Le artiste dimenticate dalla storia dell’arte

Immagina di sfogliare un manuale di storia dell’arte che va dall’epoca preistorica ai giorni nostri — di quelli pesantissimi che si studiano alle scuole medie —, oppure di entrare in un negozietto nel centro storico di una città d’arte italiana o europea. Per prima cosa noteresti le fotografie o i souvenir raffiguranti le più importanti opere pittoriche e scultoree dei secoli passati, realizzate dai grandi maestri per eccellenza come Michelangelo, Raffaello, Caravaggio, Vincent van Gogh, Claude Monet, Pablo Picasso e così via.

Nulla di strano, giusto? Stiamo parlando di giganti, che hanno rivoluzionato il modo di intendere l’espressione artistica nel proprio contesto storico e culturale. Non è un caso, però, che tra questi nomi non compaia neppure quello di una donna, come se metà della popolazione mondiale non fosse mai stata in grado di creare meraviglie capaci di lasciare il grande pubblico a bocca aperta.
La questione, come sempre, è più complessa di quanto sembri: innanzitutto, è inevitabile parlare di numerosi ostacoli sociali, che per secoli hanno relegato le donne al ruolo di mogli e madri, impedendo loro di accedere alla formazione artistica, alle accademie e alle botteghe di grandi maestri. Inoltre, sebbene alcune artiste siano riuscite a rovesciare i pregiudizi e a emergere grazie a sacrifici e talento, lo spazio che viene riservato loro nelle pagine dei libri e nell’immaginario collettivo risulta ancora gravemente insufficiente

Ecco dunque le storie di quattro donne che hanno sfidato il dominio maschile nel mondo dell’arte, creando capolavori immortali e meritevoli di essere conosciuti.

Artemisia Gentileschi (1593 – 1656 circa)

Figlia del pittore e amico di Caravaggio Orazio Gentileschi e di Prudenzia Montoni, Artemisia nacque a Roma, in un periodo storico caratterizzato da un clima di rinnovamento culturale e artistico. Affascinata dal mestiere del padre, fin dalla più tenera età imparò da lui i fondamenti dell’arte pittorica ed esercitò il suo talento precoce copiando i dipinti che quest’ultimo custodiva nel proprio atelier. La sua formazione avvenne pertanto esclusivamente tra le mura domestiche, poiché per una donna era considerato sconveniente frequentare le botteghe di altri maestri.
A diciotto anni non ancora compiuti, Gentileschi fu vittima di uno stupro che avrebbe segnato per sempre la sua vita: fu violentata da Agostino Tassi, un pittore di grande fama e collaboratore di Orazio. Nonostante il dolore, Gentileschi trovò la forza di affrontare un processo umiliante, durante il quale venne torturata per fare in modo che dicesse la verità. Il processo si concluse con una condanna all’esilio per Tassi, anche se, dopo non molto tempo, egli fu libero di tornare a Roma e riallacciò perfino i rapporti con Orazio. 
Le terribili ingiustizie subite da Artemisia si riversarono come un fiume in piena nella sua arte barocca: secondo la critica femminista, infatti, alcune delle sue opere più brutali e sanguinose raccontano il vissuto straziante dell’artista, ma anche il suo desiderio di vendetta. Simbolo di questa lettura è il capolavoro Giuditta decapita Oloferne, nel quale l’eroina biblica compie un’estrema violenza nei confronti di un uomo impotente, riprendendosi il potere che le è stato sottratto. 

Artemisia Gentileschi, Giuditta decapita Oloferne (1617; olio su tela, 158,8 x 125,5 cm; Napoli, Museo Nazionale di Capodimonte). Crediti immagine: Finestre sull’Arte.
https://www.finestresullarte.info/arte-base/artemisia-gentileschi-vita-e-opere-grande-pittrice-seicento

Ginevra Cantofoli (1618 circa – 1672)

Nata a Bologna da Francesco Cantofoli e Ottavia Buldrini, al contrario di quasi tutte le pittrici dell’epoca la sua non era una famiglia di artisti. Non si hanno molte notizie sulla sua vita, tuttavia, sulla base delle ipotesi degli studiosi, sembra che abbia mosso i primi passi nel mondo dell’arte nella cerchia del celebre pittore e incisore bolognese Guido Reni. Inoltre, è plausibile che Giovanni Andrea Sirani e la figlia Elisabetta — che aveva fondato un’accademia di disegno aperta alle donne — abbiano contribuito alla sua formazione, iniziata in tarda età, ma non per questo meno brillante.
Di Cantofoli rimangono poche opere e per molto tempo il suo nome restò nell’ombra, ma oggi si iniziano a riscoprire le sue inconfondibili figure femminili — caratterizzate da un volto dolce e dagli occhi un po’ sognanti — capaci, dopo secoli, di stabilire una connessione con chi le osserva.

