L’altra faccia dell’Erasmus

Il dietro le quinte poco raccontato

Chi non hai mai sognato di fare un’esperienza all’estero, fare un Erasmus e vivere nella propria città dei sogni? Partire per qualche mese e rivoluzionare la propria vita ha un qualcosa di affascinante, ma non è tutto rosa e fiori come può sembrare in apparenza.

In questo articolo non si vuole andare a contestare l’opportunità unica che l’Erasmus rappresenta per i giovani, aspiranti professionisti nell’immergersi in culture diverse, migliorare le proprie competenze linguistiche e costruire connessioni globali; tuttavia, dietro questo entusiasmo spesso esplicito, si ha un rovescio della medaglia tanto grande quanto l’esperienza stessa, fatto di problemi e difficoltà che molti studenti Erasmus affrontano silenziosamente.

1. La pressione finanziaria nascosta

Mentre l’Erasmus offre borse di studio e supporto finanziario, i costi associati a uno scambio internazionale possono essere ingenti e difficilmente percettibili all’esterno. Alloggio, trasporti, materiale di studio e la semplice vita quotidiana all’estero possono far salire i costi. Gli studenti spesso si trovano ad affrontare queste spese extra in modo silenzioso, cercando di equilibrare bilanci già tesi.

Ci si potrebbe chiedere perché allora non trovarsi un lavoretto? Tralasciando che non è una cosa così semplice neppure in Italia, in alcune università viene richiesta la presenza obbligatoria, pena esclusione dal corso in assenza di quest’ultima, con orari molto variabili e talvolta lunghi, quindi risulta difficile trovare un lavoro da conciliare con la frequenza e lo studio, contando che anche i datori di lavoro possono essere restii ad una programmazione così articolata.

2. Problemi di adattamento culturale

L’adattamento a una nuova cultura può essere una sfida enorme per gli studenti Erasmus, ma spesso questa difficoltà è nascosta dietro sorrisi e una facciata di sicurezza. La mancanza di comprensione della lingua locale o delle dinamiche sociali può far sentire gli studenti emarginati e isolati. Molti di loro lottano contro la solitudine e il senso di estraneità senza condividerlo apertamente con gli altri.

3. Lo stress accademico

Gli standard di insegnamento possono variare notevolmente da un paese all’altro, mettendo gli studenti sotto una pressione accademica che può essere difficile da comunicare agli altri, specialmente quando si cerca di mantenere una buona immagine. Bisogna tenere anche in considerazione che non tutte le università estere sono disponibili a venire incontro agli studenti internazionali offrendo dispense in inglese, o aiutandoli con dizionari di lingua agli esami, rendendo quindi il corso seguito una corsa ad ostacoli, tra comprensione e apprendimento.

4. La paura del fallimento

Partecipare all’Erasmus è un grande passo, e la paura di non avere successo o di non mantenere gli standard a cui ci si era abituati può essere un ulteriore peso che uno studente si trova ad affrontare in un Paese estero.

5. La ricerca dell’alloggio

Certo, vengono offerte possibilità di fare domanda agli alloggi studenteschi – che hanno comunque un numero limitato – ma non tutti si trovano a proprio agio in questo tipo di ambienti, che hanno regole talvolta ferree e dove la privacy può venire a mancare. Si passa, dunque, alla ricerca di un alloggio, magari piccolo, magari economico e talvolta condiviso, però non è così facile. Tra assicurazioni per il locatario, garanzie quattro volte più grandi dell’affitto stesso e una competitività di mercato elevata, la ricerca di un appartamento impiega diverse settimane, mesi talvolta, rischiando in certe situazioni di finire tragicamente in uno scam.

6. La burocrazia

Le procedure burocratiche per l’Erasmus possono essere un labirinto di documenti, scadenze e requisiti. Gli studenti devono gestire visti, permessi di soggiorno, documenti accademici e altro ancora per cui l’università di partenza non aiuta, creando una situazione di sconforto ed abbandono a se stessi che disincentiva a partire.

7. Le sfide al ritorno

Una volta terminato il periodo di scambio Erasmus e rientrati nel proprio paese d’origine, gli studenti spesso affrontano nuove sfide che possono essere altrettanto complesse e silenziose:

  • Reintegrazione sociale: Il ritorno in patria può portare a sentimenti di estraneità o di non appartenenza, poiché gli studenti potrebbero sentire che le loro esperienze all’estero li hanno cambiati e resi diversi dagli amici e dalla famiglia.
  • Valutazione accademica: Gli studenti potrebbero dover affrontare il processo di valutazione delle materie svolte durante l’Erasmus, la comparazione delle metodologie e degli standard accademici tra paesi diversi può complicare ulteriormente questa sfida, rendendo invalidabili crediti conseguiti che erano stati precedentemente approvati; l’ostacolo in quest’ambito consiste, però, pure nella lentezza delle segreterie nella conversione dei CFU, rischiando di far rimanere indietro gli studenti appena tornati con gli esami oppure di ritardare eventuali lauree ad esempio.

In conclusione, l’Erasmus è un programma di scambio culturale straordinario che offre molte opportunità agli studenti di tutto il mondo. Tuttavia, è importante riconoscere che ci sono sfide nascoste che gli studenti affrontano in silenzio durante questo periodo. Promuovere una cultura di supporto, sensibilizzazione e offrire delle risorse per gli studenti Erasmus è essenziale per garantire che l’esperienza sia positiva e arricchente per tutti coloro che vi partecipano. In questo modo, il lato oscuro dell’Erasmus può essere affrontato e mitigato, consentendo agli studenti di godere appieno di questa straordinaria opportunità di crescita personale e culturale.

Roberto Martorana

Immagine in evidenza da: https://klubpodroznikowbit.pl/2020/11/21/erasmus-czyli-jak-sprawic-aby-studia-byly-ciekawsze/

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