Il Luna Park dell’Orrore

L’inchiesta contro i ‘cecchini del weekend’ di Sarajevo

La Procura di Milano ha aperto un’inchiesta su uno dei capitoli più oscuri e disturbanti della guerra in Bosnia, a causa del presunto coinvolgimento di alcuni cittadini italiani nel gruppo dei cosiddetti “cecchini del weekend”: ricchi appassionati di armi che, durante l’assedio di Sarajevo, avrebbero pagato per sparare sui civili dalle postazioni serbo-bosniache, sulle colline che dominavano la città.

Negli anni ‘80 la Jugoslavia subì una forte crisi dal punto di vista politico ed economico, provocando la nascita al suo interno di molteplici sentimenti nazionalistici e indipendentisti. A partire dai primi anni ‘90, la maggior parte degli Stati che faceva parte della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia chiese l’indipendenza, tra cui, nel 1992, la Bosnia ed Erzegovina. Il 1992, però, per la Bosnia ed Erzegovina fu anche l’anno di inizio di un importante conflitto, che si sarebbe protratto per più di tre anni: le forze serbe, infatti, invasero la città di Sarajevo, capitale della Bosnia, dando inizio a una campagna di orrore e sopraffazione. La guerra bosniaca fu uno dei conflitti più sanguinosi in Europa dalla Seconda guerra mondiale, tanto che si stima che i civili uccisi solo nell’assedio della città di Sarajevo furono più di tredicimila, tra cui più di mille bambini.

Chiunque abitasse nella città di Sarajevo, durante gli anni dell’assedio, tra il 1992 e il 1995, dovette sopravvivere agli orrori della guerra, non abbassando la guardia di fronte agli snipers, i cecchini, che tenevano sotto tiro qualunque persona, senza distinzione tra cittadini e militari. Per entrare nella città bisognava percorrere un’ampia e lunga strada centrale, nota come “il viale dei cecchini”, che attraversava la capitale, dall’aeroporto fino alla porta occidentale della città. Procurarsi acqua, cibo o semplicemente spostarsi diventava rischioso per la propria vita.

Tra i protagonisti di questo terribile conflitto ci furono anche i ricchi turisti stranieri, che, indossando delle tute mimetiche, si collocavano nelle postazioni da cecchino sulle colline di Grbavica, intorno alla capitale, e nel cimitero ebraico monumentale, facendo sì che la città sotto assedio diventasse la loro riserva di caccia personale e la guerra in una sorta di Luna Park dell’orrore: non erano pagati per combattere, ma loro stessi pagavano per poter sparare ai civili.  Per raggiungere la città usavano la copertura di essere “gruppi venatori” o finti operatori sanitari.

Coloro che volevano partecipare ai macabri “tour” pagavano cifre comprese tra 80.000 e 100.000 euro al giorno, che aumentava in base al bersaglio scelto; si parla di veri e propri tariffari dell’orrore, in cui venivano segnati i prezzi per le possibili vittime: i bambini erano i “più costosi”, poi c’erano gli uomini (preferibilmente in divisa), a cui seguivano le donne e, infine, gli anziani, che “si potevano uccidere gratuitamente” (Pop Edizioni).

L’indagine milanese parte da un esposto di 17 pagine, presentato dallo scrittore Ezio Gavazzeni: tra i testimoni c’è l’ex sindaca di Sarajevo, Benjamina Karić, che aveva presentato una denuncia analoga in Bosnia nel 2022, dopo la diffusione del documentario Sarajevo Safari di Miran Zupanič, diventato anch’esso una prova, e le dichiarazioni di un ex agente dell’intelligence bosniaca e di un funzionario dei servizi segreti sloveni, che sarebbero stati a conoscenza dei fatti dal 1993.

