C’è qualcosa di misterioso nella relazione che intercorre tra una donna e il suo bagno. Non esistono limiti al peggio quando si parla di una donna che si chiude nella sua toilette di casa, perché sai come ci entra ma non sai come ne uscirà.
Il bagno è un luogo quasi magico per il genere femminile: racchiude incredibili arcani e da ogni cassettino spunta ogni tipo di creme, cremine, vasetti, tubetti, paste, bustine, campioncini, attrezzini, pennelli, pennellini, pennelloni, marchingegni vari, della maggior parte dei quali la stessa proprietaria non ricorda né la provenienza, né l’utilizzo.
Già a cominciare dal momento della doccia, una donna mediamente impiega 30/40 minuti solo per lavaggio e risciacq
uo. Se poi ha pure i capelli lunghi, apriti cielo. Nella doccia di una fanciulla troviamo ogni genere di prodotto, dai più comuni shampoo, balsamo e bagnoschiuma, ai prodotti per la cura dei capelli, come maschere, impacchi, gel ristrutturanti, fino ad arrivare alle creme post-doccia, per non parlare dei prodotti per la depilazione: rasoi, creme depilatorie, raschietti, schiume, spugnette… C’è n’è per tutti i gusti e tutte le tasche e quando una donna va a far la spesa e si trova davanti al reparto “bagno” non riesce a resistere. È una reazione involontaria dei neuroni addetti all’estetica e alla vanità, che iniziano a saltellare avanti e indietro come dei forsennati alla vista di tutti quei flaconcini colorati, urlando “COMPRALI! COMPRALI! TI SERVONO!”. Così la nostra donna X, abbagliata dalle luci al neon del supermercato e dall’euforia di provare un nuovo prodotto, spinta dalle promesse delle parole “ANTICELLULITE” e “RIPARA LE DOPPIE PUNTE”, comprerà qualcosa, inevitabilmente. Dopo di che, arrivata a casa, riporrà con cautela il flacone nuovo nel suo apposito scomparto, lo userà un paio di volte e, ben presto, se ne dimenticherà, così il grande assortimento continuerà a crescere esponenzialmente.
Finita la doccia, inizia il rito della crema corpo, seguito da quello della crema viso e poi, finalmente, arriva il momento di asciugare i capelli. Ecco quindi che entrano in scena phon dai colori sgargianti e spazzole di ogni forma e dimensione, spray protettivi, oli di semi di lino, cristalli liquidi per la lucentezza, schiume, lacche, districanti, arriccianti, liscianti, curvanti, mirabolanti… eccetera, e poi ancora piastre, ferri, arricciacapelli, e qualsiasi altro aggeggio costosissimo e utilissimo per rovinare le lunghe chiome. Però, in tutto questo, c’è un fascino irresistibile. Dopo almeno un’oretta, anche i capelli sono a posto, quindi si passa all’abbigliamento e al trucco.
Il make-up è una fase delicatissima, perché richiede un notevole sforzo creativo nell’abbinamento dei colori del vestiario e nella manualità di applicazione. Qui si apre un universo di dettagli e piccolezze, che nemmeno la più esperta in quest’ arte saprebbe descrivere esaurientemente. Basti dire che, in genere, tra fondotinta, cipria, terra, blush, ombretto, eyeliner, matita, mascara e rossetto, partono almeno altri 25 minuti.
Se il risultato è venuto bene al primo colpo, a seconda dell’occasione e del tipo di difficoltà del make-up, la donna sarà di buon umore per una buona mezz’ora (fatevela bastare, insomma). Se il make-up è venuto male… consigliamo caffé, sigaretta, un buon libro e una cospicua dose di pazienza. Sì, perché poi diventa una sfida con sé stessa e finché quella maledetta linea di eyeliner non sarà precisa e perfetta, la donna non uscirà dal bagno.
Terminata la critica fase del trucco, un ultimo tocco si aggiunge con gli accessori in coordinato e una goccia di profumo, che non può mai mancare, scelto tra un vasto assortimento di fragranze in botticine variopinte e accattivanti, accumulate negli anni.
Tutto ciò in quei 4 metri cubi di spazio, in cui non si riesce a capire come abbia fatto a entrarci lei, insieme a tutti i suoi prodotti.
