“Kaos”: la nuova serie tv Netflix che ci porta una boccata d’aria fresca

Kaos è la nuova serie tv britannica ideata da Charlie Covell e disponibile su Netflix. Si tratta di un tentativo ben riuscito di riportare la mitologia greca ai giorni nostri. La vicenda, infatti, è ambientata nel mondo di oggi, ma con la particolarità distopica che il culto religioso dominante non sono i grandi monoteismi, bensì il politeismo dell’antica Grecia. Gli dèi dell’Olimpo (Zeus, Era, Poseidone, Ade…) non solo sono venerati dagli umani all’interno della serie, ma addirittura sono essi stessi personaggi di cui si seguono le peripezie. Fra i personaggi si possono menzionare diverse altre figure mitiche: Minosse, Arianna, il Minotauro, Orfeo ed Euridice, le Parche, Prometeo, Polifemo…

Qualora non foste interessati alla mitologia greca, la serie tv rimarrebbe comunque estremamente avvincente: la trama di questa prima stagione si snoda attorno a una profezia che coinvolge diversi personaggi, divini e mortali:

Una linea appare, l’ordine vacilla, la famiglia cade e il Kaos regna”.

Si tratta di una profezia che, se compiuta, porterebbe alla caduta degli dèi dell’Olimpo e all’attualizzazione di un nuovo grande ordine mondiale. Perciò la vicenda, che segue contemporaneamente diversi nuclei di personaggi, porta questi a schierarsi o verso l’ordine costituito (gli dèi), o verso la sovversione di tale ordine (in favore dei mortali, che sono quotidianamente vittima dei capricci divini).

Il problema del riadattamento delle figure mitiche ai giorni nostri è stato superato con originalità: i personaggi non sono stati ripresi pari pari dal tempo antico, ma nemmeno sono stati snaturati con un’eccessiva modernizzazione. I produttori sono riusciti a calare le figure del mito nel 2024, senza comprometterne le loro caratteristiche fondamentali. Si tratta di un’operazione che rivela la grande conoscenza che gli ideatori hanno della mitologia greca e il sapiente uso di tali conoscenze. Insomma, questo è uno dei pochissimi casi in cui il riadattamento e il rifacimento di una vicenda antica è stato fatto nel rispetto di essa.

Per meglio spiegare i termini del riadattamento, sappiate ad esempio che gli dèi si vestono e comportano come fossero miliardari di oggi, mentre i personaggi del mito sono riadattati a ruoli e mestieri moderni: Zeus, il re dell’Olimpo, è un riccone egocentrico avvezzo a capricci bambineschi e il cui disappunto si riversa in un abuso di potere verso i suoi valletti e verso il mondo degli uomini; Poseidone, il dio del mare, vive su uno yacht di lusso, si rilassa fumando sigari e bevendo champagne; Orfeo, nel mito poeta e musico di eccezionale valore, è riadattato alla figura di cantante di successo che fa sold out a tutte le date, così come la musa Calliope, una delle dee delle arti, ricopre il ruolo di manager dello stesso Orfeo; ancora abbiamo Polifemo, il mostro mono-occhio che spaventa Ulisse nella caverna, il quale gestisce un locale losco che si chiama The Cave (la caverna, appunto); e ancora le Erinni, divinità vendicatrici, sono rappresentate come tre motocicliste agguerrite che perseguitano la persona che ha commesso un torto, e così via. Molto originale poi è la rappresentazione di Ade, il dio della morte, che inaspettatamente è il più buono tra gli dèi: accetta con bonarietà la posizione subalterna che Zeus gli ha riservato, cerca di fare del suo meglio per la prosperità della famiglia e non si abbandona mai a deliri di potere, a differenza di tutti i suoi simili.

Zeus nella sua villa durante una grigliata di famiglia (cioè con Era, Poseidone e Dioniso)
Orfeo tra i fans prima di un concerto

Questa modernizzazione fa sì che dietro alle figure rappresentate si possano scorgere persone e classi sociali di oggi, a dimostrazione del fatto che una mitologia antica più di duemila anni è ancora in grado di parlarci. Tutto questo attraverso un’azione avvincente e concitata, che comprende anche un buon numero di scene comico-grottesche. Non resta che augurarvi una buona visione!

Marta Costa

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