I dati parlano chiaro: sono sempre meno gli italiani che scelgono di passare il loro tempo libero in compagnia di un buon libro. Secondo l’ultimo rapporto ISTAT sulla produzione e sulla lettura di libri nel nostro Paese, nel 2022 soltanto il 39,3% della popolazione dai sei anni in su ha dichiarato di aver letto almeno un libro nell’ultimo anno per motivi non strettamente scolastici o professionali.
Non è andata meglio nel 2024, quando l’Osservatorio dell’Associazione Italiana Editori ha rilevato un generale peggioramento della qualità della lettura. Il 30% dei lettori italiani, infatti, si dedica a questa attività in modo frammentario, cioè qualche volta al mese se non qualche volta all’anno.
Eppure, sono ormai numerosi gli studi scientifici che dimostrano i potenti benefici della lettura per la salute mentale. Che sia una sola pagina al giorno o un romanzo intero, immergersi quotidianamente in nuovi mondi non rappresenta soltanto una piacevole abitudine, ma un vero e proprio toccasana per il nostro cervello. Scopriamo insieme perché.

Aumenta la capacità empatica
Si dice che chi legge ha l’opportunità di vivere innumerevoli vite oltre alla propria, immedesimandosi nei personaggi della storia e imparando ad adottare il loro punto di vista, pagina dopo pagina.
La scienza lo conferma. Secondo lo psicologo canadese Keith Oatley, più le persone leggono narrativa, migliori sono le loro capacità di empatia e teoria della mente, cioè l’abilità di attribuire agli altri degli stati mentali — ad esempio, emozioni e pensieri — e di prevedere il loro comportamento sulla base di queste intuizioni.
Un altro studio, condotto dalla professoressa di neuroscienze dell’Università di Princeton Diana Tamir, ha rivelato che leggere narrativa — in particolare brani con contenuti di natura sociale — attiva regioni cerebrali connesse alle dinamiche interpersonali e alla comprensione emotiva.
La lettura, insomma, permette di percepire il mondo con occhi diversi dai propri, migliorando le nostre relazioni con le persone — reali — che ci circondano.
Migliora le abilità di memoria e concentrazione
Attraverso uno studio condotto su un campione di oltre 10.000 adolescenti negli Stati Uniti, un team di ricercatori ha scoperto un legame significativo tra la lettura come hobby in giovane età, un buon rendimento scolastico e risultati positivi in una serie di test cognitivi che misuravano l’apprendimento, la memoria, lo sviluppo del linguaggio e l’attenzione.
Ciò accade poiché leggere rafforza le aree e le connessioni cerebrali coinvolte nelle funzioni cognitive. In questo processo interviene il fenomeno della neuroplasticità: il nostro cervello modifica la propria struttura in base all’ambiente, alle abitudini e alle esperienze vissute.
Nonostante la neuroplasticità sia più accentuata durante i primi anni di vita, quando il sistema nervoso è ancora in fase di sviluppo, non si arresta mai del tutto. Dunque, non è mai troppo tardi per acquisire nuove abitudini salutari, come la lettura.
Riduce lo stress
In una realtà frenetica e ricca di stimoli come quella in cui siamo abitualmente immersi, la lettura rappresenta un modo per evadere dalle costanti pressioni del nostro ambiente.
Nel 2009, l’Università del Sussex ha condotto una ricerca dalla quale è emerso che leggere un libro può ridurre i livelli di stress del 68%, superando altre attività considerate rilassanti, come fare una passeggiata o bere una tazza di tè.
Un beneficio confermato da un altro studio condotto nello stesso anno negli Stati Uniti. I partecipanti erano sottoposti a situazioni stressanti, dopodiché una parte del campione poteva dedicarsi alla lettura per alcuni minuti. Anche in questo caso, la lettura ha portato all’abbassamento dei parametri fisiologici connessi a uno stato di stress, come la pressione sanguigna e la frequenza cardiaca.
Potenzia la creatività
La lettura di storie avvincenti stimola a immaginare nella propria mente scene, personaggi e ambientazioni, trasformandosi in una vera e propria palestra per la creatività.
Lo spiega una ricerca dell’Università di Toronto del 2013. In questo studio è emerso che i partecipanti che avevano appena letto una breve storia di fantasia — rispetto a chi aveva letto un brano tratto da un saggio — riportavano livelli più bassi del cosiddetto “need for cognitive closure”, cioè il desiderio psicologico di avere risposte definitive, evitando l’ambiguità e l’incertezza. L’effetto è risultato più marcato per coloro che erano lettori abituali, suggerendo che la lettura possa aiutarci ad abbandonare una modalità di pensiero rigida, in favore di un’elaborazione delle informazioni più creativa e flessibile.
Ilaria Vicentini
Fonti
“Book therapy: la lettura fa bene alla salute e al cervello”, tgcom24.mediaset.it, 08 aprile 2025, ultima consultazione: 22 ottobre 2025, link: https://www.tgcom24.mediaset.it/donne/tra-noi/la-lettura-fa-bene-al-cervello_96085255-202502k.shtml
Sacchetti Fabrizia, “Leggere fa bene alla salute?”, focus.it, 17 marzo 2020, ultima consultazione: 22 ottobre 2025, link: https://www.focus.it/scienza/salute/libri-leggere-fa-bene-alla-salute
