“Sicilia Express”: tra umorismo e riflessione

Il 5 dicembre 2025, sulla celebre piattaforma Netflix, ha debuttato la miniserie “Sicilia Express”, interpretata dal duo comico Ficarra e Picone. Il titolo della serie prende il nome dal treno che la Regione Sicilia e le Ferrovie dello Stato Italiane mettono a disposizione dei siciliani per tornare a casa durante le festività. Ficarra e Picone si sono occupati sia della regia, sia del soggetto, come era già avvenuto in passato con altre produzioni. La serie affronta il tema del difficile ritorno a casa dei siciliani, tra imprevisti e aumenti dei prezzi, con ironia e il sorriso sulle labbra. Un sorriso che potremmo definire, più che altro, un riso umoristico. Proprio come sosteneva Luigi Pirandello:  

Ebbene, noi vedremo che nella concezione di ogni opera umoristica, la riflessione non si nasconde, non resta invisibile, non resta cioè quasi una forma del sentimento, quasi uno specchio in cui il sentimento si rimira; ma gli si pone innanzi; lo analizza, spassionandosene; ne scompone l’immagine; da questa analisi però, da questa scomposizione, un altro sentimento sorge o spira: quello che potrebbe chiamarsi, e che io difatti chiamo il sentimento del contrario. (Luigi Pirandello, L’umorismo: saggio, Firenze, Battistelli, 1920, p. 178).  

Gli stereotipi e i luoghi comuni sul divario tra Nord e Sud sono numerosi, ma appaiono come un esempio di “sentimento del contrario”. Ridere di un argomento ci aiuta a metterlo in risalto e a “esorcizzarlo”. Ci fa anche capire quanto, a volte, le nostre convinzioni e credenze siano soltanto il frutto di un banale pregiudizio. Uno dei personaggi della serie, il signor Giacalone, è ricoverato in un ospedale di Milano e pensa sempre con nostalgia alla “sua Sicilia”. Per questo, richiede a medici e infermieri farmaci provenienti dalla Sicilia e cannoli rigorosamente siciliani. I farmaci che gli somministrano non vengono dalla Sicilia, ma gli infermieri glielo fanno credere, e i cannoli che gli portano sono stati acquistati in una pasticceria a Milano, ma comunque suscitano nel paziente l’entusiastico commento: “come sono buoni questi cannoli, solo in Sicilia li fanno così”.  

La miniserie è formata da cinque episodi. La trama è semplice, ed è questa la forza dell’opera umoristica. Due infermieri siciliani, interpretati da Ficarra e Picone, fanno i pendolari tra la Sicilia e Milano. Subiscono le vessazioni del direttore dell’ospedale, un calabrese che finge di essere milanese e non vede l’ora di licenziarli. Affrontano viaggi estenuanti su aerei strapieni e hanno sempre pochissimo tempo da trascorrere con le rispettive famiglie. Ogni viaggio è quasi più lungo della loro permanenza in Sicilia!

Quando ecco che arriva il deus ex machina, l’evento che, proprio come in un’opera del teatro greco, ribalta tutta la situazione e la volge a favore dei protagonisti. Aurora, la figlia di Valentino, chiede a Babbo Natale di ridurre la distanza tra Milano e Catania, per vedere più spesso il suo papà. Il desiderio viene esaudito; Salvo e Valentino entrano casualmente in un cassonetto per recuperare un cellulare gettato per sbaglio e si ritrovano di fronte al Duomo di Milano. Il cassonetto diventa un vero e proprio portale magico, che serve sia a loro sia ad amici e colleghi per spostarsi velocemente tra la Lombardia e la Sicilia, anche nel corso della stessa giornata, se necessario.  

Crediti: poster ufficiale della serie “Sicilia Express”, sito web Mymovies, link: https://www.mymovies.it/film/2025/sicilia-express/poster/0/

All’interno della serie, è presente anche una satira politica molto forte. Infatti, Max Tortora interpreta un Presidente del Consiglio che finge di voler unire Nord e Sud, ma in realtà lotta per accrescere le disparità, a suon di: “ci abbiamo messo così tanto per dividere l’Italia, ti pare che adesso vogliamo unirla?”. Jerry Calà impersona un Ministro degli Interni che preferisce dedicarsi alle feste e alle belle donne, piuttosto che pensare al bene del Paese. Inoltre, pende dalle labbra del Presidente del Consiglio (che è anche suo cognato).  

In un’intervista del 27 novembre, Ficarra e Picone hanno dichiarato: “Non ci interessa il presente. Non è indicativo”, spiega Salvo Ficarra. “Quando vedi che gli stessi comportamenti si ripetono, non importa chi governa in quel momento. Gli scandali sono sempre gli stessi, coinvolgono le stesse persone. E scopri l’enorme ironia del popolo siciliano che, nonostante tutto, li rivota. Io penso che li rivoti per ironia”. “Forse non c’è la volontà di risolvere i problemi”, aggiunge Picone. (https://youmark.it/sicilia-express-serie-natalizia-ficarra-picone-netflix/)

Come non pensare al celeberrimo monologo di Don Fabrizio ne Il gattopardo, che affermava: “Lei ha ragione in tutto; si è sbagliato soltanto quando ha detto: ‘i siciliani vorranno migliorare’. […] i siciliani non vorranno mai migliorare, per la semplice ragione che credono di essere perfetti.” (Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Il Gattopardo, Milano, Feltrinelli, 1991, p. 166).  

Alla luce di queste considerazioni, forse sarebbe più appropriato definire Ficarra e Picone due “umoristi” e la loro miniserie “un’opera umoristica”, più che comica.

Elisabetta Noce

Fonti  

Ermisino Maurizio, “Sicilia Express: Ficarra e Picone su Netflix con la loro serie natalizia”, Youmark, 27 novembre 2025, ultima consultazione: 14 dicembre 2025, link: https://youmark.it/sicilia-express-serie-natalizia-ficarra-picone-netflix/

Pirandello Luigi, L’umorismo: saggio, Firenze, Battistelli, 1920.  

Tomasi di Lampedusa Giuseppe, ll Gattopardo, Milano, Feltrinelli, 1991.  

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