Tante promesse, poche coperture: lo psicodramma della legge di bilancio

In Italia c’è una tradizione che arriva immancabile in concomitanza con le ultime due settimane di dicembre. Non si tratta del Natale, del Capodanno o del presepe, sebbene quest’ultimo sembri interessare tanto questo governo (malgrado le origini palestinesi della Sacra Famiglia).

L’appuntamento annuale in questione è l’approvazione della legge di bilancio, il provvedimento economico più importante dello Stato: la legge in questione, infatti, è presentata dal governo al parlamento, in maniera simile a un decreto legislativo, e sta alle camere discuterla, emendarla e approvarla, prima della firma del Presidente della Repubblica. L’approvazione entro fine anno è essenziale, poiché in caso contrario scatta l’esercizio provvisorio del bilancio, ossia un blocco di tutti i pagamenti statali che non riguardino infrastrutture essenziali, simile al government shutdown statunitense. Per via della delicatezza della legge in questione e dell’annosa faccenda delle coperture, la legge di bilancio è un busillis centrale nella vita politica del nostro Paese.

Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Antonio Tajani presentano la legge di bilancio. Cortesia di Panorama.
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Il gabinetto Meloni, si sa, non è diverso dai predecessori in quanto a promesse non mantenute: rialzo delle accise, contrazione della spesa, mancato rinnovamento della legislazione fiscale sulle imprese e molto altro. I problemi che il nostro Paese deve affrontare in questo senso sono due: la mancanza di coperture e la scarsa lungimiranza nell’attività politica.

Con le varie privatizzazioni degli anni ’90 e con la fine dell’industria di massa, l’Italia è diventata – come spesso si sente dire – un Paese di Pmi (piccole e medie imprese), con la promessa che questo avrebbe permesso uno sviluppo più organico delle economie locali. Ovviamente non è stato così e gli aumenti di inflazione e disoccupazione hanno portato a una crisi del settore, obbligando lo Stato a tassazioni sempre maggiori e, di pari passo, a concessioni man mano più generose, soprattutto in termini normativi. Il lavoro nero e l’evasione fiscale, grandi cancri dell’economia italiana, si sono metastatizzati e creano un ammanco di bilancio annuale che supera i 200 miliardi di euro, con oltre tre milioni di lavoratori “irregolari”, i quali si sommano, o ne fanno parte, agli oltre 15 milioni di residenti in Italia che sono sotto la soglia di povertà assoluta o relativa. Questi soggetti, fragili e a rischio, sono un fronte di spesa pubblica che va a sommarsi al monte pensionistico, che occupa l’80% degli oltre 400 miliardi di euro di spesa previdenziale nel 2024. Questa voragine di spesa pubblica (comunque insufficiente), già indebolita dall’economia sommersa, è ulteriormente resa precaria dall’istituto delle regioni a statuto speciale, che non sono tenute a comunicare l’importo esatto delle trattenute sulle imposte versate dai propri cittadini alla ragioneria di Stato o all’Agenzia delle Entrate, rendendo ancor più difficoltoso compilare previsioni di spesa attendibili.

Indice medio dei salari reali nei Paesi ad economia avanzata del G20. Cortesia di Format Research.
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In uno Stato con un mercato del lavoro in salute, l’enorme buco della spesa previdenziale sarebbe compensato dal gettito fiscale derivante dai contributi, ossia la quota trattenuta dagli stipendi per pagare i servizi, ma a minare questo meccanismo ci sono la precarietà dei contratti a tempo determinato, il lavoro nero e altri fenomeni endemici legati allo sfruttamento. Non a caso, proprio l’Italia ha i salari reali più bassi fra tutti i Paesi a economia avanzata del G20.

Con la legge di bilancio del 2026, il governo Meloni promette ulteriori defiscalizzazioni e riduzione del cuneo fiscale, erodendo ancora di più le casse dello Stato, assicurando al contempo che l’erogazione del “bonus bebè” e dell’assegno di inclusione non cesserà. Nel frattempo, però, nel biennio 2023-2025 il gabinetto Meloni ha già tagliato 13 miliardi di euro nella sanità e più di 600 milioni nell’istruzione – il tutto mentre la spesa militare arriva al 2% del PIL, ossia circa 44 miliardi di euro. Tutte queste misure di austerity sono un indice del secondo problema summenzionato, ossia la scarsa lungimiranza di queste politiche. Il bisogno di dare prontamente una legge di bilancio che risponda all’agenda attuale (nonché alla mostruosa crisi finanziaria in cui versa il Paese) impedisce una programmazione di spesa a lungo termine, con investimenti di miglioramento della qualità della vita specialmente a favore dei giovani, fascia particolarmente colpita. Ce lo dicono i numeri: oltre 93.000 gli italiani tra i 18 e i 39 anni che nel solo 2024 hanno trasferito la propria residenza all’estero, un incremento del 107% rispetto ai 45.000 del 2014, compensato solo circa del 25% da un rientro di 22.000 appartenenti alla stessa fascia di età. Un fenomeno che preme sull’acceleratore dell’invecchiamento demografico, che pare ben lontano dall’essere risolto.

