Caduta libera: la rinuncia totale alla privacy può migliorarci?

N.B.: nota per il lettore. So che l’articolo è molto lungo, ma era difficile trattare un argomento simile in meno battute… Ad ogni modo queste brevi righe non sono che un’infarinatura generale di un topic sconfinato ed interessantissimo.

Qualche anno fa divenne molto popolare un particolare episodio di Black Mirror, la famosa serie antologica di Netflix. L’episodio in questione (stagione 3, episodio 1, chiamato “Caduta Libera”) è ambientato negli Stati Uniti in un futuro non troppo lontano in cui tutta la popolazione è iscritta ad un social network, e ad ogni individuo viene assegnato un punteggio, in grado di variare in base alle sue relazioni personali.
Accende qualche lampadina?
Tenete a mente l’episodio di Black Mirror per capire meglio il sistema di credito sociale.

I sistemi di credito sociale sono molto diffusi nel mondo, e la loro implementazione non è quasi mai un problema. La loro diffusione maggiore è riscontrabile nel campo tributario: in Italia, ad esempio, il sistema degli “Indici sintetici di Affidabilità Fiscale” dei contribuenti può essere assimilato ad un sistema di credito. I contribuenti che assolvono spontaneamente gli obblighi fiscali sono premiati, mentre quelli che mostrano maggiore resistenza e ostilità nei confronti del Fisco subiscono solitamente controlli più penetranti o sanzioni più severe.
Il “sistema di credito sociale” cinese, tuttavia, porta il sistema un passo più avanti. L’iniziativa del governo cinese ha l’obiettivo di sottoporre tutti i cittadini residenti in Cina (privati o imprese che siano) al controllo di tutte le loro attività quotidiane, affidando un punteggio ad ogni singolo individuo, variabile sulla base dei comportamenti e delle abitudini della persona. A partire da questo punteggio vengono poi previsti premi e punizioni di diversa natura.

Per farvi comprendere meglio come funziona e di cosa si tratta, facciamo un esempio. Tenete a mente che in Cina gran parte dei servizi digitali sono bloccati e per ogni servizio bloccato ne esiste una controparte approvata dal governo centrale di Pechino: così, invece di Google esiste Baidu; Google Maps viene sostituito da AutoNavi; al posto di WhatsApp c’è Weibo o WeChat; invece di GooglePay o ApplePay o PayPal esiste AliPay; Amazon viene sostituita da Taobao e AliExpress, ecc.
La maggior parte di questi servizi è controllata da Alibaba Group, un gigantesco colosso cinese dell’e-commerce, che si trova quindi a possedere una mole spaventosa di informazioni su quasi tutti i cittadini cinesi. Avendo ricevuto l’incarico nel 2015, sfruttando questi numerosissimi dati e informazioni (abitudini di acquisto online, transazioni, spostamenti con l’auto, dati dei motori di ricerca, conversazioni personali) Ant Financial e Alibaba hanno implementato un prototipo di sistema di credito sociale che sta riscuotendo notevole successo e sta raccogliendo risultati molto interessanti.
Così, un cittadino che passa molte ore del proprio tempo impegnato nei videogiochi online sarà valutato come pigro, e quindi con un punteggio più basso di altri; per inverso, chi compra molti pannolini sarà ritenuto un genitore, e quindi una persona più responsabile e assennata.

A partire da maggio 2018 hanno iniziato ad essere previste le prime restrizioni e punizioni per i cittadini con punteggio basso: esclusione da voli nazionali (ergo impossibilità di viaggiare), rallentamento della connessione ad internet, rifiuto di iscrizione a scuole private (dimostrando le ripercussioni negative non solo sul singolo, ma sulla sua intera famiglia), esclusione da hotel o lavori prestigiosi, iscrizione in una blacklist pubblica etc. Le punizioni sembrano essere svariate e – negativamente – fantasiose.
Nel frattempo, mentre per alcuni un punteggio basso ha iniziato a rappresentare un ostacolo, per altri è un motivo di vanto: su alcuni siti di incontri cinesi, infatti, gli utenti hanno iniziato a indicare nella propria “bio” i relativi punteggi, nella speranza di attirare partner della stessa “classe sociale” (distinzione non più fondata sulla ricchezza e sulla disponibilità economica, ma sul credito sociale).

Per ora il sistema non è ancora attivo, ma lo diverrà, secondo i piani del governo, nel 2020. L’applicazione futura del sistema sarà ancora più penetrante: verrà infatti tenuto conto di innumerevoli fattori, dai più semplici e immediati (ritardo nel pagare le bollette o multe) fino ai più invasivi e complessi (propensione a violare la legge o il buon costume). Quando il sistema entrerà in vigore, raggrupperà le persone in 4 aree principali: onestà negli affari di governo, integrità commerciale, integrità sociale e credibilità giudiziaria. Cosa questo significhi in realtà, rimane ancora un mistero.
Dove verrà stabilito il confine tra vita privata e vita pubblica? La riservatezza delle persone avrà ancora un senso? La rinuncia alla privacy potrà giustificare un generale miglioramento della vita?

Luca Negro

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