Charles Leclerc: la Formula della resilienza

Il destino di un campione non è sempre fatto di luci accecanti, di cuori leggeri e di successi dai colori accesi; a volte, può anche riservare ombre e angoli bui da cui sembra impossibile riemergere, soprattutto quando si hanno appena vent’anni.

La storia di Charles Leclerc non è soltanto un racconto di velocità estrema e di pole position, è anche la commovente cronaca di un’anima ferita che ha trovato un solo rifugio per canalizzare e trasformare il dolore: l’abitacolo di una Formula 1.

Charles Leclerc parla con i suoi ingegneri di pista

Crediti immagine: Scuderia Ferrari
https://newsgpcdn.vshcdn.net/i/images/1641/charles-leclerc-in-scuderia-ferrari-f1-garage_f.jpg

Nato a Monte Carlo ventotto anni fa, il pilota convive da anni con una contraddizione evidente: non esita mai a spingere il piede sull’acceleratore della sua monoposto; ma sostiene la pesantezza dei lutti che ha alle spalle; è un pilota dal futuro luminoso ma anche un uomo che, più volte, ha dovuto affrontare il lato oscuro e mortale di questo sport.

Eppure, quando il tabloid inglese Daily Mail gli ha chiesto se avesse paura, Charles Leclerc ha dichiarato:

“Non penso al pericolo. È molto difficile constatare che persone che amavi non ci sono più a causa dello sport che adori, ma non posso farne a meno. Sono stato programmato per correre fin da quando ero giovane, non posso fare altro, sono bravo soltanto a guidare”.

Ed è forse proprio in questa duplice natura, di profonda dedizione e sensibilità acquisita tramite il dolore, che risiede il segreto della sua resilienza e l’origine del suo viscerale legame con i “Tifosi” (come vengono chiamati ufficialmente i sostenitori della Ferrari).

Marea di Tifosi della Scuderia Ferrari al Gran Premio di Monza del 2025

cdn-autosprint.corrieredellosport.it/images/2025/09/07/175549665-bdc1f21f-0e90-4815-8851-c0a0794ef828.jpg

L’ombra di Jules Bianchi

Prima di essere “Il predestinato” della Ferrari, Charles Leclerc era semplicemente un bambino di Monte Carlo con la velocità nelle vene e un amico fraterno, Jules Bianchi. La famiglia Bianchi possedeva un circuito di karting a Brignoles un comune al sud della Francia che Charles iniziò a frequentare sin da piccolo, sempre accanto al padre, con cui condivideva la passione per i kart e le auto.

Poi, nel 2014, durante il Gran Premio del Giappone, la vettura di Bianchi si schiantò contro una gru che stava recuperando un’altra auto uscita dalla pista: il pilota, andato in coma, scomparve nove mesi dopo. Jules era per Charles più di un mentore che lo aveva introdotto e consigliato nei primi passi della carriera: era quasi come un fratello maggiore. Per questo Leclerc lo ricorda in ogni occasione come “l’amico con cui ha guardato il suo primo film horror” e non solo come il collega che lo ha indirizzato alla Ferrari Driver Academy il programma di formazione della Scuderia Ferrari, creato per coltivare i giovani piloti fino al debutto in Formula 1.

Lì avvertì per la prima volta l’ombra della morte legata al mondo delle corse.

La forza della promessa a papà Hervé

Se la morte di Jules Bianchi fu la prima lezione sulla fragilità dello sport e la precarietà della vita, la perdita del padre fu una ferita più profonda e personale, avvenuta nel 2017, in un momento cruciale della sua carriera.

Hervé, ex pilota di Formula 3 la massima categoria giovanile prima della Formula 2, dove si affina la preparazione per la Formula 1 , era molto più di un manager: era la sua guida, il suo allenatore mentale e il suo maggiore sostenitore, come da lui stesso raccontato nell’intervista al Daily Mail citata in precedenza.

Hervé era malato da tempo e Charles, allora impegnato nella sua stagione di debutto in Formula 2, sentiva la pressione di realizzare il sogno paterno prima che fosse troppo tardi. Pochi giorni prima della sua scomparsa, raccontò al padre una “bugia necessaria”: gli disse di aver ricevuto la chiamata e l’offerta per correre in Formula 1, salutandolo con la convinzione che il sogno di una vita di entrambi si fosse realizzato. In realtà, l’accordo per la F1 sarebbe arrivato solo mesi dopo.

La vera prova del carattere di Charles Leclerc arrivò pochi giorni dopo la morte del padre. Invece di ritirarsi dal weekend di gara, il diciannovenne tenne fede al suo impegno e si presentò in pista a Baku, in Azerbaigian, esattamente quattro giorni dopo la perdita del genitore. In un’esibizione di concentrazione e autocontrollo quasi inumani, Charles vinse e conquistò la pole position.

Quella performance non fu solo agonistica. Fu un atto d’amore e una promessa mantenuta all’uomo che aveva creduto in lui più di chiunque altro.

La prima vittoria, l’ultima dedica

Anche Antoine Hubert, suo amico d’infanzia, perse la vita nel 2019: nonostante ciò, solo un giorno dopo il lutto, anche questa volta Charles gareggiò, conquistando il podio e la prima vittoria in Formula 1. Questa viene ricordata come una delle gare più commoventi di sempre, anche grazie alle frasi cariche di dolore scambiate con gli ingegneri che monitoravano le sue prestazioni da remoto.

Charles Leclerc indica il cielo dedicando la sua vittoria al suo amico scomparso Anthoine Hubert

Crediti immagine: Will Taylor – Medhurst/Getty Images Europe/Getty Images
https://media.cnn.com/api/v1/images/stellar/prod/190901160156-leclerc.jpg

Il destino onorato in pista

La pura velocità sul giro secco non è sufficiente per definire un campione. La forza di Charles Leclerc non si trova nei cavalli del motore, ma in un cuore che ha imparato a battere al ritmo di un destino che non è mai stato troppo clemente con lui. Non ha mai cercato un’altra strada: ha scelto di restare con la squadra anche negli anni più difficili, legandosi profondamente al rosso di Maranello.

Leclerc sembra nato per la Ferrari, ed è l’amore che i Tifosi aspettavano.

Devoto. Attento. Resiliente.

Tecla Di Maria

Fonti

McEvoy, Jonathan, Daily Mail, “Ferrari superstar Charles Leclerc opens up on tragedies of Anthoine Hubert and Jules Bianchi, chasing down the Red Bulls – and why Lewis Hamilton can win an eighth F1 world title“, 1 luglio 2022, ultima consultazione: 14 dicembre 2025, link: https://shorturl.at/4l2zv

Prada, Alessandro, FormulaPassion.it, “F1 / 5 ottobre 2014: il dramma di Bianchi“, 5 Ottobre 2021, ultima consultazione: 14 dicembre 2025, link: https://shorturl.at/wfcpX

Belloro, Marco, FormulaPassion.it, “Bianchi, Leclerc: F1 ha ucciso persone che amavo, ma non posso farne a meno“, 17 Luglio 2022, ultima consultazione 14 dicembre 2025, link: https://shorturl.at/WwQuf

Lascia un commento