“Wicked”: la politica sotto l’amicizia

Quando una splendida amicizia viene utilizzata come dispositivo narrativo per evidenziare i meccanismi di potere

Si ricorda ai lettori che trattandosi dell’analisi di un film, musical e libro, è inevitabile la presenza di spoiler.

Wicked: The Life and Times of the Wicked Witch of the West, romanzo pubblicato da Gregory Maguire nel 1995, ha toni estremamente diversi rispetto all’omonimo e ben più conosciuto musical del 2003. Quest’ultimo, nonostante ne mantenga gli ideali, per un pubblico meno attento è semplicemente una bella storia d’amicizia. Con toni più cupi ed esplicitamente politici, invece, il libro si prefissa come obiettivo quello di rispecchiare il mondo moderno, dove i privilegiati rimangono tali, mentre le minoranze vengono sempre più represse. 

L’oppressione mascherata da favola

Oz, originariamente un mondo fiabesco, viene descritto come un regime autoritario, che si sta facendo spazio in una società piena di culture, credi e visioni diverse, reprimendo la religione in nome della cieca fiducia verso il Mago. Quest’ultimo è una figura carismatica e priva di scrupoli, che ha ottenuto il potere con una propaganda fasulla, mostrandosi come un uomo integro e dalla morale solida, mentre la realtà è ben diversa. La repressione verso la minoranza, gli Animals, animali senzienti capaci di interloquire, pensare ed essere, porta alla paura come strumento di governo, tema tristemente attuale.

I regimi totalitari tendono a non cercare soluzioni ai problemi, ma a indicarne i presunti colpevoli. Immigrati, attivisti, persone queer e freak, vengono tutti posti come caprio espiatorio, diventando le figure attraverso le quali il governo gestisce la paura del popolo. Ecco il Mago di Oz, che tanto magico non è, che cerca di corrompere l’unica persona realmente capace di rimediare alle ingiustizie e, non riuscito nell’intento, la rende nemica.

Elphaba, il nemico da neutralizzare

Il personaggio di Elphaba rappresenta appieno, insieme agli Animals, lo stereotipo dei nemici del totalitarismo: innegabilmente verde, innegabilmente queer, innegabilmente intelligente e dallo spirito critico, innegabilmente pronta a sacrificare tutto per i suoi ideali. Sono proprio queste le figure che un regime teme, ostracizza e cerca di sopprimere, e la propaganda di Oz ci riesce, trasformandola nella “wicked”, la cattiva. A Oz il mago non ha bisogno di distruggere la verità, ma semplicemente di riscriverla.  

Elphaba cerca anche di creare una comunità, di fare una rivoluzione, però questo gruppo non solo viene attivamente attaccato, ma finisce col voltarle le spalle trovando come unica soluzione la fuga. Così inizia a essere completamente isolata, sentendosi impotente di fronte al sistema.

Glinda, l’immagine del privilegio

Glinda, d’altro canto, è il volto perfetto per la propaganda: bella, affabile, individualista e attaccata ai propri desideri. Finisce col sacrificare chi ama, Elphaba e Fiyero, a proprio vantaggio, riprendendosi solo nel finale del musical, ma non in quello del romanzo. Va avanti nella sua posizione privilegiata, mantenendo le apparenze, venendo però strumentalizzata tanto quanto l’amica. La ragazza, infatti, più passiva che strategica, diventa l’ozioso sorriso di Oz, convinta di proteggerne la pace, ma in realtà preservando solo l’incapacità critica dei cittadini, vittime della propaganda.

Se Elphaba è la minaccia da neutralizzare, Glinda è il bel volto attraverso cui il governo si legittima. Non perché non ne veda il marcio, ma perché capisce quanto poco solide siano delle basi ammuffite. Un sistema fragile come quello di Oz non ha bisogno di essere demolito, almeno secondo la sua visione, dunque si limita a ereditarlo.

Il riflesso della società contemporanea

Nel finale troviamo una fotografia sociale in cui ogni individuo cerca di esercitare il proprio libero arbitrio, ma la struttura governativa lo impedisce. Da una parte le figure precedenti sono state cacciate da Glinda più per interesse personale che per quello del popolo (come invece lei desiderava), sottolineando come la sua scelta sia sempre orientata al proprio privilegio e non al bene di Oz. Dall’altra vediamo Elphaba, che finisce col morire, nel libro, per mano dell’ingenua Dorothy, personificazione della propaganda, mentre nel film è costretta a fingere la propria morte per fuggire dal regime e favorire la posizione di Glinda. Eppure il suo unico desiderio era rendere Oz una casa adatta a lei e agli Animals


Nel mondo di oggi questi riflessi politici sono strettamente attuali: è inevitabile riconoscere da un lato l’individualismo di chi detiene il potere, dall’altro le minoranze costrette a fuggire o uccise, anche solo per essere alla ricerca di qualcosa da chiamare casa. 

Nemo Cirillo

Fonti

Wikipedia, Strega – Cronache dal Regno di Oz in rivolta, ultima consultazione: 20 gennaio 2026, link: https://it.wikipedia.org/wiki/Strega_-_Cronache_dal_Regno_di_Oz_in_rivolta

Wikipedia, Wicked (film), ultima consultazione: 20 gennaio 2026, link: https://it.wikipedia.org/wiki/Wicked_(film)

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