La scrittura di Carlo Emilio Gadda è complessa, da lui stesso definita “barocca”, e il fatto che negli anni liceali spesso non venga approfondita non fa che amplificare la distanza tra questo autore e i lettori. Per iniziare a conoscerlo e a capire il suo stile di scrittura può quindi essere una buona idea leggere Accoppiamenti giudiziosi, raccolta di diciannove racconti pubblicata nel 1963.
Le storie non sono collegate tra loro, ma hanno comunque un filo conduttore: la satira nei confronti dell’ipocrisia umana, ipocrisia che lo stesso scrittore aveva vissuto. Ma non è l’unico elemento autobiografico che troviamo velato tra le pagine: anche il rapporto madre-figlio è presente in molti racconti. Gadda ebbe un rapporto di amore-odio con la madre, insegnante di inglese dal carattere molto rigido e autoritario, poco incline a slanci di affetto nei confronti del figlio. Un episodio che incrinò ulteriormente il loro legame fu la morte del fratello di Gadda, Enrico, a causa di un incidente aereo nella Prima Guerra Mondiale. Gadda era convinto che fosse il figlio prediletto della madre e probabilmente viveva un profondo senso di colpa per essergli sopravvissuto. Nella raccolta si avverte poi anche l’opinione dello scrittore su un caleidoscopico Novecento: il futurismo ha portato idee nuove e progresso, ma quanto c’è di autentico in esso? Gli intellettuali dell’epoca l’avevano davvero capito?
Le descrizioni delle persone e degli eventi sono molto dettagliate, per cui al lettore sembra di osservare delle fotografie, degli scatti o dei quadri. I primi tre racconti, ovvero Cugino barbiere, Papà e Mamma e Le novissime armi, fanno parte del romanzo La meccanica, pubblicato in volume intero solo nel 1970. In queste prose introduttive Gadda presenta i personaggi, dai nomi deformanti e caricaturali, come Zoraide, Arpalice, Volcazio, che dimostrano la sua grande inventiva linguistica.
In Cugino barbiere troviamo il ritratto di Zoraide, letteralmente dalla testa ai piedi: gli occhi, le mani, le caviglie, ogni vestito e ogni accessorio vengono analizzati. In Papà e mamma si parla invece della famiglia Velaschi, appartenente alla nobile borghesia milanese. Il figlio dei Velaschi e Zoraide avranno una relazione nel romanzo La meccanica, e quest’ultima tradirà il marito Luigi, operaio socialista dalla salute cagionevole, ciononostante spedito in guerra. Questi primi racconti evidenziano il contrasto tra la vita di Zoraide e quella dei Velaschi, e fanno intuire la trama che lo scrittore aveva già in mente per La meccanica.
In San Giorgio in casa brocchi, la famiglia Brocchi sta organizzando un ricevimento per celebrare la festa di San Giorgio, ma la ricorrenza religiosa in realtà è solo un pretesto per introdurre il giovane Gigi in società. Questi sta infatti per compiere diciannove anni, e i genitori, soprattutto la madre, sperano che al ricevimento incontri una ragazza di buona famiglia che susciti la sua attenzione. Nel frattempo, lo zio di Gigi è coinvolto nell’organizzazione di un’esposizione della Triennale milanese, nella quale il pittore Volcazio Penella vince il secondo premio, grazie alle sue opere dallo stile moderno e futurista. Nessuno tra i presenti ne coglie tuttavia il significato, per cui per non sfigurare si spendono in lodi e complimenti e ne danno spiegazioni (sbagliate). Alla fine della serata i proprietari della sala trovano un disastro, con le stesse opere gettate a terra in una confusione generale. E come beffa finale per la famiglia Brocchi, Gigi si innamora di Jole, la cameriera che lavora a casa di suo zio Agamennone.
L’incendio di via Keplero racconta invece le diverse reazioni di alcuni inquilini allo scoppio di un incendio nel loro condominio. La signora Arpalice Maldifassi, cantante lirica, si sloga una caviglia nel tentativo di tornare in casa a recuperare un ritratto di suo marito e i suoi gioielli (soprattutto i gioielli). Il narratore infierisce con ironia sullo spavento provato dalla signora: «[…] immaginarsi quello che dovette provare anche lei, Dio, Dio, si innorridisce solamente a pensarlo». Achille Besozzi, un pregiudicato disoccupato, sente le urla di una bambina e si precipita a salvarla. Un atto di eroismo? Non proprio, più che altro la volontà di godere di una buona reputazione presso il vicinato. Besozzi si intasca anche un bell’orologio, lasciato incustodito sul comò della casa. Infine, il signor Garbagnati, ex garibaldino, si ostina a voler portare in salvo tutte le sue medaglie.
Una visita medica e La mamma sono tratti dal romanzo La cognizione del dolore, pubblicato fra il 1938 e il 1940, e sono racconti più intimisti rispetto agli altri della raccolta. Delineano la quotidianità di Gonzalo e della madre, che vivono da soli in una villetta. Gonzalo chiama un medico perché la madre non si sente bene, ma questo viene fermato dalla domestica, che gli racconta di terribili soprusi del figlio contro la madre. Il fratello minore di Gonzalo è morto in guerra, proprio come il fratello di Gadda: madre e figlio si ritrovano dunque a convivere con il peso di questa perdita, un’ombra che aleggia costantemente nella casa.
Quelli riportati sono solo alcuni frammenti del libro, che mostrano episodi di vita dei primi anni del Novecento, descrivendo minuziosamente la complessa e sfaccettata umanità che un po’ incuriosiva Gadda e un po’ gli faceva paura.
Elisabetta Noce
Fonti
Gadda Carlo Emilio, Accoppiamenti giudiziosi (1924-1958) [1963], a cura di Paola Italia e Giorgio Pinotti, Milano, Adelphi, 2011.

