Con le infinite critiche a contornare tutte le discussioni su “Cime Tempestose” di Emerald Fennell, uscito questo febbraio, solo un elemento sembra essere stato risparmiato dalla shitstorm online: l’album di accompagnamento creato dalla superstar dell’hyperpop Charli XCX, Wuthering Heights.
Se il film sta ancora facendo discutere appassionati di cinema e letteratura per elementi come la sua lontananza dal libro originale di Emily Brontë, i costumi anacronistici e il casting (tutti elementi che potete approfondire in questo articolo scritto dal collega Vincenzo Mastrocinque), Wuthering Heights sta ricevendo invece complimenti all’interno della nicchia musicale per il sound evocativo e gotico. Estremamente diverso dall’ormai storico Brat, Charli XCX decide di rimanere nell’ambiente dell’elettronica che ormai conosce come il palmo della sua mano, questa volta usando i synth per creare un ambiente sonoro oscuro ed elegante, con brani che oscillano tra il pop e la darkwave.
Di spicco è sicuramente il singolo House, con il quale si apre il film. Il brano trasmette la sensazione di essere schiacciati tra due mura, in cerca di qualcosa a cui aggrapparsi per scappare da un pericolo quasi impercettibile: un crescendo ansiogeno che si risolve in un synth distorto, amplificato dalla voce di Charli XCX. Il brano è un featuring con John Cale, membro della band statunitense The Velvet Underground, conosciuti per aver posto negli anni ‘60 le basi per molti generi rock a venire.
Wuthering Heights ha riscosso più complimenti della pellicola che accompagna, ma non è la prima volta nella storia del cinema che un film viene apprezzato più per la colonna sonora che per la qualità narrativa. Non è nuovo nemmeno il concetto di un regista o una casa cinematografica che decide di lavorare insieme ad un artista musicale per il beneficio di entrambi. Non sappiamo esattamente chi sia stato il primo a farlo, considerando le numerose categorie di film nei quali la musica popular gioca un ruolo importante.
Oltre ai musical, abbiamo film creati ad hoc da artisti musicali, sia per motivi artistici che economici: dai Beatles (A Hard Day’s Night, Help!, Magical Mystery Tour, Yellow Submarine), a Prince (Purple Rain, Under The Cherry Moon, Graffiti Bridge) fino a Michael Jackson (Moonwalker). Pochi di questi vengono ricordati per una qualche qualità filmica al di fuori della soundtrack, risultando più appetibili ai superfan piuttosto che alla critica cinematografica. Per questo, forse sarebbero meglio da ricordare come video musicali estesi o come pezzi di merchandise.
Va inoltre ricordata la differenza tra un album da accompagnamento e una OST (Official Soundtrack) strumentale. La prima può essere un lavoro artistico creato attorno al film o un insieme di brani remixati già esistenti o no. La seconda consiste nella parte strumentale che lavora in funzione della pellicola. Spesso le due si incrociano, e molte tracce dell’album di accompagnamento tendono a comparire durante specifiche sequenze filmiche.
Ma quindi, quali sono altri film mediocri ricordati principalmente per la loro soundtrack?
La regina dei dannati (2002, M. Rymer, USA)
Per continuare il trend di “film che non hanno niente a che fare con i libri da cui sono tratti”: l’adattamento cinematografico di La Regina dei Dannati, terzo romanzo della saga Cronache dei Vampiri di Anne Rice— autrice che più di tutti ha formato il mito del vampiro moderno —, mischia elementi sia del capitolo dallo stesso nome che di quello precedente, Scelti dalle Tenebre.
Ricordato con odio dai fan e con confusione dal pubblico generale, la soundtrack viene ancora oggi discussa per via della presenza di artisti stellati del genere nu-metal: Chester Bennington dei Linkin Park, Wayne Static degli Static-X, Jonathan Davis dei Korn e altri. Davis ha curato e composto tutte le canzoni originali per il film, e avrebbe dovuto cantare un duetto con la giovane star R&B Aaliyah, interprete della regina dei vampiri Akasha. Purtroppo, la cantante e attrice perse la vita in un fatale incidente in elicottero poco dopo le riprese.
Una delle tracce più ricordate è Forsaken, eseguita dal frontman dei Disturbed David Draiman nella versione CD e da Jonathan Davis stesso nelle scene dei credits.
Twilight (2008, C. Hardwicke, USA)
Di Twilight c’è poco da dire: la sua infamia precede tutta la saga cinematografica tratta dai libri di Stephanie Meyer. Tuttavia, anche per i più critici, la soundtrack del primo film è stata uno dei pochi elementi di salvezza.
Oltre ai brani già esistenti e ben incorporati — come l’ormai iconica scena del baseball con Supermassive Black Hole dei Muse in sottofondo —, spicca soprattutto la canzone originale Decode, della storica band pop-punk Paramore, e l’ottimo brano alternative rock dei danesi Blue Foundation, Eyes on Fire.
Sucker Punch (2011, Z. Snyder, USA)
Sucker Punch rappresenta l’accozzaglia definitiva di elementi per cui il regista Zack Snyder è conosciuto: esplosioni, scene d’azione senza senso, personaggi femminili scritti in modo problematico e ancora altre esplosioni. Paragonato dalla critica a un videogioco, il film punta più sull’essere figo all’occhio dello spettatore che su altro.
La soundtrack viene ricordata tutt’oggi per l’ampia quantità di generi contenuti, con cover e mashup di leggende del rock come Queen e The Smiths. Notevole è il remix di Army of Me, brano della cantautrice alternative pop Björk, arrangiato in versione rock dalla band britannica Skunk Anansie.
Gaia Sposari
