Emilio Salgari: il tragico destino di un genio  

La vita

Emilio Salgari nacque a Verona il 21 agosto 1862 e morì a Torino il 25 aprile 1911. Il padre, Luigi Salgari, era un proprietario terriero. La madre, Luigia Gradara, apparteneva a una famiglia benestante.  

Nel 1878 Emilio Salgari si iscrisse come uditore all’Istituto nautico di Venezia per diventare capitano. Purtroppo, però, non conseguì il diploma per ottenere la licenza, non presentandosi alla sessione d’esame. Al suo rientro a Verona, iniziò a lavorare come giornalista per le riviste La nuova arena e L’arena.  

Nel 1889, il padre Luigi si uccise gettandosi dal balcone della casa del cognato, poichè era convinto di avere una malattia incurabile.  

Nel 1893 Salgari si trasferì a Torino per collaborare con vari editori.  

Si sposò con Ida Peruzzi, attrice di teatro che lui chiamava Aida, affetta da disturbi psicotici e nevrosi.  Ebbero quattro figli, Fatima, Romero, Omar e Nadir, i cui nomi richiamano i mondi esotici e fantastici che rappresentano una parte fondamentale della sua opera letteraria.

Iniziò ad avere problemi economici e venne assalito dai creditori. Dovette scrivere, scrivere e scrivere ancora per poter pagare i debiti. Fumò e bevve tantissimo. La sua passione per la scrittura diventò la sua condanna e segnò inesorabilmente il suo destino. 

La moglie morì il giorno dopo le dimissioni dal manicomio di Collegno, nel 1922. La dicitura sulla cartella clinica sosteneva che fosse “migliorata”.  

Le opere

Salgari divenne celebre grazie al ciclo di opere sui pirati della Malesia (Le tigri di Mompracem, Le due tigri, Sandokan alla riscossa etc.) e sui pirati delle Antille (Il corsaro nero, Jolanda, La figlia del corsaro nero, etc), con eroi divenuti celebri anche grazie alle trasposizioni cinematografiche e televisive di grande successo. Si ricordano, a titolo esemplificativo, i film su Sandokan con Kabir Bedi e, di recente, la serie interpretata da Can Yaman e Alessandro Preziosi. Ma i cicli delle sue opere sono tantissimi: oltre a quelli già citati, sono celebri il ciclo dei Corsari delle Bermude, quello delle Avventure nel Far-West e altri, considerati minori, come I figli dell’aria.  

Tra i romanzi, si ricordano anche Le meraviglie del duemila, ambientato in un immaginifico futuro nell’anno 2003, e Cartagine in fiamme, romanzo storico in cui si narra della guerra punica, ma con numerosi elementi frutto dell’immaginazione dell’autore.

Le immagini di distruzione e di morte, incombente o scampata per un soffio, caratterizzano gli scritti di Salgari: è, quindi, un destino che sembra annunciato nelle stesse pagine che un lettore attento, o magari un amico, avrebbe potuto intuire o scorgere tra le righe.  

La morte

Salgari tentò il suicidio per la prima volta nel 1909, quando si gettò su una spada e venne salvato dalla figlia Fatima. Purtroppo, quel germe, quel pensiero fisso della morte non si placò in lui: continuò a cercarla disperatamente. Dunque, il 25 aprile 1911 uscì di casa molto presto, non prese un tram com’era sua abitudine, ma raggiunse il bosco in via San Martino-Villa Rey, dove aveva trascorso numerosi momenti di spensieratezza con la famiglia, e, drammaticamente, si recise ventre e gola. Una lavandaia trovò il suo corpo nel punto più alto della collina di San Martino a Torino, quasi come se, togliendosi la vita, volesse elevarsi al cielo. Si chiamava Luigia, proprio come la madre di Salgari, un altro tragico scherzo del destino.

Ai suoi editori, lasciò un biglietto con le seguenti parole:

Ai miei editori: 
A voi che vi siete arricchiti con 
la mia pelle mantenendo me e la mia famiglia 
in una continua semi-miseria od anche più, 
chiedo solo che per compenso dei guadagni 
che io vi ho dato pensiate ai miei funerali. 
Vi saluto spezzando la penna. 
Emilio Salgari 

Poco tempo prima, il 20 aprile 1911, Salgari aveva mandato una lettera all’editore Bemporad, chiedendogli 600 lire in cambio di cento cartelle; l’editore inviò i soldi, ma non gli arrivarono mai, perché si era già ucciso. 

Casa di Emilio Salgari in corso Casale, Torino. Crediti: archivio per terra e per mare, link: https://www.emiliosalgari.it/  

La tragica discendenza

Fatima Salgari morì di tubercolosi nel 1914, a soli 24 anni.  Romero si suicidò nel 1931 a 33 anni. Il figlio Omar scrisse una biografia del padre nel 1940, Mio padre Emilio Salgari. In quest’opera si intrecciano racconti di episodi realmente vissuti e ricordi creati dalla sua fantasia, che tendono a mitizzare la figura del padre. Nadir morì per un incidente in moto nel 1957. Omar si suicidò nel 1963. Mimmo Salgari, il figlio di Romero, ebbe due figli, Romero junior e Patrizia. L’ultimo discendente della famiglia salgariana, Romero Salgari junior, nel 1984 uccise una postina in pensione di settantadue anni, Lucia Valsania, in seguito a un litigio per motivi futili.  Si chiuse così la terribile storia della stirpe di Salgari, genio visionario e condannato a una sorte tragica.

Elisabetta Noce  

Fonti  

Voce biografica su Salgari Emilio, Dizionario biografico Treccani, ultima consultazione: 31/03/2026, link: https://www.treccani.it/enciclopedia/emilio-salgari_(Dizionario-Biografico)/  

Sito dedicato alla memoria di Emilio Salgari, ideato e gestito da Corinne D’Angelo, 24 agosto 1998, ultima consultazione: 31/03/2026, link: https://www.emiliosalgari.it/  

Rai news, “Morto l’ultimo Salgari: la saga di una famiglia maledetta”, 12/12/2022, ultima consultazione: 31/03/2026, link: https://www.rainews.it/tgr/piemonte/articoli/2022/12/morto-lultimo-salgari-la-saga-di-una-famiglia-maledetta-eedc4fd5-f5d4-4036-ba91-f1fccb1c285d.html

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Avatar di elisabettanoce5 elisabettanoce5 ha detto:

    Grazie a te per averlo letto ☺️

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  2. Avatar di Francesco Bianchi Francesco Bianchi ha detto:

    Grazie per averlo ricordato!

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