Una figura scomoda. La vita di Tina Modotti

“Un mondo marcia verso il luogo dove tu andavi, sorella.

Avanzano ogni giorno i canti della tua bocca

nella bocca del popolo glorioso che tu amavi.

Valoroso era il tuo cuore.”

Questi sono alcuni dei versi che Pablo Neruda dedicò alla memoria di una donna coraggiosa e determinata, Tina Modotti, che per molti anni aveva militato in prima fila nel movimento comunista internazionale. Tina nasce in Italia il 17 agosto 1896 ed emigra negli Stati Uniti con la famiglia all’alba della prima guerra mondiale. In America si avvicina all’arte grazie al marito, un artista francese, il quale la inserisce nel panorama artistico di Los Angeles. La sua bellezza ed espressività le permettono di recitare a Hollywood in film muti, ma soprattutto diviene la musa di alcuni fotografi, rapiti dai tratti docili e allo stesso tempo forti di questa giovane donna.

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Tra questi fotografi vi era Edward Weston, con il quale Tina, dopo la morte del primo marito, si lega sentimentalmente. Con Ed si trasferisce in Messico, lì Tina rimane affascinata da un paese attraversato da fermenti politici e post-rivoluzionari. Tina e Edward si inseriscono nel contesto politico messicano e si avvicinano ad alcune figure di spicco del movimento comunista, come Frida Kahlo e Diego Rivera, accomunati anch’essi da forti ideali comunisti e dall’arte. Con l’aiuto di Weston, Tina approfondisce l’arte della fotografia, così la macchina fotografica divenne per lei lo strumento privilegiato non solo per la sperimentazione artistica ma anche per l’investigazione politica e sociale. Le fotografie di Tina Modotti, cadute per lungo tempo nell’oblio, sono infatti un straordinario esempio di denuncia sociale, condite di frequente con una forte valenza ideologica.

La sua partecipazione assidua al movimento comunista e la sua attività di fotografa impegnata, resero Tina una figura emergente nel panorama comunista internazionale. Oltre alla fotografia, Tina si impegnò in lotte politiche in tutto il mondo, in Messico, in Russia, in Spagna, dove la giovane rivoluzionaria si dedicava alla salvaguardia e al soccorso di perseguitati politici. Tina viene ricordata come una donna risoluta, determinata e dall’intelligenza vivace; forte dei suoi ideali si dedicò per tutta la sua vita alla politica, nonostante le persecuzioni e gli esili che la costrinsero a cambiare vita svariate volte. La fotografia non rappresentava per Tina arte fine a se stessa, ma uno strumento, molto spesso politico di denuncia e di testimonianza: le sue fotografie sono infatti un esempio di raffinata composizione, spesso con intrinseci messaggi sociali. Tina morì a Città del Messico il 5 gennaio 1942, per un arresto cardiaco, anche se le circostanze della morte rimangono incerte.

  Ottavia Dal Maso