Spesso si sente parlare di “esigenza di esprimersi”. Questa frase, di solito, è contestualizzata in quello che viene chiamato “mondo dell’arte”, di quei pochi che si fanno portavoce di una cultura, di una società, tramite il loro estro e le loro inclinazioni: gli artisti.
Pittori, scultori, ma anche poeti, attori, registi e cantanti sono persone comuni, che in modo assolutamente non comune, hanno scelto di fare dei propri bisogni virtù, trasformando le loro mancanze, le loro incertezze, le loro emozioni in espressioni artistiche condivisibili e alla mercé di tutti.
Indubbiamente i cantanti sono i più apprezzati, o forse semplicemente i più conosciuti, perché padroneggiano un’arte molto più diretta, più sensibile, che colpisce dritta al cuore. Quante volte capita che l’insieme di un semplice giro di accordi e una voce sembrano raccontare alla perfezione quello che, in quel particolare momento della nostra vita, stiamo vivendo. Più che un testo, più che una scena, più che un dipinto, le canzoni sono simili a odori, al tatto di una mano sulla pelle, a quella sensazione di vertigine che pizzica dietro alle orecchie quando sentiamo di cadere nel vuoto, a quel buco nello stomaco che si crea poco prima di vivere un momento importante della vita. È la riproduzione in suono di un sentimento, e come tale, sfrutta un senso che ancora di più della vista, stringe fra le proprie mani un filo diretto fra l’artista e il cuore di chi lo ascolta.
Ed
Autodefinitosi «un semplice ragazzo con una t-shirt accanto alla più grande interprete che esista» in una recente intervista da Fabio Fazio a Che tempo che fa osservando una fotografia che lo ritrae insieme a Beyoncé, Ed Sheeran si presenta esattamente così: un ragazzo giovane, folti capelli rossi, t-shirt e una chitarra acustica fra le braccia. La versione pop del ragazzo della porta accanto, che senza spallate e gomitate, si è fatto largo nella scena musicale contemporanea solamente grazie alla sua sbalorditiva bravura e semplicità.
Fin dagli esordi ha mantenuto un profilo basso, e senza cadere nella banalità del “menestrello”, tutto tristezza, chitarra e voce , ha saputo fare innamorare migliaia di fan spaziando da pezzi lenti e più intimi, a pezzi ritmati ed euforici, mantenendo sempre quella cristallina identità portatrice, forse inconsapevole, di un messaggio tanto semplice quanto illuminante: essere se stessi.
– Subtract
Dopo Ed Sheeran e What some?, i primissimi album, e No. 6 Collaboration Project uscito nel 2019 sulla scia di +, x, ÷ (prodotti rispettivamente nel 2011, 2014 e 2017) a chiudere il cerchio il prossimo 5 maggio verrà pubblicato il suo nuovo album – (“subtract“). A detta dell’artista questa raccolta di canzoni sarà ancora più intima e personale delle precedenti e racconterà del dolore e delle paure di Ed, reduce da un periodo familiare difficile, ma anche della speranza che quei giorni possano lasciare spazio ad un futuro più sereno. Alcuni di questi momenti difficili segnano la vita di una persona per sempre, e nel suo caso, trovano il modo di trasformarsi in musica così da essere sia terapia che terapeuta per tutti coloro che, come lui, affrontano difficoltà simili durante il loro percorso. Un eccesso di generosità, un dono, che per molti rappresenta e rappresenterà un vero punto di riferimento.
Il primo singolo estratto Eyes Closed, pubblicata sulle principali piattaforme streaming lo scorso 24 Marzo, dopo solo un mese è già prima in classifica in Inghilterra, patria del cantautore. Delicata e forte allo stesso tempo, la canzone parla della perdita e della mancanza, della sensazione di rincontrare chi abbiamo perso ogni volta che usciamo di casa. In alcuni recenti interviste il cantante ha affermato che è un pezzo molto significativo per lui e che lo ha scritto in onore di due suoi cari amici recentemente scomparsi.
Noemi Tron
Crediti immagine copertina: billboard.com
