“Almeno i giovani leggono qualcosa…”, sospira la libraia osservando l’enorme parete del proprio negozio completamente sommersa da copie di romanzi young adult. Quello sguardo a metà tra il giudizio morale, tipico di chi si vanta di conoscere la vera letteratura, e tra il compassionevole, che afferma chiaramente rassegnazione e disgusto. Intanto, il mondo va avanti e le copertine di questi libri moderni sono un vero pugno nell’occhio: colori fluorescenti, titoli che sembrano slogan pubblicitari, personaggi che sembrano usciti da una telenovela. Il fabbricante di lacrime, Due cuori in affitto, After, It ends with us… E, ovviamente, chi vuol vendere non può fare altro che cedere al mercato.
Non fraintendiamoci: questo articolo non intende scendere nello snobismo puro, quello che ti fa sentire male solo a sfiorare quella sezione così fosforescente. No, lo young adult è diventato un fenomeno che vale la pena osservare con interesse. Rivolto originariamente a chi ha tra i 12 e i 18 anni, esso presenta uno stile di scrittura semplice, trame che parlano di scuola, amori non corrisposti, prime cotte e drammi familiari.
Cercando su Internet, tra i libri più noti appartenenti a questo tipo di letteratura troviamo ancora Harry Potter, Hunger Games, Colpa delle stelle, Twilight. Oggi, però, consideriamo appartenenti al medesimo genere anche altri prodotti dai toni decisamente più maturi e spicy, in cui storie d’amore si intrecciano con drammi, rapporti tossici, tensione sessuale e, talvolta, anche violenza. Lo young adult ha cambiato pelle: ora è un decisamente adult e poco young, come quell’amico delle medie che, a trent’anni suonati, gira ancora con il motorino truccato e il cappello con la visiera storta. Inoltre, questo genere ha moltiplicato in poco tempo i propri libri, arrivando a colonizzare le librerie: case editrici storiche come HarperCollins e Giunti si contendono lo spazio con quelle nuove, nate ad hoc per queste rovinose storie d’amore, come Heartbeat Edizioni. Inoltre, se apriamo Instagram o TikTok, scopriamo che oggi questi libri adolescenziali si leggono anche a 25, 30, 35 anni… spesso con la stessa serietà con cui si sfoglia il menù di un ristorante stellato: secondo The Guardian[1], infatti, l’età media dei lettori di young adult è aumentata a 28 anni.
Quantità non vuol dire qualità, come ben sappiamo. Infatti, con l’avanzare impetuoso di questo genere, sfogliando tra le pagine ci si imbatte spesso e volentieri nei medesimi cliché. Troviamo innanzitutto una protagonista dolce e ambiziosa e una controparte maschile più pessimista e misteriosa, a tratti violenta e meschina, comunemente definita “bad boy”; in italiano, diremmo semplicemente che è un malessere. Ovviamente, i due sono tormentati da un passato oscuro, spesso caratterizzato da abusi o da figure genitoriali assenti. Ci sono poi i bulli della scuola, storici antagonisti che fungono da espediente letterario per spingere il burbero protagonista – o, citando Matteo Fumagalli, “Cosino” – a mettere da parte il proprio scudo per correre in soccorso della dolce fanciulla (“Cosina”) per la quale nutre un amore profondo mascherato da odio; assolutamente sano e per niente problematico. Infine, non mancano triangoli amorosi e festini in casa, il perfetto teatrino per alzare alle stelle la tensione amorosa tra i due “Cosini”.