Se parliamo poi di donne nei bagni pubblici, possiamo capire, ora, quanto possa essere difficile ambientarsi e sentirsi a proprio agio. Ecco perché le donne vanno in bagno insieme, per farsi coraggio. Oltre che, ovviamente, per reggersi la borsa, il cappotto, la sciarpa, le scarpe di ricambio, la busta della spesa e tenere chiusa la porta in caso non ci fosse la chiave. Tutto questo gli uomini non possono capirlo perché non ne hanno avuto mai esperienza, portando tutto in tasca e non dovendo chiudere la porta di un angusto bagno pubblico, sporco e maleodorante.
Il bagno altrui poi, per una donna, è come Narnia. A casa sua, nel suo bagno, ognuna sa esattamente cosa ci sia e dove sia (tranne quando è di fretta ed ha temporanee amnesie su dove si trovi qualsiasi cosa). Il bagno delle amiche, delle colleghe o di qualsiasi altra donna sembra sempre un universo parallelo, in cui sai che potresti trovare di tutto e magari anche qualcosa che tu ancora non hai. Ecco quindi che si risveglia la bambina che c’è in noi e con nonchalance curiosiamo con lo sguardo tra i prodotti in esposizione sulle mensole e sugli scaffali in giro per la stanza, mentre facciamo pipì.
In linea di massima, una donna è sempre molto fiera del suo bagno e della sua collezione di prodotti, sebbene il motivo di ciò vada al di là della comprensione umana; eppure ogni donna ha con il suo bagno un forte legame di appartenenza e complicità. È un po’ un fedele compagno di avventure che ci aiuta e ci capisce, anche nei momenti più importanti e delicati, ed ha sempre ciò che ci serve.
di Giulia Bobba
Pubblicato da giuliabobba
Intraprendente, estroversa, divertente, permalosa, solare, grintosa, ambiziosa, disordinata, impulsiva, emotiva, perfezionista, autoritaria, incostante, vanitosa, drammatica, sognatrice, romantica. Questi sono solo alcuni aggettivi che possono descrivermi. Sono una persona complicata ed eccentrica. Sono la pigrizia in persona ma amo avere mille cose da fare segnate sull’agenda (si, l’agenda, quella di carta. Non me ne separo mai). Sono tutto e il contrario di tutto, una contraddizione in termini ambulante.
Mi ritengono matura per i miei 20 anni, ma io, più che altro, mi reputo diversa. Sono stata educata “all’antica” ed ho avuto la possibilità di capire ed apprezzare molte cose (a differenza di altri miei coetanei) grazie a questo indirizzo formativo familiare, ma anche grazie alle esperienze che ho vissuto. Penso di poter vantare uno spiccato spirito critico ed una grande forza d’animo. Ho la brutta abitudine di contare su me stessa in tutto e per tutto e trovo difficile fare affidamento sugl’altri proprio a causa della mia indole autoritaria ed un tantino egocentrica. Mi piace fare il capo, data la mia attitudine alla leadership, ma preferisco essere un capo democratico, perché non sopporterei un “ammutinamento”.
La mia voglia di indipendenza mi ha portata ad affrontare una lunga esperienza negli Stati Uniti, tra i 17 e i 19 anni, durante i quali mi sono diplomata in Illinois ed ho frequentato un bimestre nell’Università di Edwardsville, Illinois, studiando lingue.
I miei anni in America sono stati per me, fino ad ora, i più importanti e formativi sia in campo scolastico ma, per lo più, in ambito personale e devo dire grazie ai miei genitori per questa opportunità, ma soprattutto, come sempre, a me stessa, per essere stata in grado di affrontarli al massimo delle mie capacità, nonostante varie difficoltà ed ostacoli. I miei ricordi più cari sono tuttora legati a quel periodo.
Dopo il mio ritorno in patria ho terminato nei tempi canonici il liceo linguistico, (diplomandomi alla faccia di chi diceva che non ce l’avrei mai fatta),e nel 2013 ho iniziato a frequentare il corso di laurea in mediazione linguistica presso l’Università di Torino. Non vado pazza per gli studi che ho scelto, anche a causa di problematiche legate alla gestione dell’Univeristà e al fatto che detesto studiare argomenti che non mi interessano. Inoltre ho una soglia dell’attenzione molto bassa e mi annoio troppo facilmente, tanto da addormentarmi a lezione (motivo per cui non frequento quasi nessun corso).
