I lego salveranno il mondo.
di Maria Beda
Si chiama Dispatchwork ed è un progetto che consiste nel riparare le crepe e, dove ciò sia possibile, danni maggiori ai muri della propria città. Il promotore principale di quest’arte popolare è Jan Vormann, scultore e docente di fisica applicata all’arte presso la Hochschule für Gestaltung di Berlino. Egli, dal 2007, si muove in giro per il mondo in cerca di elementi architettonici, case, muretti o ponticelli che siano, che hanno bisogno di una sistematina. Per ora, le città di Berlino, Amsterdam, Venezia, Tel Aviv e New York possono dirsi fortunate di possedere nella loro architettura urbana elementi che abbiano subito il restauro di Vormann. L’artista stesso sostiene che il suo progetto nasce dal desiderio di lasciare un segno, guarendo le ferite dei muri e aggiungendo un po’ di colore al grigio panorama della città. Finora questo curioso progetto ha coinvolto più di cento paesi: decine di persone condividono col mondo il loro intervento sul sito ufficiale. L’ideatore poi incoraggia tutti a partecipare, a patto che lo si faccia senza scopo di lucro: “Le istruzioni sono semplicissime: bisogna armarsi di pazienza e mattoncini. Non va usata colla o cemento: i pezzi devono incastrarsi, cercando la combinazione migliore usando forme e misure diverse. Servono tenacia e tempo: a volte si sta ore davanti alla stessa crepa, per capire quale tassello utilizzare”. Mi sono espressa impropriamente chiamando “Lego” i mattoncini colorati che Vormann utilizza per i suoi interventi, che in realtà “Lego” non sono perché, ahimè, usare “materiali di marca” è contro le regole del gioco! Fa parte del regolamento anche il non ingrandire, levigare o smussare le fenditure, permettere che i mattoncini possano essere tolti in ogni momento e alternare sempre i colori.


Bellissimo. Quando anche a Torino?
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Anche subito! Mattoncini in tasca e via! 🙂
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