Liste d’attesa: quando curarsi diventa una corsa a ostacoli

Ti svegli con un dolore sospetto. Niente di grave, forse. Il medico ti consiglia un controllo rapido. Il codice è urgente, ma alla prenotazione ti rispondono che “l’agenda è chiusa”. Dopo vari tentativi, ti offrono un appuntamento tra quattro mesi. Oppure domani… a pagamento.

È una scena che milioni di italiani conoscono. E non si tratta di sfortuna: è diventata la nuova normalità. Una visita urgente rinviata di mesi, un esame diagnostico atteso troppo a lungo, una prenotazione che “non si può fare”. La sanità pubblica promette tempi certi, ma spesso non li rispetta e chi non può permettersi il privato, rinuncia a curarsi.

Secondo Altroconsumo, il 52% delle visite specialistiche e il 36% degli esami diagnostici nel 2024 non hanno rispettato i tempi massimi previsti. In alcune zone, una mammografia può richiedere oltre due anni d’attesa e, nel frattempo, quasi 6 milioni di italiani hanno saltato esami o visite per via di attese o difficoltà di accesso.

Le cause? Tante, ma non nuove. La pandemia ha aggravato un sistema già fragile, lasciando milioni di prestazioni arretrate. Molti ospedali non hanno recuperato il ritmo pre-Covid, complice la carenza di personale e le difficoltà organizzative. Inoltre, ci sono le strutture private accreditate, che ricevono fondi pubblici, ma in molti casi privilegiano le visite a pagamento, più redditizie rispetto a quelle in convenzione.

Un’altra pratica scorretta ma diffusissima è quella delle “agende chiuse”. Se una struttura non ha disponibilità, dovrebbe indicare la prima data utile, anche se lontana. Tuttavia, in molti casi blocca del tutto le prenotazioni, impedendo al cittadino persino di mettersi in lista. Il risultato è che chi ha bisogno resta in un limbo, senza sapere quando potrà ricevere cure, e sovente, a furia di insistere, sceglie di pagare.

Per legge, le prestazioni sanitarie devono essere garantite entro tempi precisi, in base al codice di priorità: 72 ore per le urgenze brevi, 10 giorni per le differite, 30 o 60 per le meno gravi. Eppure le scadenze sono largamente disattese, i controlli scarsi, chi dovrebbe vigilare, spesso non interviene e i cittadini non sanno a chi rivolgersi o come difendersi.

Nel 2024 il governo ha varato un decreto per combattere le liste d’attesa, prevedendo sanzioni per le agende chiuse, incentivi per le prestazioni extra e una Piattaforma nazionale per il monitoraggio. La piattaforma, però, funziona a rilento, con dati incompleti e aggiornamenti a singhiozzo. Le sanzioni? Sulla carta. Le regioni? Molte fanno il minimo, poche provano a invertire la rotta.

Intanto, i cittadini si arrangiano. Pagano, aspettano o rinunciano sempre più spesso. E così, quella che doveva essere una sanità universale e accessibile diventa una corsa a ostacoli, dove chi può spende, e chi non può rimanda, si affida al caso o smette di curarsi.

È una frattura silenziosa, ma profonda. La salute diventa diseguale, il sistema perde credibilità, e il principio su cui si regge il nostro Servizio Sanitario Nazionale — la parità di accesso alle cure — si svuota.

Servono fondi, certo, ma anche regole chiare, controlli veri, trasparenza, digitalizzazione e una volontà politica che metta il cittadino al centro. Non bastano i proclami: bisogna garantire ciò che si promette, poiché non è corretto dover scegliere tra aspettare mesi o mettere mano al portafoglio per una visita essenziale.

Chi ha bisogno di cure non può restare in lista d’attesa. Né oggi, né mai.

Sara Gadda

Fonti:

https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/sanita-liste-d-attesa-visite-ed-esami-ecco-perche-sono-sempre-piu-lunghe/316d104e-a573-11ed-80b7-8ecdec86f310-va.shtml

https://www.ilmessaggero.it/italia/liste_attesa_visite_ritardi_trucchi_pre_liste_agende_chiuse_prenotazioni_bloccate-9123031.html

https://www.ilsole24ore.com/art/liste-d-attesa-lunghe-salta-code-agende-chiuse-cosi-ci-si-puo-difendere-AGGF7P0C

https://www.rainews.it/tgr/piemonte/articoli/2025/06/liste-dattesa-come-accorciare-i-tempi-quando-sono-troppo-lunghe-e8e1564f-02a3-4374-892a-2020e53cafa5.html

https://www.altroconsumo.it/salute/dal-medico/news/italiani-liste-attesa-sanita

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