche), egli corse verso il monastero locale per raccontare l’accaduto. Insieme ai monaci creò una bevanda, che veniva consumata principalmente per rimanere svegli durante le lunghe sessioni di preghiera notturne. Questa scoperta si diffuse rapidamente, raggiungendo ben presto il Medio Oriente e la penisola arabica.
Sebbene si tratti di una leggenda, che non chiarisce le reali origini del consumo di caffè, è certo che la Coffea arabica ‒ la pianta del caffè ‒ sia originaria della regione etiope di Kaffa, da dove si è poi diffusa nella penisola arabica. Nonostante le radici africane, è proprio al mondo arabo che dobbiamo il nome e la cultura della torrefazione come la conosciamo oggi.

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È nel 1400, infatti, tra i moli della città portuale di Mokha, nello Yemen, che troviamo le prime tracce concrete del caffè. I commercianti yemeniti importarono dall’Etiopia i chicchi di caffè e, grazie alle testimonianze scritte dell’epoca, sappiamo che, proprio come suggerisce la leggenda, furono i monaci Sufi a renderli i loro alleati più fedeli, sfruttando l’effetto energizzante dei chicchi per poter pregare per tutta la notte. Inoltre, le prime caffetterie, le qahveh khaneh (letteralmente, “casa del caffè“), nacquero proprio nello Yemen, diffondendosi poi rapidamente a La Mecca, Damasco e Il Cairo.
Il caffè in Europa
La prima caffetteria sul suolo europeo, chiamata “Kiva Han“, aprì a Istanbul nel 1475. Nella cultura ottomana era così ben radicato il culto del caffè, che una donna poteva legalmente chiedere il divorzio se il marito non era in grado di fornirle una dose quotidiana di caffè fresco.
Proprio grazie a loro le caffetterie ‒ intese come luogo in cui si svolgeva la vita politica e culturale dell’epoca ‒ iniziarono a prendere piede in tutto il resto d’Europa. Nel XVII secolo, infatti, ci fu un vero sviluppo delle caffetterie, ma non prima di aver superato un grande ostacolo: i cattolici europei erano restii ad accettare questa bevanda nella loro quotidianità, bollandola come la “bevanda degli infedeli musulmani”. Fu Clemente VIII, papa tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo, ad accettarla e permetterne il consumo. Grazie al suo via libera, anche i cattolici (inizialmente solo i più benestanti) scoprirono la bontà del caffè, trasformandolo in un rito sociale, proprio come accadeva nelle caffetterie di Istanbul.
Curiosità: la nascita del cappuccino
Nel XVII secolo nacque il cappuccino, una delle bevande più gettonate tra gli italiani e le italiane che fanno colazione fuori e dentro casa. Un racconto verosimile, che ha comunque tanti caratteri leggendari e che varia leggermente di fonte in fonte, riporta che nel 1683 l’esercito ottomano, che stava assediando Vienna, fu costretto a fuggire in seguito alla sconfitta contro le truppe cristiane. Nella ritirata, i turchi abbandonarono centinaia di sacchi di caffè, che vennero donati a un nobile polacco, Jerzy Franciszek Kulczycki, che aprì la prima caffetteria viennese.
Qui si aggiunge un altro personaggio: il frate Marco D’Aviano, monaco friulano dell’ordine dei Cappuccini inviato del papa Innocenzo XI. Secondo la leggenda, il frate assaggiò la bevanda e, non riuscendo a berla per quanto era amara, chiese di poterla correggere aggiungendo un po’ di latte e del miele. Si narra che, vedendo quella tazza, i viennesi esclamarono: “Kapuziner!“, dato che il colore ricordava quello del saio indossato dal frate e dagli altri membri dell’ordine dei Cappuccini. Da quel momento, quel termine divenne il nome ufficiale della bevanda.
Questo segnò l’inizio di quello che oggi conosciamo come cappuccino, benché quello del frate fosse, effettivamente, solo caffè lungo con latte.

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Il ruolo storico del caffè
Prima della diffusione del caffè, in Europa si bevevano principalmente birra e vino, anche al mattino, poiché l’acqua era spesso contaminata. Questo portava la maggior parte degli europei a vivere in una costante situazione di ebbrezza. Sostituire l’alcol con la caffeina ha favorito la chiarezza mentale e la produttività. Perciò, il caffe è diventato il carburante per scienziati, filosofi e mercanti durante l’Illuminismo.
Anche in Italia è forte il legame tra il caffè e questa corrente. La rivista Il Caffè (1764 – 1766) dei fratelli Verri è diventata il simbolo dell’Illuminismo italiano. Il nome non fu scelto a caso: l’idea era quella di simulare le conversazioni che avvenivano realmente all’interno di una bottega del caffè.
Anche se i Verri operavano a Milano, la loro filosofia influenzò profondamente i caffè torinesi. A Torino, svariati locali sono ancora adesso ricordati per il passaggio di volti che hanno creato e plasmato il nostro paese, come il Fiorio. A proposito, non si può non nominare la leggenda secondo cui il Re Carlo Alberto apriva le sue udienze mattutine chiedendo: “Che si dice al Caffè Fiorio?“. Un altro famoso caffè è il Bicerin. Tra i molti, anche Camillo Benso Conte di Cavour vi si recava di frequente per gustare il suo amato bicerin, una bevanda calda e analcolica a base di caffè, cioccolato e crema di latte. Inoltre, il locale si trovava in un punto strategico per tenere d’occhio l’entrata del Santuario della Consolata, in attesa dell’uscita della Famiglia Reale.
Questi caffè divennero esattamente ciò che i Verri avevano teorizzato: dei “centri di potere ombra“, dove Cavour e i patrioti piemontesi pianificavano l’Unità d’Italia davanti a una tazzina.

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Tuttavia, il caffè non è rimasto confinato nei palazzi torinesi o tra le pagine dei filosofi. Se oggi quel gesto ci sembra così naturale è perché nel corso del Novecento la tazzina di caffè ha saputo evolversi, adattarsi ai cambiamenti della storia, innovarsi e mutare forma, senza mai perdere la sua anima.
Alla fine, quel 91% di italiani non sta solo bevendo un caffè: sta sorseggiando secoli di storia, ripetendo, inconsapevolmente, un rito che ha attraversato oceani, sfidato pregiudizi religiosi e alimentato rivoluzioni.
Tecla Di Maria
Fonti
Caffè ACO, Il caffè che parla piemontese, ultima consultazione 22 febbraio 2026, link: shorturl.at/z4cYR.
International Coffee Organisation, Coffee Report and Outlook, dicembre 2023, ultima consultazione 23/02/2026, link: icocoffee.org/documents/cy2023-24/Coffee_Report_and_Outlook_December_2023_ICO.pdf.
National Coffee Association, History of coffee, ultima consultazione 22 febbraio 2026, link: aboutcoffee.org/origins/history-of-coffee.
Podcast Producer Geopop, ORIGINAL – La storia del caffè, [Podcast] in Geopop – Le Scienze nella vita di tutti i giorni, a cura di Geopop, 20 novembre 2023, ultima consultazione: 22 febbraio 2026, link: shorturl.at/efFCQ.
Redazione HorecaNews, “Il caffè d’estate conquista italiani e turisti. L’indagine AstraRicerche”, HorecaNews, 28 luglio 2025, ultima consultazione 22 febbraio 2026, link: https://horecanews.it/il-caffe-destate-conquista-italiani-e-turisti-lindagine-astraricerche-per-comitato-italiano-del-caffe.
