Tecnofeudalesimo, la nuova evoluzione del capitalismo

Crediti currentaffairs.org: https://www.currentaffairs.org/news/2024/04/welcome-to-technofeudalism

Yanis Varoufakis è, forse, una delle figure più controverse della recente politica europea.
Ex ministro delle Finanze del governo SYRIZA, nel 2015 tentò di gestire l’enorme crisi che affliggeva la Grecia da diversi anni. Negoziò con la Troika (Commissione Europea, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale) per ridurre le misure di austerità imposte dall’Unione Europea, sostenendo che proprio tali misure fossero la causa principale della recessione economica in cui il Paese era precipitato.

Propose un referendum per respingere le condizioni imposte da Bruxelles, che prevedevano drastici tagli alla sanità e all’istruzione. Il popolo ellenico approvò la sua linea, ma, nonostante ciò, Varoufakis fu rimosso dall’incarico dal primo ministro Alexis Tsipras, che lo sostituì con un altro ministro disposto ad accettare misure ancora più rigide.

Questa introduzione ha la funzione di fornire un’infarinatura generale sulla figura di Varoufakis, oggi ricordato soprattutto per il suo recente saggio Technofeudalism: What Killed Capitalism, in cui conia un termine per descrivere quella che, a suo avviso, è la nuova e inquietante fase metastatica del capitalismo.

Forte della sua esperienza politica in uno dei Paesi più colpiti dalla crisi finanziaria del 2008, e dopo essere stato proiettato fuori dall’oscurità accademica nel cuore pulsante dell’eurozona in crisi, Varoufakis ha potuto riflettere su questioni socioeconomiche da una prospettiva privilegiata e profondamente consapevole.

Probabilmente non si è riflettuto abbastanza su quella crisi. In Italia, l’abbiamo vissuta più come un tormentone mediatico che come un’emergenza esistenziale, similmente a quanto accaduto con la questione migratoria: se ne parlava molto, ma sembrava non riguardarci mai del tutto.

Eppure, fu proprio in quel contesto che emerse quella che Varoufakis definisce una delle forme più inquietanti del capitalismo contemporaneo: il Tecnofeudalesimo. Una nuova struttura di potere economico e tecnologico che, secondo l’autore, ha già superato i confini del capitalismo classico, introducendo nuove logiche di dominio e controllo.

Ebbene, arrivando al succo, chi ha ucciso il capitalismo?

La risposta è breve: la tecnologia cloud.

Varoufakis afferma che l’emergere delle nuove tecnologie cloud ha portato a un cambiamento così drastico da mettere in discussione la nozione tradizionale di capitale.

Perché il termine feudalesimo? Questo si riferisce al sistema medievale che dominava il continente europeo. L’idea di base era che i contadini (detti anche servi della gleba) lavorassero la terra e svolgessero mansioni per i loro signori, ricevendo in cambio il diritto di vivere nei loro territori e godere di una certa protezione.

Il concetto di Tecnofeudalesimo propone un parallelo con l’era moderna: oggi serviamo i nostri “signori” delle grandi aziende tecnologiche – come Amazon, Google, Meta e Apple – offrendo in cambio i nostri dati per accedere ai loro servizi cloud.

Secondo questa teoria, le nostre preferenze non ci appartengono più, ma vengono generate dalle reti di macchine, note appunto come cloud. Si crea, così, un ciclo di retroazione: noi addestriamo gli algoritmi mostrando cosa ci piace, ma poi gli algoritmi ci addestrano a desiderare ciò che ci offrono.

Secondo Varoufakis, il senso del piacere viene generato dalle macchine sulla base dei dati che forniamo, e all’interno del sistema stesso consumiamo.

È un sistema chiuso, non più un mercato, ma una piattaforma. Ciò sancisce definitivamente la morte del capitalismo, perché viene messa in discussione l’esistenza stessa di un mercato. Non perché il consumatore non abbia scelte, ma perché non ha la possibilità di sviluppare desideri propri.

Siamo servi del cloud

Varoufakis afferma che, scrollando e digitando su applicazioni e siti web, agiamo come “servi della gleba del cloud”: produttori di dati, non retribuiti, che lavorano a vantaggio sproporzionato dei signori digitali.

Attraverso il processo di retroazione, la macchina ci conosce bene e ci propone direttamente ciò che vogliamo. Amazon, per esempio, suggerisce libri che siamo effettivamente interessati a leggere, e che finiamo per acquistare. La macchina vende direttamente il prodotto: ha sostituito il mercato.

Amazon sembra una grande piazza commerciale, con un’immensa possibilità di scelta, ma non lo è. È l’algoritmo a decidere le connessioni tra venditori e acquirenti, secondo logiche opache e svincolate dalle regole economiche tradizionali.

Varoufakis conclude che la mancata comprensione di questa dinamica da parte di governi e banche rischia di rendere la crisi economica permanente.

Il capitale del cloud non è come i robot industriali o le linee telefoniche. Non serve a produrre, ma a modificare il comportamento. È una nuova forma di capitale: non un mezzo di produzione, ma un mezzo per l’ingegneria sociale.

Rayan Badr

Fonti:

Yanis Varoufakis, Technofeudalism: What Killed capitalism, 2023.

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