Unbelievable è una miniserie statunitense di otto episodi trasmessa su Netflix dal 2019, basata su The Marshall Project, il pezzo vincitore del premio Pulitzer per il miglior giornalismo investigativo pubblicato da ProPublica di T. Christian Miller e Ken Armstrong, e un episodio del programma radiofonico This American Life. La serie riporta la storia di alcune vittime di una serie di stupri avvenuti negli Stati di Washington e Colorado tra il 2008 e il 2011.
La serie alterna il caso di Marie Adler ai casi di altre donne e alle indagini di due detective che hanno portato all’arresto del colpevole. Le due agenti si sarebbero conosciute per una pura coincidenza: il marito di Karen Duvall, al quale la detective racconta l’aggressione di una ragazza, faceva il poliziotto per un altro distretto dove aveva sentito parlare di una violenza sorprendentemente simile. Questo portò Duvall a mettersi in contatto con Grace Rasmussen: la cooperazione dei due diversi dipartimenti portò le due detective, dopo quaranta giorni di indagini, all’arresto di Marc Patrick O’Leary, autore dei reati. Si trattava di un veterano dell’esercito statunitense che aveva prestato servizio in una base militare vicino a Tacoma, Washington. Le detective svilupparono il sospetto che potesse essere un poliziotto o un militare grazie all’attenzione dimostrata dal soggetto nel ripulire la scena del crimine dalle proprie tracce.
O’Learly, che si dichiarò colpevole di molteplici stupri, fu condannato al massimo della pena: 327 anni e mezzo di prigione in Colorado e 68 anni e mezzo nello Stato di Washington. Il modus operandi identificato dagli agenti era sempre lo stesso: infrazione in proprietà privata da una finestra o altro ingresso lasciato aperto, passamontagna nero che gli copriva il volto, un coltello o un’altra arma come minaccia, lacci di scarpe o nastro per legare i polsi della vittima, la violenza perpetuata per ore, scatti con la macchina fotografica (grazie ai quali fu possibile riconoscere le diverse vittime). L’uomo faceva spogliare le vittime dopo averle costrette a indossare delle calze a rete di pizzo bianco: alla fine dei rapporti sessuali, l’aggressore sottraeva alle vittime la biancheria intima, un viscido “souvenir” di cui faceva collezione, e ordinava loro di fare la doccia, ammonendole a chiudere le finestre e stare più attente. Si portava dietro uno zaino e, segno distintivo utile alle indagini, aveva una voglia sul polpaccio sinistro.
Tre anni prima Marie Adler, una ragazza di diciotto anni, aveva denunciato una violenza sessuale nella sua abitazione, a Lynnwood. Il suo vero nome per privacy non è stato reso noto, si presume che Marie sia il suo secondo nome. Per la mancanza di prove schiaccianti e per il passato della giovane la polizia inizialmente pensò che la ragazza si fosse inventa la storia: era stata in affidamento presso molte famiglie subendo maltrattamenti, prendeva anti-depressivi da quando aveva otto anni e le stesse due ultime madri affidatarie, con cui aveva un bel rapporto e che oggi ha perdonato, nutrivano dubbi sulla sua testimonianza. Marie si sentì costretta a ritrattare e dichiarare di aver mentito: fu accusata di falsa testimonianza e costretta a pagare una multa di 500 dollari. L’attrice che la interpreta nella serie, Kaitlyn Dever, per la sua straordinaria performance ha ricevuto una nomination al Golden Globe Award e una al Critics Choice Television Award. La vera Marie avrebbe dichiarato di aver visto la serie, di aver pianto molto e apprezzato la sua interpretazione, soprattutto nella scena in cui ritratta la sua confessione. Più tardi, nel 2013, la polizia di Lynnwood ha pagato a Marie un risarcimento di 150 mila dollari per il modo in cui era stata trattata dagli agenti assegnati al caso della causa che aveva intentato, oltre alla restituzione della multa. Oggi lavora come camionista a lungo raggio.
Nella serie viene dichiarato da una delle detective che uno studio svolto in Florida su agenti che picchiano le mogli rivela che il 30% di loro mantiene il lavoro. Possiamo immaginare che nella realtà non sia tanto diverso. D’altronde il caso di Marie ha portato alla luce una percentuale assurda: la polizia di Lynnwood, tra il 2008 e il 2012, aveva etichettato il 21% dei casi di stupro come infondati (cinque volte la media nazionale per comuni di dimensioni simili). Oggi sono stati adottati nuovi metodi di addestramento per indagare sui casi di violenza sessuale e, per accusare una vittima di stare mentendo, serve disporre di una prova definitiva a sostegno.
Nicole Zunino
Fonti:
https://it.wikipedia.org/wiki/I_casi_di_stupro_seriale_negli_Stati_di_Washingon_e_Colorado
https://it.wikipedia.org/wiki/Unbelievable_(miniserie_televisiva)
https://www.womenshealthmag.com/life/a29037109/marie-unbelievable-netflix-real-person/