Prima di trasformarci nella libraia, o comunque prima di provare la fervente tentazione di darle ragione solo per sentirci migliori – perché noi no, noi siamo diversi: apparteniamo alla stirpe eletta di quelli che leggono “i veri libri” – dovremmo ricordarci con un briciolo di onestà cosa leggevamo da adolescenti. Diciamocelo: non è che a dodici anni abbiamo appoggiato Geronimo Stilton sul comodino e tirato fuori Kafka come se niente fosse. Qualche young adult lo abbiamo masticato anche noi, ma quello autentico, diremmo, con i classici intramontabili quali Harry Potter e Percy Jackson…
Eppure, nella nostra vita ci sono stati anche EFP, Wattpad, Tumblr, Archive of Our Own… quelle magiche piattaforme online dove i fan sfegatati potevano sbizzarrirsi a inventare storie sui propri beniamini preferiti, sia persone reali che personaggi di film o serie tv, e tanti altri potevano leggerle con gusto. Questa modalità di fruizione, digitale e gratuita, distingueva chiaramente ciò che era un romanzo (cartaceo o ebook) da quelle che erano semplici fanfiction. Queste non erano che un guilty pleasure, un momento di evasione in cui poter fantasticare o, semplicemente, divertirsi a leggere drammi inventati tra due Cosini; non così tanto diverso dalle nonne che guardano le soap opera struggenti. Ma soprattutto, era normale e prevedibile che fossero storie scritte male: nessuno si era mai illuso fossero opere letterarie.
Il punto di svolta è arrivato con la commercializzazione di queste storie: il notevole successo riscontrato (basti pensare che solo nel 2018 Wattpad contava 60 milioni di utenti[2]) ha scatenato il desiderio da parte delle case editrici di lucrarci sopra. Infatti, forse non tutti sanno che la saga di After è nata come fanfiction sui One Direction, mentre 50 sfumature è un retelling di Twilight. Quello che un tempo era privato ed effimero, spesso letto in gran segreto con il cellulare sotto alle coperte, è diventato un prodotto come tanti altri, prendendo posto accanto agli YA tradizionali, a volte definendo nuovi sottogeneri come il New Adult e il Dark Romance.
Il successo di questo genere è comprensibile: i temi sono accattivanti e lo stile di scrittura è accessibile anche a chi tendenzialmente non legge. E ora che queste storie sono prodotti commerciali, sono facilmente individuabili: non serve più inoltrarsi nel sottobosco digitale del web per scoprirle, il BookTok[3] te le lancia direttamente in faccia.
Mettiamo però da parte le solite critiche sugli adolescenti che usufruiscono di libri con tematiche tossiche e sconce – paternale, questa, riservata sempre e solo alle ragazze, e su questo si potrebbe aprire una parentesi infinita. Il punto è che sì, ora che la distinzione non è più netta, è un dato di fatto che la qualità dei romanzi si sia decisamente abbassata per attirare un numero sempre maggiore di giovani lettori e di “non lettori” che non masticano altro oltre alle frivolezze. Ma il nostro modo di leggere, in fondo, non è cambiato granché: la volontà di rintanarci in storielle leggere che ci distraggano e che ci permettano di mettere in stand by la realtà è comune a tutte le generazioni; oggi, semplicemente, si lucra anche sui guilty pleasures.
Fonti:
[1] Lucy Knight, More than a quarter of readers of YA are over the age of 28 research shows, “The Guardian”, 30 aprile 2024, ultima consultazione: 11 dicembre 2025. https://www.theguardian.com/books/2024/apr/30/more-than-a-quarter-of-readers-of-ya-are-over-the-age-of-28-research-shows
[2] Porter Anderson, YA Reading and Writing Trends from Wattpad’s 60 Million Users, “Publishing Perspectives”, 25 ottobre 2017, ultima consultazione: 11 dicembre 2025. https://publishingperspectives.com/2017/10/watpad-ya-trends-publishing-insights-millennials
[3] Antonio Prudenziano, Da TikTok una scossa all’editoria: viaggio nell’ascesa di #BookTok (e tra i profili più seguiti), “IlLibraio.it”, 12 maggio 2022, ultima consultazione: 11 dicembre 2025. https://www.illibraio.it/news/ebook-e-digitale/booktok-1420535/
Monica Poletti

Grazie per il tuo utilissimo post.
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Grazie per il tuo commento! Mi fa molto piacere vedere che il mio intervento sia stato apprezzato 🤍
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