Lo spirito romantico che nacque in Gran Bretagna nel periodo in cui visse William Blake (1757-1827) derivò da tutta una serie di componenti socio-culturali: la pesante sconfitta nelle guerre d’indipendenza americane, le difficoltà dei lunghi scontri con la Francia, i disordini politici interni alla nazione e la diffusione sempre maggiore del ritmo frenetico dovuto alla crescita dell’industria e alle sue innovazioni tecnologiche.
Gli anni dei conflitti, della violenza brutale e dei mancati sogni di libertà sembravano inaugurare un nuovo periodo storico. Erano diffuse le profezie bibliche che annunciavano la fine del mondo sempre più vicina.
Gli artisti diedero espressione visiva a questo senso di catastrofe incombente, riflettendo le paure del loro tempo.
Con la critica sempre più forte agli ideali dell’Illuminismo e del progresso, l’irrazionale e il soprannaturale si presentarono come temi ben più seducenti.
Blake e i suoi contemporanei fornivano una risposta a un mondo in continuo rinnovamento, proponendo una nuova spiritualità costruita sui temi del fantastico e dell’emotivo come nuova via di evasione, creando un’arte che potesse suscitare nuove emozioni come la meraviglia e lo spavento e aprendo per sé e per gli altri artisti romantici nuove possibilità immaginative.
Blake viveva a Londra e faceva anche l’incisore per sostenere i propri progetti artistici; spesso, lavorando fino a tarda notte, escogitava nuove tecniche di stampa e di pittura per esprimere in modalità sempre nuove la sua immaginazione.
Radicava la sua opera nelle sue profonde convinzioni religiose e nei suoi credo personali.
In vita si oppose sempre a qualsiasi forma di autorità imposta: nel 1803 fu addirittura accusato di lesa maestà per essersi espresso in maniera sovversiva con affermazioni che si riteneva celassero intenzioni traditrici verso la Corona (venne poi assolto dalle accuse dal tribunale di Chichester).
La sua scrittura contro ogni forma restrizione del diritto alla piena libertà non fece sconti nemmeno alla Chiesa, come ci ricordano i versi nella celebre opera del 1794, Songs of Experience.
È bene sottolineare che nonostante gli attacchi di Blake alle tradizioni cristiane fossero percepiti come sconvolgenti per la sua epoca, il suo rifiuto non era rivolto alla religiosità in toto, bensì alla soppressione dei desideri naturali e alla condanna verso le gioie terrene, aspetti del modo di vivere la fede che egli contestava fieramente.
Il suo desiderio di essere riconosciuto come artista di importanza nazionale rimase però insoddisfatto e la sua opera venne largamente sottovalutata mentre egli era in vita.
I temi cupi della prigionia, lo squilibrio, l’orrore, l’alienazione e la malattia, così come le immagini della natura distorta grazie alla rappresentazione non lineare di proporzione, luce e spazi, consentirono a Blake di provocare negli spettatori forti reazioni sul piano emotivo non semplicemente legate all’arte esteticamente “bella”, alla quale il pubblico era abituato.
Blake prediligeva soggetti vicini all’inquietante, corpi contorti e conturbanti, la raffigurazione del mostruoso e del tormento, del soprannaturale e del fantastico declinato al regno delle fate e degli spiriti.
Altro tema centrale della sua arte fu il gotico.
Blake incontrò l’arte gotica per la prima volta da giovane apprendista-incisore cui era affidato il compito di disegnare tombe nell’Abbazia di Westminster; in un secondo momento, l’approfondì con uno studio ravvicinato la struttura delle chiese gotiche, alla ricerca delle qualità evocative di antiche rovine e castelli.

Nel 1824 a Blake fu affidato l’incarico di illustrare il capolavoro dantesco, l’Inferno, con il proposito di ricavare una serie di incisioni, rimaste però incompiute a causa della morte sopraggiunta dell’artista solamente tre anni dopo (oggigiorno ci rimangono un centinaio di acquarelli in diversi stati di elaborazione; da questi sono state realizzate sette incisioni).
Negli ultimi anni di vita trascorsi a raffigurare i tormenti dei gironi infernali danteschi, le regole sconosciute del destino, della morte e della rivelazione diventarono tema centrale per la rappresentazione di un’opera meravigliosa.
Dove: Reggia di Venaria (Venaria Reale).
Quando: 31 ottobre 2024-2 febbraio 2025.
Greta Sberna


Mente eccelsa nell’ambivalenza della sua arte
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🎀 Personaggio eccellente e scomodo ~ Artista libero e versatile.
Buona giornata!
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