Fino al 2 febbraio 2025, la Project Room di Camera (Centro Italiano per la fotografia) di Torino ospiterà la mostra “Mimmo Jodice. Oasi“, in collaborazione con la Fondazione Zegna.
Si tratta di una mostra curata dal critico d’arte Walter Guadagnini, con la collaborazione di Barbara Bergaglio, responsabile del Dipartimento Archivi di Camera e docente di Storia della Fotografia all’Università degli studi di Torino.
A inizio XX secolo Ermenegildo Zegna fondò il suo Lanificio a Trivero (Biella) in Piemonte, con il sogno di produrre tessuti pregiatissimi. Pareva difatti che le acque del territorio fossero particolarmente utili per la lavorazione della lana, anche se successivamente la globalizzazione ha spostato altrove il primato della produzione di questi tessuti.
Sotto la guida della quarta generazione della famiglia, il marchio Zegna si afferma oggi come leader nel settore dell’abbigliamento maschile di lusso, in particolar modo nella produzione di lana e cashmere.
Il gruppo ha creato una Fondazione che ha una missione culturale improntata alla salvaguardia dello spirito del fondatore, essendo il marchio divenuto ben presto un vanto del Made in Italy, conosciuto a livello mondiale per la qualità dei materiali e per l’approccio attento alla produzione in perfetta armonia con la natura.
È di notevole importanza difatti l’aspetto green dell’azienda: la collina dietro l’azienda, devastata negli anni dalla costruzione e dal passaggio delle strade, oggi può contare sulla piantumazione di ben 500mila conifere e rododendri, e sulla Panoramica Zegna, un’arteria stradale elegante, che congiunge Biella ad Aosta, voluta dall’imprenditore tessile Ermenegildo Zegna.
Da qui la nascita di Oasi Zegna, un immenso parco dove sono state disseminate opere d’arte self-specific di grandi autori. Possiamo citare ad esempio Daniel Buren, autore contemporaneo che ha montato un percorso di bandiere e tessuti che vengono agitati dai moti del vento, rendendo così visibile un elemento naturale del paesaggio al quale di solito non si presta sufficiente attenzione.
La fondazione Zegna, nel suo lavoro di mecenatismo culturale, si è anche interessata alla fotografia, valorizzando in modo particolare l’opera di Mimmo Jodice.
Mimmo Jodice (Napoli, classe 1934) è uno dei protagonisti della fotografia italiana tra XX e XXI secolo.
Attivo dagli anni Sessanta, la sua ricerca è inizialmente incentrata sul clima sociale e culturale della sua città di origine, e in un secondo momento sul paesaggio urbano contrapposto a quello naturale.
Il suo progetto, nonché volume, Mediterraneo, gli ha consentito di dedicare un focus particolare alla storia dell’area mediterranea, custode di patrimoni identitari ricchissimi, protettrice dell’anima, della memoria e delle origini di Francia, Spagna, Italia, Grecia, Turchia e molte altre realtà.
La mostra presenta delle immagini appartenenti alla serie realizzata da Jodice in sole due settimane, tra il 2007 e il 2008, in occasione di una committenza ricevuta dalla fondazione Ermenegildo Zegna.
Il corpo totale conta 64 fotografie, di cui in Camera esposte 36 – per la maggior parte inedite –, in formato 30×40. Tutte le opere esposte sono gelatine ai sali d’argento vintage, stampate dall’autore nel 2008.
L’artista fotografa tre siti, e ciò è il motivo per cui non è stato ritenuto opportuno accompagnare le immagini dalle didascalie: la villa di Ermenegildo Zegna, non più abitata dopo la scomparsa di lui e dunque conservata come casa-museo, lo spazio del lanificio e l’Oasi esterna.

Negli spazi chiusi del lanificio, Jodice non fa un reportage di tipo industriale, ma lavora su atmosfere sospese. Sono fotografie senza tempo, volte a quello che lo stesso autore definisce lo spirito del “perdersi a guardare”, e così anche le fotografie dell’Oasi.
Gli interventi di Jodice mostrano grande esperienza, competenza e maestria. Si tratta certamente di una fotografia estremamente personale in cui è possibile ritrovare e leggere tutta la poetica di Jodice e la sua abilità nel trasformare le immagini di paesaggi naturali o oggetti concreti (come i macchinari di fabbrica e interni casalinghi) in visioni metafisiche sospese nel tempo e nello spazio.
Greta Sberna
Fonte immagine in evidenza: camera.to

