“ADAPTATION”: la reazione del mondo al cambiamento climatico

Quante volte ci siamo sentiti minuscoli di fronte all’impatto del cambiamento climatico sul nostro pianeta? Al giornalista Marco Merola è successo fin troppe volte.
Per questo ha dato vita al webdoc “ADAPTATION”: un progetto di “web-giornalismo costruttivo” che racconta le soluzioni di adattamento impiegate dai Paesi europei.
Per molto tempo i media hanno evitato di parlare di riscaldamento globale, perché sinonimo di “sconfitta” da parte dell’uomo: ma come si può pensare ad una sconfitta guardando i vigneti eroici siciliani o le salt farm olandesi?
Leggi di più nel nuovo articolo di Arianna di Pascale.

@real.ad

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Nazionalismo e Ambiente: l’ideologia dietro ai disastri climatici 

Tutti noi possiamo dire di essere consci dei danni che l’uomo sta arrecando alla natura. E perché allora i provvedimenti e le inversioni di marcia a favore della tutela ambientale sono ancora praticamente inesistenti?
La ragione è che, dietro questa non-azione, ci sono radici culturali molto antiche e profonde: il nazionalismo, il produttivismo e l’antropocentrismo. Tutte dinamiche che possiamo conoscere, comprendere e rinnegare.
Scopri di più nel nuovo articolo di Marta Costa sul legame tra nazionalismo e politiche ambientali!

@marta.costa._

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Da detenuta a europarlamentare: il futuro di Ilaria Salis

Da detenuta in un carcere ungherese a neo-eurodeputata: la storia di Ilaria Salis ha dell’incredibile. Amata da alcuni, criticata da altri, la sua storia non smette di sorprendere e di attirare l’attenzione mediatica globale. Cosa le riserverà il futuro? Su quali punti potrebbe andare a lavorare grazie al proprio background? Queste e altre domande vengono affrontate nel nuovo articolo di @augustooo_octavio.

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Verso il punto di non ritorno: relazione tra politica e ambiente.

Come abbiamo potuto appurare dalle recenti vicende che hanno scosso direttamente il nostro Paese, stiamo attraversando un periodo decisamente critico in termini di cambiamento climatico. La nostra redattrice, Alessia Dotta, ci spiega quanto l’azione politica e la cooperazione a livello internazionale sia essenziale per una tutela ambientale adeguata all’attuale contesto storico, caratterizzato da un’intensa industrializzazione e, di conseguenza, da un’inquinamento senza precedenti.

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EVEREST: la scalata del “tetto del mondo” tra anniversari e cambiamento climatico

Il 29 maggio 1953 il neozelandese Edmund Hillary e il nepalese Tenzing Norgay furono i primi uomini a raggiungere la vetta dell’Everest, il monte più alto della terra. A trent’anni dalla prima scalata la nostra redattrice Re Lorenza ci racconta la storia dei due scalatori e della difficile spedizione che li portò alla conquista del monte, approfondendo anche gli aspetti attuali dell’impatto umano sulla montagna. Perché nemmeno la montagna più alta del mondo è immune al #cambiamentoclimatico.
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Gaia: il pianeta che muore

L’umanità considera la Natura come se fosse composta da stanze non comunicanti. E se fosse una delle ragioni per cui sembra difficile uscire dalla crisi climatica. Quell’inguaribile ottimista di Davide Borchia ci parla di Gaia, la teoria che lo scienziato James Lovelock elaborò negli anni ’60 e che osservava la Terra da un punto di vista completo e “olistico”.

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COP26: Codice rosso

Dopo quasi due settimane di negoziati, il 12 novembre si è chiusa definitivamente la COP26 con un bilancio a dir poco controverso. Se da una parte gli accordi e gli impegni presi sono stati tanti, dall’altra nessuno si è detto completamente soddisfatto, né i leader né tantomeno gli attivisti. Dopo essere stata rimandata di un anno a causa della pandemia, le aspettative su questa COP26 erano tante, ma davvero si è trattato il cambiamento climatico come un problema da “codice rosso”? Ce ne parla Marta Fornacini nel suo nuovo articolo.

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Un font per il cambiamento climatico 

Cosa c’entra il cambiamento climatico con il graphic design?
Un quotidiano finlandese ha risposto a questa domanda con la creazione di un carattere tipografico in grado di rappresentare gli effetti della crisi climatica: il Climate Crisis Font.
In queste settimane di Cop26 abbiamo sentito parlare di molti dati, come le proiezioni sulle riduzioni dei ghiacciai nel 2050; se spesso i numeri hanno il limite di sembrare quantificazioni astratte, questo font invece riesce a rendere tangibile ed esperibile lo scioglimento.
Può dunque il design prender parte alla lotta per un futuro più consapevole?
Scopri di più nel nuovo articolo di Rebecca Boazzo al link in bio.

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Il cambiamento climatico: una protesta silenziosa

Il tema del cambiamento climatico è ormai da qualche anno sulla bocca di tutti. Le proteste del FridaysForFuture sono testimoni della voglia di cambiamento, soprattutto da parte dei giovani che vogliono far sentire la propria voce. Tuttavia, talvolta non serve parlare, basta l’arte, che è in grado di esprimere molto più delle mere parole.
Ecco quindi quattro opere sparse per il mondo, tramite le quali alcuni artisti hanno voluto protestare “silenziosamente” a proposito del cambiamento climatico e delle sue conseguenze in vari ambiti.

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