Ginevra Cantofoli, Giovane donna in vesti orientali (seconda metà del XVII secolo; olio su tela, 65 x 50 cm; Padova, Museo d’arte Medioevale e moderna).
Crediti immagine: Facebook.
https://www.facebook.com/finestresullarte/posts/ginevra-cantofoli-giovane-donna-in-vesti-orientali-seconda-met%C3%A0-del-xvii-secolo-/4209157162471813/

Angelika Kauffmann (1741 – 1807)

Esponente di spicco del Neoclassicismo, Angelika Kauffmann visse una vita simile a un romanzo d’avventura. Figlia del pittore austriaco Josef Johann Kauffmann, Angelika nacque in Svizzera e fin da bambina mostrò un grande talento per l’arte, il canto e lo studio delle lingue. Il padre, sfidando le convenzioni sociali dell’epoca, incoraggiò le sue passioni: decise quindi di portarla con sé in Italia insieme alla moglie, facendola entrare in contatto con i capolavori dell’antichità e i grandi maestri dei secoli precedenti in città come Bologna, Napoli e Roma. Ispirata dal clima culturalmente ricco che la circondava, Kauffmann realizzò il suo primo autoritratto a soli dodici anni, mentre a sedici anni dipinse gli affreschi della chiesa di Schwarzenberg, città di origine del padre. 
Dopo ulteriori anni trascorsi in Italia e una breve sosta a Parigi, a vent’anni si trasferì a Londra, dove diventò membro fondatore della Royal Academy of Arts e ritrattista di grande successo, grazie al suo stile moderno e raffinato
Un anno dopo la sua morte, un busto che la raffigura fu collocato al Pantheon, accanto alla tomba di Raffaello.

Angelika Kauffmann, Autoritratto in costume tradizionale del Bregenzerwald (1781; Innsbruck, Tiroler Landesmuseen).
Crediti immagine: Finestre sull’Arte.
https://www.finestresullarte.info/opere-e-artisti/angelika-kauffmann-grande-artista-e-donna-emancipata

Berthe Morisot (1841 – 1895)

Concludiamo con la protagonista di una mostra di grande successo che si è tenuta a Torino lo scorso anno e che ha permesso a molti visitatori di scoprire le sue opere.
Berthe Morisot nacque in una famiglia borghese in Francia: il padre era un alto funzionario statale, mentre la madre, pronipote del pittore Jean-Honoré Fragonard, le trasmise fin dall’infanzia la passione per la pittura. A dieci anni, si trasferì a Parigi e l’abitazione di famiglia diventò un punto di riferimento per gli artisti dell’epoca. Questo clima culturale così stimolante, unito alle lezioni private di pittura nell’atelier casalingo e alle visite al Louvre per ammirare i grandi capolavori di Raffaello e Rubens, le permise di far emergere le sue capacità e la spinse a sperimentare con nuove tecniche lontane dalla tradizione. 
Questo desiderio di innovazione la portò ad avvicinarsi al movimento degli Impressionisti e, nel 1874, partecipò come unica donna alla prima mostra impressionista — tenutasi nello studio del fotografo Nadar —, presentando nove dipinti. I suoi lavori, dai colori vivaci e dalle pennellate leggere, la consacrarono come una degli esponenti principali della corrente francese, tanto che, a un anno dalla sua morte, la galleria Durand-Ruel le avrebbe reso omaggio con una retrospettiva contenente 394 tele, disegni e acquerelli.

Berthe Morisot, La culla (1872; olio su tela, 56×46 cm, museo d’Orsay)
Crediti immagine: Wikipedia.
https://it.wikipedia.org/wiki/Berthe_Morisot

Ilaria Vicentini

Fonti

Baratta Ilaria, “Angelika Kauffmann, storia di una grande artista e di una donna emancipata”, Finestre sull’Arte, ultima consultazione: 6 marzo 2026, link: https://www.finestresullarte.info/opere-e-artisti/angelika-kauffmann-grande-artista-e-donna-emancipata

Ferratini Enrico, “Ginevra Cantofoli: la pittrice sconosciuta di un quadro celebre”, Arte Live, ultima consultazione: 6 marzo 2026, link: https://blog.arte.deascuola.it/articoli/ginevra-cantofoli-la-pittrice-sconosciuta-di-un-quadro-celebre

Trafficante Claudia, “Donne e arte: la strada verso l’emancipazione”, Catalogo dell’Arte Moderna, ultima consultazione: 6 marzo 2026, link: https://www.catalogoartemoderna.it/approfondimenti/donne-e-arte-la-strada-verso-lemancipazione-75

“Artemisia Gentileschi, vita e opere della grande artista del Seicento”, Finestre sull’Arte, ultima consultazione: 6 marzo 2026, link: https://www.finestresullarte.info/arte-base/artemisia-gentileschi-vita-e-opere-grande-pittrice-seicento

“Berthe Morisot, una donna tra gli Impressionisti”, Elle Decor, ultima consultazione: 6 marzo 2026, link: https://www.elledecor.com/it/people/a39846971/berthe-morisot-vita-e-opere/

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Grazie per questa divulgazione

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    1. Avatar di ilaria.vicentini ilaria.vicentini ha detto:

      Grazie a te per averlo letto!

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