Espatri al netto dei rimpatri tra il 2008 e il 2024. Cortesia di Osservatorio CPI.
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In conclusione, la legge di bilancio è un nodo fondamentale della vita politica del Paese anche per il drammatico polso della situazione economico-finanziaria del Paese che fornisce e di cui nessuna delle parti politiche vorrebbe doversi far carico. Non è un caso che l’opposizione sia così letargica e che non appaia particolarmente interessata a far cadere il governo in carica. Il disinteresse progressivo dell’elettorato alla vita politica italiana è dovuto anche a questa percepita mancanza di senso di responsabilità e di capacità di previsione, che sembra riguardare l’intero emiciclo parlamentare. Una stagnazione a cui nessun governo dà risposta e che contribuisce a creare uno scollamento sempre maggiore tra istituzioni e cittadinanza, ormai abituata alla corsa alla legge di bilancio di fine anno. Uno spettacolo che ogni anno si ripete, penoso e immutabile.

Vincenzo Ferreri Mastrocinque

Fonti

Amato Rosaria, L’economia in nero sfiora i 217 miliardi. Oltre 3 milioni i lavoratori irregolari, La Repubblica, 17/10/2025, consultato il: 29/12/2025. https://www.repubblica.it/economia/2025/10/17/news/economia_in_nero_lavoro_irregolare_217_miliardi-424918934/

Berlini Alberto, Così Meloni ha tagliato 13 miliardi alla sanità pubblica, Today.it, 08/10/2025, consultato il: 29/12/2025. https://www.today.it/salute/sanita-tagli-ssn-2025.html

Cottarelli Carlo & Olmastroni Gianmaria, La spesa militare sale del 38,5% nel 2025, ma non si sa perché, Università Cattolica del Sacro Cuore – Osservatorio CPI, 07/11/25, consultato il: 29/12/2025. https://osservatoriocpi.unicatt.it/ocpi-pubblicazioni-la-spesa-militare-sale-del-38-5-nel-2025-ma-non-si-sa-perche

Di Fonso Valerio, Legge di bilancio: tagli all’istruzione, scuolamag, 23/10/2025, consultato il: 29/12/2025. https://www.scuolamag.it/notizie-dal-mim/legge-di-bilancio-tagli-allistruzione/

N.N., Giovani expat, perché i ragazzi lasciano l’Italia: solo 1 su 4 per lavoro, SkyTG24, 27/05/2025, consultato il: 29/12/2025. https://tg24.sky.it/cronaca/2025/05/27/giovani-motivazioni-fuga-estero-dati

N.N., La povertà in Italia – Anno 2024, Istat, 14/10/2025, consultato il: 29/12/2025. https://www.istat.it/comunicato-stampa/la-poverta-in-italia-anno-2024/

N.N., Spesa pensionistica – Anno 2024, dal sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze – Ragioneria generale dello Stato, consultato il: 29/12/2025. https://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/attivita_istituzionali/monitoraggio/spesa_pensionistica/2024/index.html

Rizzi Matteo, Fisco italiano, solo il 17,7% dell’evasione viene recuperato, ItaliaOggi, 29/12/2025, consultato il: 29/12/2025. https://www.italiaoggi.it/diritto-e-fisco/fisco-italiano-solo-il-17-7-dellevasione-viene-recuperato-bainzrbb

Scanu Giuseppe, L’autonomia tributaria delle regioni a statuto speciale e delle province autonome, Torino, Giappichelli Editore, 2017. https://www.giappichelli.it/media/catalog/product/excerpt/9788892108004.pdf?srsltid=AfmBOood5pwWCaFVrmOUi08teh6hE9V_wbGFx9V9tBShsD2a7NiRZX7b

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