Sconfiggere la fame è il secondo obiettivo dell’Agenda 2030, il programma per lo sviluppo sostenibile sottoscritto dai Paesi membri dell’ONU. Il Goal 2 ha come obiettivo quello di attirare l’attenzione sull’urgenza di porre fine alla fame nel mondo, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile.
Fare in modo che tutti sulla Terra abbiano di che sfamarsi è un’impresa molto ardua, che deve affrontare grandi squilibri e disuguaglianze: oggi, infatti, una persona su nove non ha abbastanza da mangiare e una su tre è malnutrita, mentre nei Paesi avanzati una buona parte della popolazione è sovrappeso e quantità enormi di derrate alimentari finiscono tra i rifiuti.
Inoltre, gli effetti negativi della crisi sul settore agricolo e il peggioramento della qualità della alimentazione rendono probabile un effetto complessivo negativo della pandemia su questo Obiettivo.

GOAL 2: SCONFIGGERE LA FAME
GOAL 2 – Via Egidi / Piazza Cesare Augusto, 7
TRULY URBAN ARTISTS
Cultus
L’obiettivo Fame Zero è ancora lontano, ma per dare una lettura positiva al Goal 2, nel progetto Toward2030, si è partiti dalla necessità di guardare con speranza al futuro.
Per il Goal 2 i 4 artisti del collettivo Truly Urban Artist, hanno realizzato la loro opera di arte urbana in un luogo vicino al mercato di Porta Palazzo, così antico e al contempo così globale, che rappresenta ancora di più un motivo di riflessione artistica ed etica. La scelta della parola CULTUS, come titolo dell’opera, intesa sia come “Coltura” sia come “Cultura ed Educazione”, fonda le sue radici proprio nel principio etico dell’inclusione. Da questo, infatti, bisogna ripartire, secondo gli artisti e secondo Lavazza, promoter del progetto.

Con l’opera Cultus, gli artisti coinvolti si sono immaginati, attraverso il loro linguaggio – quello del graphic design e dell’astrazione geometrica – un grande tondo che rappresenta un campo agricolo, frazionato secondo la proporzione aurea, di cui si può distinguerne la spirale, secondo un concetto di armonia che lega arte e natura.
A questo campo si interseca una forma volumetrica dalla forma esagonale che rappresenta un seme, che, entrato in contatto col terreno del campo, può crescere e svilupparsi secondo la proporzione aurea, quindi seguendo una crescita armonica, la stessa che gli artisti auspicano per raggiungere l’obiettivo “No Hunger“.
La facciata dell’edificio su cui è stata realizzata l’opera è caratterizzata da superfici irregolari che hanno permesso di creare un ulteriore gioco ottico e che rendono visibile il disegno nel suo insieme non da un punto di vista frontale, ma laterale, spostandosi di circa 50 metri rispetto alla parete.
Al prossimo Goal e alla prossima opera!
Elena D’Elia


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