Italofonia

Oggi la lingua italiana risulta essere la terza per numero di madrelingua nell’Unione Europea. Per quanto nel mondo non sia certamente tra le più parlate – ricopre infatti il ventitreesimo posto in classifica – negli ultimi anni lo studio della nostra lingua nazionale sta diventando molto popolare all’estero, una vittoria per la “volgar lingua” che riapre la questione della cosiddetta italofonia.

Dati alla mano

Secondo il sito Italofonia.info l’italiano è:

  • 71 milioni di madrelingua
  • 3 milioni di studenti L2
  • Al primo posto come scelta di terza lingua straniera nel mondo (dati del 2018 Ministero degli Esteri)

Un rapporto del Ministero degli Esteri del 2018 intitolato L’italiano nel mondo che cambia ha evidenziato come la nostra lingua sia la quarta più studiata a livello globale, con il maggior numero di studenti provenienti da Germania, Australia, Francia, USA, Egitto e Argentina. Certamente ciò che ha avviato questo grande interesse per la lingua italiana sono stati i flussi migratori odierni e del secolo scorso. La diaspora italiana ha avvicinato moltissimo le persone straniere alla nostra cultura e, soprattutto, le generazioni figlie di migranti italiane hanno contribuito alla diffusione estera della lingua materna.

Italofonia ufficiale

Italia esclusa, le nazioni in cui la lingua italiana è ufficiale o co-ufficiale sono cinque: prima lingua in San Marino (100%) e Stato Vaticano (89%), terza in Svizzera (8,1%), Croazia (0,42%) e Slovenia (0.11%). Nella Federazione Elvetica l’area in cui viene parlata principalmente è quella del Canton Ticino e del Canton Grigioni, mentre per quanto riguarda Slovenia e Croazia gli italofoni sono concentrati principalmente nelle zone di Istria e Dalmazia, storicamente legate alla nostra storia nazionale fino al XX secolo.

Italofonia non ufficiale

La mancanza di ufficialità è forse l’aspetto più interessante dell’italofonia, perché ci permette di scoprire che l’italiano non è una lingua poco diffusa come prevede il luogo comune, bensì fonte di interesse e legami culturali anche con nazioni apparentemente distanti dall’Italia. Basterebbe pensare alla Presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola, di nazionalità maltese, ma con una padronanza dell’italiano ottima a tal punto da iniziarci il primo discorso a Strasburgo in onore del predecessore Sassoli (nonché successive interviste).

È proprio Malta una delle nazioni in cui la lingua di Dante ha riscontrato maggior successo: qui fu ufficiale fino al 1936 e, dopo qualche decennio di declino, è tornato in auge proprio grazie alla diffusione di programmi televisivi della Rai. A Malta è presente una delle sedi dell’Istituto Italiano di Cultura, organo periferico del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, ed è parlata a tal punto da non essere quasi più considerabile lingua straniera, siccome per diffusione è preceduta soltanto dalle due lingue ufficiali, inglese e maltese. Attualmente viene studiata nelle scuole e nelle università e il suo successo è dovuto principalmente alla diffusione mediatica attraverso televisione, radio e giornali.

Anche in Albania i mezzi di comunicazione di massa hanno avuto un ruolo determinante nella diffusione dell’italiano, combinati con i flussi migratori. Delle stime su base non censitaria sostengono che circa la metà della popolazione sappia parlare italiano ragione per cui, nel 2002, è stato avviato il Progetto Illiria: una collaborazione tra Italia e Albania che promuove l’insegnamento dell’italiano come prima lingua straniera nelle scuole dei distretti nazionali. Il programma è stato applicato a partire dall’anno scolastico 2006-2007 ed è stato rinnovato per ben tre volte, la più recente a maggio 2021. Essendo l’Italia il primo partner commerciale dell’Albania, possiamo comprendere quanto l’italiano possa ampliare le prospettive lavorative di un giovane studente. Inoltre, nella capitale è aperta dal 2017 la Scuola Italiana di Tirana ed è in continuo aumento il numero di ragazzi che si trasferiscono in Italia per proseguire gli studi universitari.

Anche in Bulgaria l’italiano viene imparato per ragioni lavorative, in quanto le relazioni commerciali tra i due Paesi sono sempre più intense da una trentina d’anni a questa parte. Anche in questo caso ci sono stati diversi accordi con scuole e università per la diffusione dell’italiano, anche con corsi di formazione a distanza. Inoltre, sono numerosissimi gli atenei italiani che intrattengono rapporti con le principali università bulgare, UniTo compresa. Nonostante l’offerta formativa sia molto ricca, bisogna comunque sottolineare che essa si concentra nei principali centri urbani, molto meno nelle aree rurali.

Principale promotore di corsi di italiano nel mondo e di accordi bilaterali per renderla prima lingua straniera è la Società Dante Alighieri di Roma, insieme agli Istituti Italiani di Cultura sparsi per il mondo. Tra le altre nazioni europee, la volgar lingua è popolare anche in Crimea, parte della Francia, Principato di Monaco, Serbia, Montenegro e Macedonia del Nord. In quest’ultima, l’offerta formativa dell’italiano L2 è molto ampia, comprende tutto il ciclo della scuola dell’obbligo e ben quattro atenei. Nell’università di Skopje vi è da venticinque anni una cattedra d’italianistica.

Italiano nel mondo

La diffusione dell’italiano a livello mondiale è decisamente ampia e l’emigrazione ha giocato un ruolo fondamentale: in Brasile lo Stato di San Paolo è quello con il maggior numero di italofoni; in Argentina è insegnato in 62 istituti di Buenos Aires e sono presenti ben 156 sedi della Società Dante Alighieri; in Giappone è in aumento il numero di studenti che richiedono l’insegnamento di italiano L2 ed è molto diffusa nelle facoltà umanistiche. E ancora Stati Uniti, Uruguay, Tunisia, Venezuela, Australia. Insomma. riassumere in pochi paragrafi la vastità della diffusione della lingua italiana è più che riduttivo.

Alla base di questa importante diffusione, diaspora a parte, vi è sicuramente un interesse per l’Italia e la sua cultura variegata, da secoli avvolta da un’aura affascinante per chi vive all’estero. Chissà cosa penserebbe il Sommo Poeta se potesse vedere che la sua volgar lingua oggi è sempre più amata.

Giulia Calvi

fonti: italofonia.info, Wikipedia

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