Il cambiamento climatico: una protesta silenziosa

L’evoluzione e lo sviluppo tecnologico degli esseri umani hanno inevitabilmente portato ad un indebolimento della terra. Siamo, infatti, in un’epoca che gli esperti chiamano antropocene: l’azione distruttiva dell’uomo ha prevalso sull’ambiente, lasciando un’importa ormai indelebile sul mondo.
Sono molte le figure che stanno combattendo a tal proposito, a partire dalla giovane Greta Thunberg e le sue proteste davanti al parlamento svedese, fino a Davi Kopenawa, il quale sostiene che non bisognerebbe sfruttare la natura, bensì convivere con essa.
Vi sono poi dei combattenti più “silenziosi”: alcuni artisti hanno voluto denunciare questa situazione attraverso le loro opere artistiche. Non si tratta di un dibattito nascente; è infatti dagli anni ’70 che vari artisti hanno utilizzato il proprio ingegno per lanciare messaggi di protesta. Basti pensare alla Spiral Jetty di Robert Smithson, composta da un molo a spirale di pietre e fango, che si confonde con l’ambiente e cambia con quest’ultimo.   
Facendo un balzo avanti nel tempo, ecco invece quattro opere più recenti contro il cambiamento climatico.

Climate clock

Lo scorso anno su uno dei grattacieli di New York è apparso un grande timer con un conto alla rovescia: 7 anni e 100 giorni sono il tempo che ci rimane prima di non poter mai più tornare indietro. Secondo alcune ricerche sembrerebbe infatti che, se non si dovesse intervenire adeguatamente, nel gennaio 2028 la temperatura media globale supererà la soglia di 1,5-2 °C, causando così conseguenze irreparabili nei confronti dell’ambiente.
Le geniali menti dietro all’installazione sono quelle di Gan Golan e Andrew Boyd, che sul sito del progetto forniscono una dettagliata spiegazione di come realizzare il proprio personale “climate clock”.

Diritti immagine: nytimes.com

La ragazza che annega

Realizzata in fibra di vetro, quest’opera è frutto della mente di Ruben Orozco e si trova nella città spagnola di Bilbao, sul fiume Nervión. Nello specifico, l’artista messicano vuole cercare di far comprendere al mondo intero le gravi conseguenze che le attuali politiche sul clima avranno per i giovani di oggi. La statua rappresenta una giovane ragazza la cui testa resta in superficie o “annega” a seconda delle maree. Ecco che quindi risulta semplice campirne il profondo significato: il futuro delle prossime generazioni dipende strettamente dalle decisioni che oggi ognuno di noi prende nel proprio quotidiano.

Diritti immagine: teleambiente.com

Melting panthers

Florida, Zoo Tampa. È qui che l’artista Bob Partington ha voluto denunciare gli effetti del surriscaldamento globale sugli animali. L’opera rappresenta due pantere: una mamma e il suo cucciolo. I due sono stati realizzati in cera e si stanno sciogliendo a causa delle alte temperature. Anche in questo caso, si tratta di una metafora artistica: gli ecosistemi sono soggetti al cambiamento climatico, così come lo è la cera al sole.
In particolare, poi, la scelta dell’utilizzo della pantera è rilevante, essendo una specie in via d’estinzione.

Diritti immagine: CNN

Climate change stamps

Si tratta di piccolissimi francobolli, sui quali sono raffigurati immagini di nuvole di neve e volatili. La loro caratteristica peculiare è quella di trasformarsi con il calore delle dita, poiché stampati con inchiostro reattivo al calore. Nello specifico, le soffici nuvole di neve divento temporali, mentre i volatili si trasformano in scheletri: ecco quindi l’impatto che il surriscaldamento globale ha sull’ambiente circostante.
L’idea è partita dallo studio Berry Creative ed è stata commissionata dalle poste finlandesi.  

Diritti immagine: dezeen.com

Il tema del cambiamento climatico è ormai entrato nel dibattito quotidiano, è importante non darlo per scontato e continuare a lottare al fine di poter migliorare la situazione in cui viviamo. Come dimostrato, si può agire anche in modo silenzioso, nel proprio piccolo, nella vita di tutti i giorni.

Emily Aglì

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