“L’incidente in bicicletta”: le ferite nascoste  

L’incidente in bicicletta è un romanzo breve di Joyce Carol Oates, pubblicato nel 2024.  

La trama è semplice e incentrata su un unico evento, apparentemente banale, ma in realtà molto significativo. Evanne, detta Evie, ha tredici anni e vive a Strykersville, una cittadina dello stato di New York, con la madre Arlette, il padre Kevin e i fratelli Roy e Billy. I genitori, soprattutto la madre, stanno organizzando un ricevimento per il fidanzamento della loro nipote Cassie. Alla festa è invitato anche Rob Nash, un amico di famiglia dall’aspetto trasandato e piacione e dal carattere ambiguo e sfuggente. Ha sempre voglia di scherzare, sembra molto legato ad Arlette e la aiuta con l’organizzazione della festa, tanto che accompagna la figlia Evie a comprare il necessario.  

Nel bel mezzo dei preparativi, dopo che Rob ed Evie sono usciti per fare la spesa, Arlette riceve una telefonata: Evie ha avuto un incidente in bicicletta, a tre chilometri di distanza da casa. Nessuno dei presenti ha fatto caso alla sua assenza. All’arrivo in ospedale, i suoi familiari apprendono una triste verità: l’incidente è stato più grave di quello che si aspettavano. Evie viene ricoverata per diciotto giorni e, quando torna a casa, deve essere aiutata costantemente dalla madre, anche solo per vestirsi o mangiare.  

Quello che emerge drammaticamente però è che le ferite di Evie non sono soltanto fisiche, ma anche e soprattutto psicologiche, nascoste. Arlette sfoglia i blocchi da disegno della figlia, scoprendo che disegna molto bene, ma i soggetti sono mostruosi e inquietanti: ci sono immagini volgari, donne con volti da mostro, e un uomo con il viso da maiale. Quest’ultimo è un disegno ricorrente, grottesco, sinistro. Il padre di Evie pensa che potrebbe essere il preside della scuola.

Il personaggio di Rob Nash, per tutto il libro, è difficilmente inquadrabile. Al lettore viene detto che Evie, prima dell’incidente, si rifiuta di chiamarlo zio, e dopo l’incidente non vuole mai ricevere le sue visite. La madre le chiede perché non le stia simpatico e la risposta di Evie è semplicemente: “tu dovresti saperlo”. Cosa dovrebbe sapere Arlette? E perché non lo sa? E se lo sa, perché lo chiede alla figlia? Domande che rimangono senza risposta.  

Un semplice incidente in bici può essere davvero sconvolgente e cambiare così tanto la vita di una famiglia come tante, comune e tranquilla? Ciò che la scrittrice lascia intendere, senza dirlo esplicitamente, sembra proprio suggerire di sì. Le madri non sempre sanno tutto dei loro figli, e magari ignorano verità importanti.  

Copertina dell’edizione italiana del 2024, foto di Elisabetta Noce.

Le 103 pagine del libro scorrono in fretta, come la bicicletta di Evie che sfreccia sul ponte Cayuga. Corre, corre, finché a un certo punto non corre più. “La famiglia è solo un incidente”, afferma Evie durante un dialogo con la madre. Cosa vorrà dire? C’è stato un incidente molto più preoccupante di quello in bicicletta per lei?  

Non è la prima opera di questa scrittrice che tratta il tema della famiglia apparentemente perfetta scossa da un “incidente”. Nel 1996 scrive Una famiglia americana, in cui, sempre in un giorno di festa, a San Valentino, la vita della giovane Marianne cambia drasticamente.  

Lo stile del romanzo è asciutto, crudo a tratti.  Con una brevità incredibile, Oates ci dimostra ancora una volta che le famiglie perfette non esistono, che non tutte le madri sono in grado di carpire i pensieri segreti delle loro figlie o non vogliono farlo. Arlette ha mille sospetti riguardo ai disegni e al comportamento della figlia, scostante e distaccato nei suoi confronti. Sospetta di chiunque, dei suoi compagni di scuola, della sua tutor, dei suoi nuovi amici. Eppure, non pensa mai a nessuno di famiglia. Perché, a volte, la soluzione più semplice porta le persone a lasciare la polvere sotto il tappeto, a fare finta di non vedere. Nelle famiglie americane come in quelle di tutto il mondo.  

Elisabetta Noce 

Fonti 

Oates, Joyce Carol. L’incidente in bicicletta, traduzione di Vidotto Carlo, Milano, Il Saggiatore, 2024.  

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