Secondo le prime indicazioni dell’esposto e delle testimonianze, tra gli italiani coinvolti ci sarebbero un uomo di Milano, uno di Torino, uno di Trieste e probabilmente altri individui, non ancora identificati, legati a circoli di estrema destra e al mondo del collezionismo e del tiro sportivo. Secondo l’ex agente bosniaco, uno dei testimoni chiave dell’inchiesta, dietro la macchina organizzativa ci sarebbe stato il Servizio di Sicurezza dello Stato Serbo (SDB), ma fondamentale sarebbe stato anche il supporto logistico di compagnie serbe, che avrebbero facilitato lo spostamento dei “turisti” verso Belgrado e Sarajevo.

L’attuale fascicolo milanese è ancora contro ignoti, ma la Procura ha già acquisito atti del Tribunale dell’Aia e parte del materiale del documentario; nei prossimi mesi, inoltre, verranno ascoltati testimoni in Italia e all’estero, mentre i carabinieri del Ros cercheranno conferme sulle identità dei presunti partecipanti. Quando i “cecchini del weekend” verranno identificati saranno accusati di omicidio volontario aggravato da crudeltà e motivi abietti.

Per anni il “Sarajevo safari” è stato considerato una voce, una leggenda urbana della guerra bosniaca, un eccesso narrativo tra i tanti orrori di quel conflitto, ma oggi le testimonianze e gli atti internazionali stanno trasformando quella assurdità in un caso giudiziario.
Ora, a distanza di più di trent’anni, la giustizia prova a dare un nome ai responsabili di massacri rimasti a lungo senza colpevoli.

Giulia Costa Medich

Fonti

Agence France-Presse, “Italia, aperta un’inchiesta sui “cecchini del weekend” a Sarajevo”, internazionale.it, 13 novembre 2025, ultima consultazione 24 novembre 2025, link:
https://www.internazionale.it/ultime-notizie/2025/11/13/italia-inchiesta-cecchini-weekend-sarajevo

ANSA English Desk, “Probe into ‘weekend snipers’ in Sarajevo during Bosnia war”, ansa.it, 10 novembre 2025, ultima consultazione: 24 novembre 2025, link:
https://www.ansa.it/english/news/general_news/2025/11/10/probe-into-weekend-snipers-in-sarajevo-during-bosnia-war_22e3fa6c-1e46-436d-bcbd-84216e8481c4.html

Redazione Ansa, “‘I cecchini del weekend a Sarajevo’, inchiesta a Milano”, ansa.it, 10 novembre 2025, ultima consultazione: 24 novembre 2025, link:
https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2025/11/10/a-milano-inchiesta-sui-cecchini-del-weekend-a-sarajevo_213d7369-0a20-4617-92bf-08ec9577f807.html?sfnsn=scwspwa&

Remondino Ennio, “Cecchini a Sarajevo: bersagli per ricchi assassini, anche italiani”, olnews.it, 11 novembre 2025, ultima consultazione: 24 novembre 2025, link:
https://www.olnews.it/2025/11/11/cecchini-a-sarajevo-bersagli-per-ricchi-assassini-anche-italiani/

Del Vecchio Francesco, “Turisti cecchini del weekend a Sarajevo, a Milano inchiesta su italiani: cos’era il safari della morte in Bosnia”, geopop.it, 12 novembre 2025, ultima consultazione : 24 novembre 2025, link:
https://www.geopop.it/turisti-cecchini-del-weekend-sarajevo-inchiesta-milano-italiani-safari-bosnia-cose/

D’Amato Alessandro, “Sarajevo, i “cecchini del weekend” che pagavano per sparare a donne e bambini”, open.online, 11 novembre 2025, ultima consultazione: 24 novembre 2025, link:
https://www.open.online/2025/11/11/sarajevo-cecchini-del-weekend-indagine/

Ventura Marco, “Cecchini italiani a Sarajevo, la guerra come passatempo per ricchi: «100 milioni di lire per un bambino, poi i militari e le donne. Gratis gli anziani»”, ilgazzettino.it, 11 novembre 2025, ultima consultazione: 24 novembre 2025, link:
https://www.ilgazzettino.it/nordest/trieste/cecchini_italiani_sarajevo_uccidere_bambini_militari_donne_anziani-9180916.html

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