Una giornata in treno storico: da Torino verso Nizza Monferrato

A Torino Porta Nuova sono le otto e cinquantacinque di sabato 11 ottobre 2025.
La voce elettronica annuncia una partenza fuori dall’ordinario:

«Il treno storico, diretto a Nizza Monferrato, sta per lasciare il binario due…»

Il viaggio è offerto dalla Fondazione FS (Ferrovie Storiche). Costituito il 6 marzo 2013, questo ente gestisce 400 mezzi storici, in aggiunta a numerosi fondi archivistici e bibliotecari e i relativi musei. FS Treni Turistici Italiani, invece, è l’impresa ferroviaria del Gruppo FS che gestisce i treni storici della Fondazione.

Questi convogli sono composti dalle “Centoporte“, carrozze storiche risalenti agli anni ’30. Già a quell’epoca erano un modello particolare poiché presentavano ottanta centimetri di telaio in più rispetto alla norma. Successivamente, per la conservazione e l’utilizzo, furono convertite da una struttura in legno a una in metallo. I sedili, nella loro antica scomodità, sono una divertente e “ammaccante” scoperta. I bagni sono dei semplici buchi nella struttura della carrozza, motivo per cui ne è vietato l’uso quando il treno è fermo in stazione.

Crediti immagine: Emanuele Pilan

A pochi minuti dalla partenza compaiono i volontari a dare informazioni e distribuire calici in plastica: l’offerta è tra Moscato di Asti o Dolce spumante. Così, in una mattina soleggiata tutto sommato spoglia della tipica nebbia piemontese, si può sorseggiare del buon vino mentre le carrozze tagliano i campi. Sul treno si vedono alcune famiglie guardare il paesaggio, altre commentare le sedute e l’ambiente storico in cui sono immerse. C’è poi qualche anziano che legge il giornale, altri, invece, scattano ben più di una fotografia.

Crediti immagine: Emanuele Pilan

Dopo aver ormai attraversato le colline di Langhe e Roero, mentre il treno sta passando nel Monferrato, un volontario si ferma a raccontare fatti storici sulla ferrovia statale e sul convoglio. La sua esposizione è pregna di passione ed è accompagnata da un plico di foto in bianco e nero raffiguranti tutto ciò di cui parla.

In particolare, egli spiega che parte del tratto ferroviario Alba-Asti, altrimenti inutilizzato, è stato riaperto unicamente per il transito di questo treno storico. Questa notizia non è di poco conto: soprattutto al ritorno, infatti, capita di vedere cittadini curiosi salutare il treno. Per queste persone vedere un convoglio passare su queste tratte (di solito perennemente vuote) è una vera eccezione.

Inoltre, il volontario racconta che in testa al treno, a trainare il resto, si trova una locomotiva FS D445. Questa motrice degli anni ’80 è alimentata a Diesel ed energia elettrica, con un motore Fiat a 12 cilindri e una potenza di oltre 2100 cavalli. È dotata di un sistema di riscaldamento per i treni e di un impianto di raffreddamento avanzato, che ne garantisce l’efficienza anche in condizioni climatiche difficili. La velocità e la potenza vengono regolate direttamente dal macchinista.

Crediti immagine: Emanuele Pilan

Il volontario, però, non si ferma qui: egli racconta di quando Alessandria era un centro nevralgico per gli arrivi da tutta Italia delle “Signorine“, così soprannominate per il loro aspetto aggraziato. Queste locomotive dei Gruppi 625 e 640 potevano macinare anche 30 chili di carbone per percorrere un solo chilometro a 100 chilometri orari.

Nel frattempo, il treno arriva a Canelli, dove una buona parte dei passeggeri decide di scendere. Poi, verso le undici e trenta, il convoglio giunge a Nizza Monferrato. Da qui, ripartirà alle diciassette e cinquantacinque, nove ore dopo la partenza da Torino della mattina.

Crediti immagine: Emanuele Pilan

A Nizza Monferrato, lungo la strada per il centro, si può trovare una videoteca. Le titolari raccontano di vendere ed affittare DVD, videocassette e Blu-ray Disc. Paradossalmente, le loro forniture vanno crescendo poiché chiunque chiuda la propria attività porta loro il materiale rimasto invenduto.

Da Piazza Martiri di Alessandria si vedono famiglie passeggiare lungo le vie commerciali e alcuni gruppi turistici che ascoltano la loro guida raccontare la storia della cittadina. Le opzioni per il pranzo sono numerose.

Fra le attività possibili, a qualche chilometro di distanza dalla stazione, si trova il Giardino dei Giusti. Lì il visitatore può sia conoscere le vicende di personaggi nicesi (laici o religiosi) che si sono adoperati per il prossimo, sia leggere delle varie specie arboree presenti dalle insegne appositamente poste. In alternativa, ci si può anche intrattenere con qualche libro donato dai cittadini in una cassetta di libera lettura.

Crediti immagine: Emanuele Pilan

Le attività, insomma, non mancano, ma l’importante è trovarsi in stazione alle diciotto meno cinque per la partenza del convoglio, che non aspetta nessuno.

Ora che il sole ha appena iniziato a calare si vedono numerosi cittadini salutare sia alla partenza, sia durante la prima parte del viaggio. È così fino a Canetti e oltre: i cittadini salutano dalla strada, dalle stazioni che il treno attraversa, dai balconi delle loro case. Ci sono adulti, anziani, bambini. Generalmente sorridono.

Dopo il tramonto, invece, il viaggio si fa più silenzioso, mentre il convoglio ripercorre lo stesso itinerario della mattina, ma questa volta immerso nel buio. Alle ventuno il treno storico torna al binario di partenza.

Questo genere di esperienze è offerto dalla Fondazione Ferrovie Storiche per tutto il corso dell’anno. Fino alla metà di marzo l’itinerario principale è da Sumona a Raccoraso. Ad Aprile, dopo l’inizio della primavera, riaprono un buon numero di tratte, in attesa di altri passeggeri “storici”.

Emanuele Pilan

Fonti

Fondazione Ferrovie Storiche, Treni Storici, ultima consultazione: 14/11/2025, link: https://www.fondazionefs.it/it/treni-storici.html.

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