Per ora mi accontento di laurearmi il prima possibile e continuare per la mia strada, che spero mi porterà molto lontano, possibilmente all’estero, e chissà, sta volta, in quali vesti.
Sono molto flessibile in ambito professionale. Le mie aspirazioni sono ampie e la mia ambizione è in continua crescita, per questo ho difficoltà a prefissarmi un traguardo unico e non riesco a decidere cosa voglio fare “da grande”. Però il mio sogno (uno dei tanti, ma questo è quello più lungamente cogitato) è di diventare wedding planner ed event manager, aprire una mia agenzia in una grande città ed organizzare eventi e matrimoni di alto livello.
Certo è che, guardando al futuro, mi vedo innanzi tutto come una donna in carriera, ma non a scapito della vita privata.
Nonostante tutto, sono una sognatrice compulsiva, spesso con la testa fra le nuvole, distratta e incostante. Amo l’amore, ma penso che lui non ami me. Se mi chiedessero che favola Disney potrei essere, risponderei dicendo Cenerentola, anche se sarei una Cenerentola che, al principe, la scarpetta l’ha tirata in fronte.
Ho la passione per il lusso, lo shopping, la moda e tutto ciò che riguarda le dolci frivolezze femminili, ma spesso passo le mie giornate in pigiama, coi capelli sfatti e il viso segnato dalle occhiaie.
Sono una di quelle che “sì, l’aspetto conta e la prima impressione è fondamentale; ma ancora di più lo è ciò che siamo dentro.”
Amo leggere, scrivere, disegnare, cantare, ballare, guardare film di ogni genere; amo i negozi di arredamento e la creatività manuale, l’arte mi affascina ma sono troppo pigra per seguirla o andare in giro per musei. Adoro il cioccolato e la cucina è uno dei miei (innumerevoli e ingestibili) hobby. I cani sono i miei animali preferiti, senza distinzioni tra razze; sono animalista e ambientalista al punto giusto. Odio gli sprechi e le persone vuote, vittimiste e pessimiste. L’ottimismo è uno dei miei pregi migliori. Mi piace parlare e stare a contatto con la gente. Ho adorato il periodo in cui facevo la barista in un pub della mia città, proprio perché mi dava modo di farlo continuamente.
Senza dubbio viaggiare è la cosa che più mi appaga e mi rende felice al mondo. Credo che ogni viaggio, lungo o breve, e per qualsiasi motivazione, sia l’esperienza che maggiormente arricchisce la mente umana e ci faccia capire quanto c’è da scoprire intorno a noi. Ci fa sentire grandi, parti di qualcosa, ma, allo stesso tempo, troppo piccoli e insignificanti per avere qualsiasi importanza in un disegno più ampio.
Attualmente faccio parte del Leo Club, un’associazione internazionale di beneficenza, e ne vado fiera. Nel tempo libero faccio l’insegnate privata di inglese e materie umanistiche, e i “miei bambini” mi danno le più grandi soddisfazioni.
Sono una dei “veterani” di The Password e sono orgogliosa di fare parte di questo progetto e dei suoi sviluppi. Ho sempre voluto avere la possibilità di scrivere e pubblicare ciò che penso e farlo all’interno di un progetto così ambizioso, gestito da giovani, direi che è una grande opportunità.
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Since I feel like English is almost my mother tongue in some ways... I add another version of the above self presentation, in English.
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About me...
...there would be a lot to say... but...in synthesis
I live in Piedomont, Italy, I love reading books, music, cinema, art, and I have a passionate admiration for weddings. I want to become a wedding planner and event manager.
I have lived in Illinois, USA, for over a year and I remember that as the most important and life-changing experience of my life.
I love tattoos, Christmas and every american festivity, I am a fashion fan and I like everything connected to beauty and style.
I study languages at Univeristy of Turin and I write for "The Password", an online blog/news paper about culture and arts. I teach English and I am member of the Leo Club Interational of Santhià.
I am exteremely outgoing and I enjoy spending time with friends. I am also a solitary person when needed and I feel comfortable with that. I'm a leader-oriented person, I like being the boss, but I try not to be too bossy.
I am very lazy, but I love having many things to do and keep myself busy in projects and events.
I am everything and all the opposite of it.
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