Questo 28 marzo all’Impact Hub di Torino è arrivato il primo MARKETERs Day del 2026, un ciclo di eventi per soci e pubblico in cui approfondire i temi del marketing e della comunicazione in un ambiente stimolante. Il MARKETERs Club di Torino — associazione studentesca che si occupa di marketing, management e comunicazione — ha organizzato un’intera giornata dedicata alla scoperta dei segreti del settore, in un’ottica di networking reale con professionisti nel campo, i quali hanno condiviso la propria esperienza. Il tema dell’evento è stato Made in Turin, perché Torino è innovazione, creatività e visione. Una città spesso sottovalutata, che però ha molto da offrire ed è la cornice in cui si muovono vari talenti: professionisti dell’informazione, marketing manager, content creator e anche una scout. Queste sono state le figure scelte per dar voce alla creatività e all’innovazione che abitano Torino.
La giornata si è aperta con il talk di Barbara La Piana, responsabile educativa scout CNGEI (Corpo Nazionale Giovani Esploratori ed Esploratrici Italiani) di Torino, un’associazione scout laica fondata in Italia nel 1913. La Piana, figlia di scout, ha intrapreso questa strada sin dagli otto anni di età e oggi accompagna nelle loro avventure i e le giovani, suddivisi in diverse fasce d’età corrispondenti alle varie attività che possono svolgere per vivere all’aria aperta, imparare a destreggiarsi in molteplici situazioni, sviluppare un proprio senso di responsabilità e crescere consapevolmente. Tenendo bene a mente l’obiettivo di rendere il mondo un posto migliore, Barbara crede nella collaborazione delle associazioni con il territorio e con le istituzioni: per lei le relazioni hanno un valore fondamentale.
Non solo talk: soci e ospiti hanno potuto confrontarsi anche da un punto di vista pratico con il mondo del marketing attraverso un workshop a gruppi organizzato dal MARKETERs Club. Ogni gruppo si è visto assegnare un prodotto gastronomico simbolo di Torino (tra gli altri, il tramezzino, il gianduiotto e il bicerin) e ha dovuto creare una campagna di marketing dedicata. Una sfida pratica e avvincente, che ha permesso una vera e propria immersione nel tema dell’evento.
La giornata è proseguita con l’intervento de La Stampa, rappresentata da Alberto Ibba, head of marketing, e Vincenzo Ampolo, marketing & event manager. Nonostante le recenti difficoltà, La Stampa e tutto il gruppo GEDI continuano a rappresentare un faro nell’informazione non solo torinese e piemontese, ma anche nazionale: un esempio di editoria precisa e approfondita, che non dimentica di raccontare la città anche con eventi fisici, oltre agli articoli.
Tra conferenze con le e i giornalisti e spettacoli teatrali di live journalism, il giornale negli ultimi anni ha realizzato vari eventi fisici per avvicinare il pubblico, che nell’ultimo periodo si è discostato dai tradizionali mezzi di comunicazione come i giornali (anche nelle loro versioni online) a favore dei social media o dell’intelligenza artificiale. Attraverso gli eventi fisici, infatti, il pubblico ha la possibilità di vivere qualcosa di irripetibile e insostituibile, che il mondo del web e l’AI non potranno mai rimpiazzare. Sarà questa la nuova frontiera del giornalismo? Al momento non abbiamo risposte, ma è sicuramente qualcosa su cui riflettere.
D’altro canto, crescono sempre più i creator digitali, che non si occupano d’informazione, bensì d’intrattenimento, rispondendo a un bisogno diverso degli utenti: quello di “staccare la spina” e fruire di contenuti che possano stimolare la mente e la creatività. È il caso di Rosario Parrino (in arte Parrins), content creator nato su Twitch e cresciuto su YouTube, che ha iniziato la propria carriera con i videogiochi per poi dedicarsi oggi all’intrattenimento per bambini. Dopo un primo anno difficile a causa del poco seguito, è arrivata la svolta: con la pandemia i suoi contenuti hanno iniziato a funzionare. Così, ha deciso di trovare un argomento che lo appassionava, una sua nicchia, e si è messo a studiare da autodidatta per fare le cose per bene.
Con il motto “chiunque ce la può fare, inseguite i vostri sogni”, Rosario ha sottolineato l’importanza della responsabilità verso il suo pubblico: ha infatti rifiutato ogni tipo di collaborazione con aziende che risultassero non adatte per i bambini. Inoltre, per quanto riguarda il lato più pratico del suo lavoro sui social, il creator ha riflettuto su come la sua professione sia ben diversa da quella dell’influencer: per lui non contano gli iscritti al canale o i like, bensì le visualizzazioni dei suoi video, vero motore e guadagno nel suo lavoro.
Ha riflettuto sul tema anche Isidoro Sofia, pure lui content creator, ma su Instagram. Studente fuorisede originario di Palermo, ma innamorato di Torino, Isidoro (@isidaurum su Instagram) condivide video romantici della città, che trasmettono la sua visione del capoluogo sabaudo, facendo così innamorare di Torino anche i suoi follower. La sua avventura sui social è nata per caso, da un primo video diventato virale, ed è partita con non poche difficoltà. Il lavoro del content creator, infatti, non sempre rispecchia il mondo dorato e perfetto che si vede sui social. Isidoro ha condiviso la propria esperienza e la propria difficoltà iniziale nel proporre e accettare le retribuzioni delle prime collaborazioni, risolta poi confrontandosi con i colleghi: quando si dice che il network fa la differenza. In contemporanea con i suoi studi in Scienze veterinarie, ha iniziato a lavorare a pieno regime con brand e istituzioni della città (e non solo), mantenendo sempre intatto quell’animo romantico che gli fa vedere i colori nella tradizionalmente grigia Torino.
Con la sua eleganza, le sue aree verdi, la sua vista sulle montagne e i suoi luoghi nascosti, Torino è una fucina di idee e di persone che abitano consapevolmente la città, portando ricchezza alla comunità: insomma, eccellenze Made in Turin.
Alessandra Picciariello
