Remigration Summit: l’estrema destra a 150 km da Torino 

Sabato 17 maggio, a Gallarate (VA), si è tenuto il primo “Remigration Summit” europeo: raduno dell’estrema destra internazionale dedicato alla promozione della remigrazione. Con questo termine si indica il rimpatrio forzato di immigrati, anche se regolari, naturalizzati o nati in Europa. 

L’evento, inizialmente previsto nella città di Somma Lombardo, è stato spostato dopo il rifiuto della struttura ospitante. Il sindaco Stefano Bellaria (Pd) ha motivato la scelta dichiarando di avere un’idea diversa di Europa. Alla fine, il summit si è svolto presso il Teatro Gassman (Gallarate), attirando l’attenzione dei media, la protesta della società civile e la mobilitazione dei partiti di sinistra. In quanto “evento privato” si sottolinea l’impossibilità di vietare l’iniziativa legalmente: l’ingresso prevedeva infatti l’acquisto di biglietti regolari, che andavano da un minimo di 40€ a un massimo di 250€ — con cena e pernotto.

L’iniziativa è stata organizzata e promossa da Martin Sellner, 36 anni, ideologo del Movimento Identitario Austriaco, già bandito da diversi Paesi europei per incitamento all’odio. Con lui, figure della destra radicale provenienti da Francia, Belgio, Olanda e Irlanda. La presenza quasi esclusiva di speaker molto giovani — il più “anziano” risulta essere proprio Sellner — denota come le idee radicali stiano facendo breccia anche tra le nuove generazioni europee. In collegamento video, ricordiamo anche l’intervento di Roberto Vannacci, europarlamentare della Lega, che ha definito la remigrazione “una risposta concreta” al presunto fallimento dell’integrazione.

Crediti: Les 4 Vérités Hebdo
https://les4verites.com/rt-by-jylgallou-%E2%9C%88%EF%B8%8F-the-remigration-summit-2025-has-come-to-an-end-%F0%9F%94%A5-what-an-incredible-experience-from-%F0%9F%87%AB%F0%9F%87%B7-jean-yves-le-gallou-to-%F0%9F%87%A6/

Il concetto di remigrazione promosso in questa sede non si limita all’espulsione dei migranti irregolari: il summit ha invocato il ritorno forzato anche per cittadini europei se considerati “non assimilabili” culturalmente.

Questa visione si inserisce pienamente nel quadro della “Teoria della Grande Sostituzione”: una narrazione complottista secondo cui il calo demografico dei “popoli nativi” europei e l’immigrazione da Paesi extraeuropei — soprattutto da Africa Settentrionale e Medio Oriente — farebbero parte di un piano deliberato per sostituire l’identità occidentale. Sebbene si tratti di una tesi infondata, essa risulta essere sempre più diffusa nei discorsi dell’estrema destra internazionale. Anche il Presidente statunitense Donald Trump ha più volte parlato apertamente di voler attuare “deportazioni di massa”, soprattutto in corrispondenza con la sua ultima campagna elettorale.

La risposta al summit non si è fatta attendere: varie manifestazioni si sono svolte a Gallarate, Busto Arsizio e Milano. A San Babila (MI), in particolare, la segretaria del PD Elly Schlein e il segretario generale della CGIL Maurizio Landini hanno partecipato al corteo e hanno ribadito il rifiuto di ideologie “distorte”, difendendo l’idea di un’Europa aperta, inclusiva e democratica. La tensione, però, è cresciuta durante le proteste: a Milano si sono verificati scontri tra manifestanti e forze dell’ordine. Inoltre, alcuni esponenti della Lega hanno provocatoriamente definito i cortei antifascisti “più pericolosi del summit stesso”.

Il “Remigration Summit” non è stato un evento isolato: esso non deve essere considerato come un semplice raduno di idee, ma come un tentativo di influenzare l’agenda politica europea e di normalizzare concetti pericolosi. In un’epoca in cui l’Unione Europea discute su una possibile riforma strutturale delle politiche migratorie, eventi come questo determinano il rischio che pensieri antidemocratici possano infiltrarsi nel dibattito istituzionale, legittimando pratiche di esclusione etnica o culturale. 

Oltre a sottolineare l’incompatibilità dell’idea alla base del summit con i principi dello Stato di Diritto, dobbiamo evidenziare anche una corrispondenza amara: il 17 maggio si è anche celebrata la Giornata contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia. Mentre in tutta Europa si sono celebrati i diritti e la dignità delle persone, nel Varesotto si è discuteva di come rimuovere individui ritenuti “non compatibili” con la società occidentale. 

Questo contrasto è la rappresentazione di una frattura profonda che attanaglia l’Europa: da un lato chi lavora per una società più aperta e difende la dignità umana, dall’altro chi vuole essenzialmente costruire muri. Spetta quindi a ciascuno di noi decidere quale idea di “Europa” vogliamo difendere.

Susanna Fazzi

Fonti:

Remigration Summit: estrema destra favorevole ai rimpatri forzati riunita a Gallarate https://it.euronews.com/my-europe/2025/05/17/remigration-summit-estrema-destra-europea-favorevole-ai-rimpatri-forzati-riunita-a-gallara 

Remigration Summit 2025: la destra radicale europea si dà appuntamento in Italia https://eurofocus.adnkronos.com/politics/remigration-summit-2025-la-destra-radicale-europea-si-da-appuntamento-in-italia/ 

Le polemiche intorno al Remigration Summit https://www.ilpost.it/2025/05/17/remigration-summit-gallarate/ 

Remigration Summit, Piantedosi: «Non avere paura di idee forti». https://www.ilsole24ore.com/art/cos-e-remigration-summit-e-chi-e-leader-italiano-AHW6YZn

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